igor
|

Il testimone: «Ho riconosciuto Igor, era vicinissimo»

«L’ho subito riconosciuto». «Era vicinissimo». «Era in salute». È il racconto dell’uomo di origine nord-africana che ha lanciato l’ultimo allarme per la presenza in provincia di Ferrara del 41enne serbo Norbert Feher (fino a qualche settimana fa conosciuto come Igor Vaclavic, identità poi rivelatasi falsa) il super ricercato per gli omicidi del barista Davide Fabbri (ucciso in un tentativo di rapina il primo aprile a Budrio) e della guardia forestale volontaria Valerio Verri (ucciso l’8 aprile a Portomaggiore).

 

LEGGI ANCHE > La scritta degli sciacalli che invita ‘Igor’ Norbert Feher a uccidere un poliziotto

 

L’AVVISTAMENTO DI IGOR NORBERT FEHER AD ARGENTA

Il testimone avrebbe visto il killer nella zona tra San Biagio e Bando (due frazioni nel comune di Argenta). Questo il suo racconto riportato dal quotidiano La Nuova Ferrara in un articolo a firma di Giorgio Carnaroli:

«Per essere sicuro che quello lì fuori fosse lui, quell’Igor che tutti stanno cercando, sono andato in casa, ho aperto il computer e dopo averlo riconosciuto dalla foto, ho chiamato prima la polizia, che mi ha detto però di chiamare i carabinieri, e così ho fatto».

E ancora:

«Erano le 20 e 38 quando ero qui dietro al cancello di casa – è il racconto fatto con estrema precisione – quando ho visto sulla strada(distante 4 metri circa, ndr) quest’uomo alto 1,80, con una maglietta nera, pantaloni mimetizzati e uno zainetto sulla schiena. Camminava e quando mi ha visto ha iniziato a correre verso Bando».

 

Ha avuto paura e poi, lo ha visto bene in faccia?

 

«Nessuna paura, e poi non si è girato completamente verso di me però è stato sufficiente per riconoscerlo, e quando ho visto la foto nel computer ho chiamato i carabinieri. Com’era? Per me molto in salute e uno che sa come trovare da mangiare… anzi – interrompe il racconto -: sarà meglio che io vada a vedere se le galline nel pollaio ci sono tutte».

(Foto dal profilo Facebook di Ezechiele Norberto Feher, uno dei profili di ‘Igor’)