The Brunette Macaron: «Racconto la Toscana a chi ci vive, e quella è la sfida più grande»

Si chiama come un dolce francese, ma le radici affondano in Toscana. Dietro The Brunette Macaron c’è Gloria Nanni, una creatrice di contenuti di viaggio che ha trasformato un’ossessione per i dettagli — una luce, un profumo, una strada fuori mappa — in un progetto editoriale costruito attorno a una parola sola: emozione. Non itinerari da spuntare, ma luoghi da abitare per qualche ora, da sentire prima ancora di fotografare. L’abbiamo incontrata per capire come si racconta un territorio quando lo si conosce davvero dall’interno, e cosa succede quando una toscana ti scrive per dirti che hai appena scoperto qualcosa che aveva sempre avuto sotto gli occhi.
Il nome “The Brunette Macaron” è un mix di estetica francese e identità personale. Com’è nato, e cosa racconta di te?
Per raccontarti come è nato dobbiamo partire da molto lontano, dalle scuole medie, quando il francese è entrato nella mia vita e mi ha completamente affascinata. Ad insegnarmelo lei, italiana ma dall’animo francese, si faceva chiamare “Madame” e con i suoi modi garbati, le sue parole sapeva come far innamorare della Francia anche il più arido dei cuori. Poi è arrivato il mio primo viaggio on the road all’estero, fuori dai confini italiani. Un viaggio durato 11 giorni che da Lione ci ha portati fino alle coste più settentrionali della Francia, la Bretagna. Un mix di emozioni, il susseguirsi di città, di paesaggi caratteristici e la voglia di scoperta che in me cresceva ogni volta. È stato lì che ho capito quanto per me fosse fondamentale scoprire nuovi orizzonti. Ed infine i macarons, arrivati come un piccolo regalo a me stessa dopo il mio primo esame universitario, in una vetrina pastello che colorava la strada, ad incorniciarla una targa con su scritto “Ladurée”. Ma non sono stati in Francia, bensì in Italia, via della Vigna Nuova, Firenze. Come avrete capito la Francia per me è stata spesso al centro delle mie prime volte, così dai suoni rilassanti, dai dolci ricordi, dalle emozioni di un on the road nasce il mio nome. Dentro questo nome c’è davvero tanto di me. Racchiude la mia parte più sognatrice, il mio legame con l’estetica francese, e il mio essere più autentico, semplice, ironico, ma delicato. Ed è così che è nato Thebrunettemacaron!
Come hai deciso di iniziare a fare contenuti di viaggio? C’è stato un viaggio o un momento preciso che ti ha convinta? H
o deciso di iniziare a fare contenuti di viaggio perché, ho sentito il bisogno di dare una forma a tutto quello che vivevo e provavo intensamente. Ho sempre amato viaggiare, vedere ed innamorarmi di nuovi orizzonti, di nuove visioni, di nuove persone. E tutto questo lo devo ai miei genitori, che ringrazierò sempre con tutta me stessa, per tutte le esperienze emozionanti che mi hanno fatto vivere. Il periodo dell’anno che aspettavo con trepidazione, fin da quando ero piccola, era senza dubbio l’estate, perché per me significava viaggiare, mettere sulla realtà tutto quello che avevo scritto nella mente. Partivamo di solito con i tour organizzati in agenzia, con un gruppo di persone che fin dalle ore precedenti alla nostra partenza erano totalmente sconosciuti, ma che dal momento che salivamo sull’autobus diventavano un po’ come la nostra famiglia, in questi giorni a girovagare per l’Europa. Il primo tour è stato quello della Francia, poi gli anni successivi alla volta della Germania, Polonia, Ungheria, poi dei Paesi Bassi e fino ancora al sud soleggiato della Spagna, l’Andalusia, raggiungendo il punto più stretto che separa la Spagna dal Marocco, lo Stretto di Gibilterra. Ogni viaggio apriva in un me una nuova porta, e aggiungeva un nuovo frammento, e dentro di me cresceva il desiderio di catturare e fermare quei momenti, di non lasciarli scorrere via. Se ci penso non c’è stato un momento preciso, bensì una consapevolezza che è arrivata, quella di voler trasformare quei ricordi in qualcosa di condiviso. Così ho iniziato a raccontarli, come un diario di viaggio, poi sempre più come uno spazio di connessione per chi, come me, sente quel richiamo verso altrove.
La Toscana è il tuo territorio d’elezione: ci sei nata, ci vivi, o è una scelta consapevole che hai fatto nel tempo?
In Toscana ci sono nata e ogni anno che passa, mi rendo conto di quanto io sia fortunata a viverla davvero. Con occhi innamorati della mia terra vado a scovare e raccontare quell’essenza e quella bellezza nascosta che non si mostra.
Fare itinerari in Toscana per chi viene da fuori è una cosa, ma raccontarla a chi ci vive — o a chi la conosce già — è molto più difficile. Come riesci a trovare sempre un angolo nuovo da mostrare?
E’ vero, raccontarla a chi ci vive o la conosce già è senza alcun dubbio la sfida più grande. Chi vive in Toscana come me, è circondato dalla bellezza; quindi, riuscire a sorprendere non è semplice. Quello che faccio è raccontare quegli angoli, anche nei luoghi più conosciuti, attraverso il mio sguardo e quelle sensazioni ed emozioni che mi hanno stregata fin dal primo istante. Mi piace raccontare luoghi fuori dai circuiti turistici, ma anche posti che molti danno per scontati, o che con il tempo si sono un po’ dimenticati, e farli riscoprire alle nuove generazioni, ma anche a chi li ha sempre avuti sotto gli occhi senza fermarsi davvero a guardarli o anche a chi si è solo dimenticato. Cerco di raccontarli secondo la mia visione, cercandone di carpire l’essenza e di farla arrivare come un racconto da scoprire. C’è anche tanta ricerca dietro, il desiderio di far conoscere anche luoghi meno noti, ma che hanno tanto da raccontare. Mi perdo, salvo punti sulla mappa, mi lascio guidare. La mia curiosità e l’amore viscerale per la mia terra fanno il resto. E la soddisfazione più grande arriva quando mi scrivono: “Sono toscana, e grazie a te ho scoperto questo posto”. In quel momento capisco che sto andando nella giusta direzione.
