L’aggressione alla deputata M5S Mara Lapia in un supermercato, soccorsa da una donna di colore

17/12/2018 di Donato De Sena

È diventato un caso l’aggressione avvenuta sabato sera ai danni della deputata del Movimento 5 Stelle Mara Lapia in un supermercato di Nuoro, città natale e di elezione della parlamentare. La politica 42enne, avvocata e criminologa, è stata insultata e minacciata e poi malmenata nel parcheggio di un negozio Lidl da un uomo con cui aveva già discusso alle casse. Lapia, che sarebbe stata colpita con un pugno e con schiaffi e poi scaraventata a terra, ha riportato la frattura di una costola, altre costole incrinate, problemi a un polmone e altre contusioni, per complessivi 30 giorni di prognosi.

La deputata M5S insultata e aggredita al supermercato, denunciato un 35enne

L’autore del pestaggio sarebbe stato già identificato e denunciato. Si tratta di un 35enne con precedenti per violenze, che però non risulta legato a movimenti politici. «Non avrei mai immaginato – ha dichiarato la deputata – che sarei potuta essere in pericolo per il mio ruolo di parlamentare. È inqualificabile un uomo che si accanisce così nei confronti di una donna sola. Mi sento colpita più come donna che come parlamentare». E ancora, ha raccontato la parlamentare: «Il mio aggressore aveva una faccia da bruto, ho visto che mi guardava male già prima che arrivassimo alla cassa, poi quando ho detto alla commessa di stare attenta dopo che mi ha rovesciato addosso alcune lattine di Coca Cola sporcandomi, è esploso con accuse pesanti contro di me: ‘Le hanno sporcato il vestito nuovo’, mi apostrofava deridendomi. ‘Voi appestate i posti dove entrare, si sente la tua puzza dentro tutto il supermercato’, ha detto cercando il consenso di altri presenti».

Le offese e le minacce sarebbero proseguite anche all’uscita dal supermercato, nel parcheggio, dove Lapia ha tentato con il telefonino di fotografare la targa della vettura dell’uomo. A quel punto l’uomo, che si trovava in compagnia dell’anziana madre, avrebbe aggredito la deputata. Prima le avrebbe sferrato un pugno al petto e poi l’avrebbe sbattuta sulle auto. Non si sarebbe fermato nemmeno quando sua madre lo implorava. La parlamentare è stata soccorsa da una donna di colore e aiutata da alcuni passanti. Quando sono arrivati gli agenti della polizia l’aggressore si era già dileguato. È stata quindi accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro.

L’altra versione che nega il pestaggio

Lapia ha ricevuto la solidarietà di tutto il mondo della politica. Circola però in queste ore anche una versione differente. Come riportato dall’Adnkronos, una testimone oculare della discussione tra Lapia e il 35enne nega che si sia trattato di una vera e propria aggressione. Secondo la testimonianza la deputata non sarebbe stata pestata come ripetuto dalla stessa onorevole. «Io – sono le parole della testimone riportate dall’agenzia di stampa – sono rimasta shoccata da quell’affermazione. Le ho detto ‘Signora ma di cosa sta parlando? Aggredita? Guardi che ho visto tutto e non l’ha aggredita nessuno». E ancora: «In quel momento è arrivata la Polizia che ovviamente sapeva chi avrebbe trovato, ma io non sapevo minimamente chi fosse. Quindi la Lapia (che ho scoperto dopo fosse lei) ha raccontato la sua versione ai poliziotti».

Sentendo cosa riferiva Lapia, la testimone si sarebbe avvicinata alla Polizia per riferire la sua versione agli agenti della Volante: «Non è vero nulla di quello che sta dicendo, non so perché sta facendo questa scenata. Non è vero, non è stata aggredita», ha messo a verbale. «Era solo un diverbio fra queste persone».

L’audio su Whatsapp

La testimonianza ripresa da Adnkronos è la stessa contenuta in un audio di Whatsapp molto circolato nelle ultime ore, ripreso da Sardinia Post.

 

 

Una versione, quest’ultima, che cozza con il referto dei medici. Bocche cucite dalla Questura di Nuoro, consultata da Giornalettismo. Le indagini sono ancora in corso.

(Foto di copertina da archivio Ansa: la deputata M5S Mara Lapia esce da Montecitorio, 23 marzo 2018. Credit immagine: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)

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