La svastica disegnata sul finestrino di Aboubakar Soumahoro

di Gianmichele Laino | 14/02/2020

Aboubakar Soumahoro

Il sindacalista di base USB Aboubakar Soumahoro è stato vittima di un brutto episodio di furia neonazista. L’uomo ha ritrovato, incisa sul finestrino vandalizzato della sua automobile, una svastica. L’ennesimo segnale di intolleranza, tipico ormai di una società che non ha più alcun tipo di remora a esibire simboli e frasario tipici del neonazismo. La notizia della svastica ritrovata sul finestrino dell’automobile è stata diffusa su Facebook dallo stesso sindacalista Soumahoro.

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Aboubakar Soumahoro e la svastica disegnata sul finestrino

«Questa mattina – si legge su Facebook – ho trovato la mia auto vandalizzata con una svastica disegnata sul finestrino. Ho provato stupore, rabbia e anche pena per chi ha fatto questo. La banalizzazione e lo sdoganamento della cultura dell’odio, fascista e razzista sono un pericolo per la nostra comunità. Continueremo con convinzione a coltivare la speranza, l’amore e i valori della Costituzione nata dalla resistenza».

La storia di Aboubakar Soumahoro

La storia di Aboubakar Soumahoro è nota: si tratta di un sindacalista che lotta da sempre per i diritti dei braccianti agricoli. Italo-ivoriano, laureato in Sociologia all’Università Federico II di Napoli, ha condotto battaglie che puntavano a migliorare le condizioni dei braccianti agricoli e a combattere il fenomeno del caporalato. La sua attività a livello locale e sindacale è diventata nota soprattutto in occasione delle note vicende di sfruttamento nella tendopoli di San Ferdinando. Da quel momento in poi, Aboubakar Soumahoro è diventato un punto di riferimento per la lotta per i diritti civili dei migranti, simbolo di una politica che ha a cuore l’accoglienza e il rispetto.

Un rispetto che, come in altre circostanze, non è stato ricambiato: non è il primo episodio di intolleranza che ha colpito il sindacalista, oggetto di offese razziste anche qualche mese fa. Adesso, la svastica disegnata sul finestrino della sua automobile e lo sdegno di chi, sui social network, ha sempre seguito il suo impegno politico.