La bufala dei ‘25 poliziotti infetti dopo lo sbarco dei migranti in Calabria’

di Enzo Boldi | 16/07/2020

25 poliziotti infetti
  • Gli agenti sono in isolamento domiciliare, non sono ancora risultati positivi ai test

  • Eppure la notizia dei 25 poliziotti infetti dopo lo sbarco dei migranti è ancora online

  • Tutto è partito da Il Gazzettino, che poi ha rettificato. Ma testate di propaganda sovranista non ci credono

Questa è la storia di come un titolo sbagliato venga utilizzato dai megafoni sovranisti per fare pura propaganda, senza fare attenzione (anzi, non dando importanza) alle rettifiche e alle notizie reali. È il caso della vicenda che riguarda i «25 poliziotti infetti» nei commissariati di Siderno e nella Questura di Reggio Calabria dopo lo sbarco dei migranti a Roccella Jonica dei giorni scorsi. Una disinformazione che si basa sui fatti: perché se è vero che 25 agenti non stanno lavorando in questi giorni, occorre sottolineare come nessuno di loro risulti (al momento) contagiato. Si tratta di una soluzione preventiva – chiamiamola quarantena o isolamento fiduciario – in attesa dei risultati dei test.

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Come spiega FactaNews, la notizia ‘errata’ era stata pubblicata inizialmente da Il Gazzettino che nella sua versione cartacea, in edicola martedì 14 luglio, titolava: ‘Roccella Jonica, positivi 25 poliziotti. Commissariato dimezzato’. E che il commissariato (anche se la notizia reale parla di elementi suddivisi tra Siderno e Questura di Reggio Calabria) conti meno forza lavoro in questi giorni è reale. Ma nessuno degli agenti risulta essere positivo al Coronavirus.

25 poliziotti infetti dopo l’arrivo dei migranti in Calabria: una bufala

Il Gazzettino, nella sua versione online, ha poi corretto il tiro: i 25 poliziotti infetti dopo lo sbarco dei migranti provenienti dal Pakistan – di cui 28 sono risultati positivi al tampone Covid – diventano ‘in quarantena e in isolamento domiciliare’. Ed è questa la versione corretta: i risultati dei test sugli agenti non sono ancora arrivati. Il provvedimento è stato deciso per evitare il proliferare di possibili (non certi) contagi.

Il caso Vox

E sui social la notizia – nella sua versione bufala e disinformativa – circola ancora grazie a un articolo di Vox che, però, riporta la rettifica all’inizio dell’articolo, non modificando il titolo: «Aggiornamento: i giornali dello stesso gruppo editoriale hanno poi cambiato il titolo in una successiva edizione, da ‘positivi’ a ‘in quarantena’ – si legge nell’incipit -. Molto strano che un giornale così attento cambi in corsa. Ne diamo comunque conto». Mettono in dubbio la rettifica, insomma. Nonostante loro stessi non abbiano elementi per sostenere il contrario.

(foto di copertina: da Vox News)

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