Matteo Salvini ha paura di un accordo Pd-M5S

di Gianmichele Laino | 09/08/2019

accordo Pd-M5S
  • Matteo Salvini ha detto da Termoli che un accordo Pd-M5S sarebbe terribile

  • In realtà, sarebbe l'unico modo per evitare di andare a elezioni anticipate

  • Ma i dem non sembrano avere intenzione di dialogare con i pentastellati

La prossimità tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico sulla lettura della crisi politica innescata da Matteo Salvini spaventa il leader della Lega. Il numero uno del Carroccio ha innescato tutto questo carrozzone agostano convinto del fatto che, attualmente, in Parlamento non ci fosse un’altra maggioranza possibile. Invece, alcune dichiarazioni pronunciate dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico iniziano a instillargli il dubbio che una soluzione alternativa possa esserci. E quindi, inizia a stigmatizzare un accordo Pd-M5S in Parlamento, magari anche solo per varare una legge di bilancio e per scavallare l’anno ancora con questa legislatura.

Accordo Pd-M5S, di cosa ha paura Matteo Salvini

«Spero che Conte non pensi a un altro governo come premier, diverso da questo – ha detto Salvini da Termoli, dove è impegnato in un’altra tappa del Beach tour -. Ci siamo sempre detti che dopo questo governo ci sarebbero state solo le elezioni. Un governo Pd-Di Maio sarebbe orribile». Il fatto che anche il leader della Lega ne parli può, nella sostanza, coincidere con una strategia (sminuire agli occhi dell’elettorato i due partiti, presentandoli come potenziali autori di un inciucio). Ma potrebbe anche rappresentare una sorta di esorcismo nei confronti di voci che si stanno alternando con sempre più frequenza in queste ore.

«Sento toni simili tra Pd e Di Maio, sarebbe incredibile che ci fosse un governo così – ha detto il leader della Lega e ministro dell’Interno -. La cosa più trasparente e dignitosa è andare al voto prima possibile».

Perché sembra impossibile un accordo Pd-M5S

Tuttavia, il sospetto di Salvini non trova conferma nelle più recenti dichiarazioni pubbliche dei diretti interessati. Il Pd, nella sua card ufficiale post crisi, ha attaccato con pari forza la Lega e il Movimento 5 Stelle. Inoltre, i renziani – che hanno offerto il loro contributo alla causa dem per le prossime elezioni – hanno imposto come conditio sine qua non la rottura di qualsiasi abbozzo di dialogo con i pentastellati. Infine, secondo il direttore del Foglio Giuseppe Cerasa, ci sarebbe stato un accordo segreto tra Nicola Zingaretti e Matteo Salvini per andare alle urne subito. Il leader della Lega avrebbe incassato dal segretario del Pd la garanzia di una rottura in ogni caso con il M5S e, di conseguenza, delle elezioni anticipate dopo la crisi di governo.

FOTO: ANSA/PIER PAOLO FERRERI-ANGELO CARCONI-DANIEL DAL ZENNARO