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Essere cantanti black metal, gay e satanisti oggi

Tages Anzeiger ha incontrato il leader di una band di metallo pesante per conoscere i risvolti di una vita tra omosessualità, satanismo e concerti. Ecco come è andata.

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IL RACCONTO – La domanda “com’è la vita di un cantante maledetto” ha finalmente una risposta grazie all’intervista di Tages Anzeiger a Gaahl, un noto artista black metal. Il frontman dei  Gorgoroth ha confessato il suo orientamento a Bergensavise, un quotidiano norvegese, diventando un punto di riferimento per il coraggio di molti giovani appassionati di musica.

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LA RELIGIONE – Gaahl non fa fatica ad ammettere la sua simpatia per Satana che risulta essere “la principale fonte di ispirazione” del gruppo anche se ha modificato la percezione del concetto: “Ho trovato la mia direzione e ricorro a Satana ogni volta che ne ho bisogno”. E quindi cosa rappresenta oggi? “Satana è il ribelle. Io non lo sono, sono solo uno che asseconda la propria inclinazione ma per chi ha un credo religioso lo sono ancora, anche se non credo di aver bisogno di definizioni”. Poi arriva la provocazione: “Sei d’accordo con chi danneggia la Chiesa?” ma il cantante ricorda di avere metodi migliori per difendere il suo pensiero.

L’OMOSESSUALITA’ – “Non ne ho mai fatto mistero e quando mi sono innamorato, ho seguito quello che provavo. Il direttore della rivista “Hard Rock” mi ha chiesto apertamente se lo fossi e la mia risposta è diventata un caso. I media norvegesi ne hanno parlato per molto tempo, forse per le copertine sul mio passato criminale” racconta Gaahl che ha passato tre anni in prigione. “In galera ho capito come comportarmi con la gente” dice e, probabilmente, questa esperienza l’ha reso più tollerante e di chi lo discrimina dice: “Non credo che le persone possano davvero avercela con gli omosessuali, credo che sia una questione di attaccamento a qualcosa. È quasi una questione di voler restare ancorati a un concetto: è un problema complesso che riguarda la modernità. Ho molti amici che giudicano male i gay ma sanno chi sono e mi rispettano. Non mi sento rifiutato e se accade mi è del tutto indifferente”.

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(Photo Credit/Tages Anzeiger)