Quando costruisci un itinerario, qual è il tuo processo? Parti dai luoghi, dalle stagioni, dalle esperienze sensoriali… come si struttura il tutto?
Il più delle volte parto dai luoghi, e da quello che mi suscitano. Ci sono posti che mi chiamano, ancora prima di essere organizzati. Altri ancora li scelgo per l’atmosfera che trasmettono, per l’emozione che mi danno appena li immagino o li attraverso. Da lì tutto prende forma. A volte è una stagione, la luce che sfiora in quel preciso istante un determinato punto, un colore, un dettaglio. Altre volte è una strada, un profumo o un suono che diventa il filo conduttore, attorno al quale costruisco un racconto, creando un equilibrio tra luoghi ed esperienze. Mi piace che un itinerario non sia solo da vedere, ma da vivere, da assaporare in tutta la sua essenza.
I tuoi contenuti europei coprono destinazioni molto diverse tra loro. C’è un filo conduttore nel modo in cui scegli dove andare e cosa raccontare? Sì, il filo conduttore è sempre lei: l’emozione. Non scelgo mai una destinazione solo per vederla, ma per quello che può farmi sentire. Amo i luoghi naturalistici, ma anche quelli più nascosti e più particolari nelle capitali europee. Quando scelgo una destinazione, cerco sempre qualcosa che mi lasci una sensazione. E quando la racconto, provo a trasmettere esattamente quello, ciò che quel posto mi ha fatto vivere.
Il tuo progetto oggi è solo Instagram, o stai costruendo qualcosa di più strutturato — un blog, una newsletter, una community?
Instagram oggi è il mio punto di partenza, ma il mio desiderio è costruire qualcosa di più ampio. Un progetto che possa evolversi e crescere insieme a me, dove raccontare, guidare e creare una connessione sempre più profonda con chi mi segue. Mi piacerebbe portare Thebrunettemacaron dall’online all’offline, trasformarlo in esperienze reali, momenti da vivere e condividere. È un’idea che sto coltivando e su cui sto lavorando, quindi fingers crossed!
Hai in mente di espandere la tua presenza su altri canali, come TikTok o YouTube? O preferisci approfondire quello che già hai? Sì, ci penso spesso. TikTok è un canale che ho già iniziato ad esplorare e chissà che in futuro, anche Youtube, possa diventare un’estensione naturale di quello che faccio. Al momento, però, sento il mio spazio più naturale su Instagram. È lì che il mio progetto è nato e dove riesco a esprimermi in modo completo, ma non mi precludo anche altre strade, purché rispecchino il mio modo di essere e di raccontare.
Collabori già con brand o strutture ricettive? Come gestisci il confine tra contenuto autentico e contenuto sponsorizzato?
Sì, collaboro con brand e strutture ricettive, in modo molto selettivo. Per me è fondamentale lavorare e collaborare con realtà che sento davvero affini al mio modo di essere, di raccontare e di quello che voglio portare sul mio profilo. Se non riesco a riconoscermi in ciò, declino. L’autenticità è la base di tutto, chi mi segue lo sa. È su questo che si costruisce la fiducia e per me è qualcosa di imprescindibile, su cui non si scende a compromessi.
C’è un formato che vorresti sperimentare e che ancora non hai fatto — un progetto, un tipo di contenuto, un’idea che ti gira in testa?
Sì, in realtà tante cose! Ogni giorno mi sveglio con un’idea sempre nuova che vorrei realizzare, e alle volte faccio fatica a stare dietro ai miei stessi pensieri. La cosa che le accomuna tutte è il desiderio di creare qualcosa di ancora più immersivo, che vada oltre lo schermo, che siano guide digitali, esperienze, o anche qualcosa di più fisico, e che permetta alle persone di vivere davvero i luoghi che racconto.
Chi ti segue? Hai l’impressione di parlare più a viaggiatori italiani o a un pubblico internazionale?
Mi seguono principalmente viaggiatori italiani, ma quello che sento davvero è una fortissima affinità nel modo di scoprire e di vivere il viaggio. Chi mi segue non cerca solo luoghi da vedere, ma atmosfere da vivere, emozioni da portare con sé. Parlo a chi si riconosce in questo modo di viaggiare, ovunque sia. 1
Tra cinque anni, come vorresti che fosse il tuo progetto? È
una domanda difficile, ma quello che è certo è che vorrei arrivare a sempre più persone che amano il viaggio, la scoperta, la Toscana e non solo. Mi piacerebbe che diventasse un punto di riferimento per chi cerca un’ispirazione autentica e fatta di emozioni reali. E soprattutto, vorrei continuare a raccontare esattamente come faccio ora, con la stessa intensità, con gli occhi pieni di stupore e bellezza e con quell’emozione viscerale che provo sempre, alla volta di una nuova scoperta, vicino o lontano che sia.
Il prossimo capitolo, tra esperienze offline e nuovi canali, è ancora in costruzione. Ma la direzione, come dice lei, è già chiara.