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Attacco Usa in Siria: missili su base aerea. Trump: «Il mondo sia con noi». Putin: «Grave aggressione»

All’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib, in Siria, gli Stati Uniti rispondono con un attacco militare. Nella notte le forze americane hanno lanciato 59 missili cruise verso una base aerea siriana. Si tratta di missili Tomahawk lanciati dai cacciatorpediniere USS Porter e USS Ross nel Mediterraneo orientale. È il primo attacco diretto degli Stati Uniti alla Siria dall’insediamento del presidente Donald Trump. Quest’ultimo non aveva preannunciato l’operazione, anche se nelle ore precedenti le sue parole sulla crisi siriana fossero state più netto che nei giorni precedenti.

I missili lanciati dagli Stati Uniti hanno colpito la base aerea di Shayrat, nel centro della Siria, nella provincia di Homs, da dove si sospetta sia stato lanciato l’attacco chimico che ha innescato la risposta americana. L’orario indicato dell’impatto è delle 20.45 ora di Washington (le 2.45 in Italia), le prime ore del mattino in Siria. I missili hanno puntato e colpito piste, apparecchi e zone di rifornimento.

 

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ATTACCO USA IN SIRIA, ALMENO 4 MORTI

Il bilancio delle vittime dell’attacco sarebbe di almeno 4 morti tra il personale militare siriano. Secondo Rami Abdel-Rahman, a capo dell’Osservatorio siriano per i diritti umani tra i militari rimasti uccisi figurerebbe anche un alto ufficiale. Decine di persone sarebbero rimaste ferite, ha aggiunto, parlando di «una base aerea completamente distrutta». Secondo l’Osservatorio nei raid sono stati danneggiati una decina di hangar, un deposito di carburante e una base di difesa aerea.

Invece, stando a quanto riferito dal governatore di Homs, Talal Barazi, il bilancio delle vittime sarebbe di 5 morti e 7 feriti.

 

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(Immagine da video di: Department of Defense)

 

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ATTACCO USA IN SIRIA, TRUMP: «ASSAD HA IGNORATO L’ONU»

Trump ha dichiarato che il bombardamento è stato in risposta all’attacco chimico di Idlib. «Martedì – ha detto l’inquilino della Casa Bianca – il dittatore della Siria, Bashar al-Assad, ha lanciato un terribile attacco con armi chimiche contro civili innocenti», togliendo la vita a «uomini, donne e bambini. Per molti di loro è stata una morte lenta e dolorosa. Anche bambini bellissimi sono stati crudelmente uccisi in questo barbaro attacco. Nessun bambino dovrebbe mai soffrire tale orrore», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti.

«Ho ordinato un attacco militare mirato in Siria sulla base da cui è stato lanciato l’attacco chimico. È nel vitale interesse di sicurezza degli Stati Uniti prevenire l’uso di armi chimiche», ha sottolineato Trump. Per il presidente non c’è dubbio che la Siria «abbia usato armi chimiche vietate, violando gli obblighi della Convenzione sulle Armi Chimiche e ignorando il Consiglio di Sicurezza dell’Onu». «Anni di tentativi per far cambiare il comportamento di Assad hanno fallito, hanno fallito drammaticamente. E il risultato è che la crisi dei rifugiati continua a peggiorare e l’area a destabilizzarsi, minacciando gli Stati Uniti e i suoi alleati. Chiedo a tutti i paesi civilizzati – ha concluso – di unirsi a noi nel cercare di mettere fine al massacro e al bagno di sangue in Siria, e anche a mettere fine al terrorismo». In chiusura Trump ha pronunciato l’inusuale formula «God bless America and the entire world», «Dio benedica l’America e il mondo intero».

 

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ATTACCO USA IN SIRIA, SEGRETARIO DI STATO: «POLITICA ESTERA NON CAMBIA»

Il segretario di stato Rex Tillerson ha affermato che l’attacco non rappresenta «un cambiamento nella nostra politica o posizione in Siria» anche se si tratta della prima volta in cui gli Stati Uniti decidono di intraprendere un’azione militare contro il governo di Damasco.

ATTACCO USA IN SIRIA, PENTAGONO: «RIDOTTA CAPACITÀ DI INVIARE ARMI CHIMICHE»

Il Pentagono, intanto, afferma che l’attacco ha «ridotto la capacità del governo siriano di utilizzare armi chimiche». Stando ad un comunicato della Difesa americana secondo indicazioni iniziali l’attacco (che ha danneggiato o distrutto velivoli siriani e strutture di supporto e attrezzature presso la nase aerea di Shayrat) ha ridotto la capacità del governo siriano di inviare armi chimiche. Il Pentagono ha anche riferito che gli Stati Uniti hanno informato la Russia prima del bombardamento in Siria.

Una fonte del Pentagono ha riferito che l’attacco è un evento ‘one-off’, cioè una tantum. Si tratterebbe dunque di un attacco isolato e non sarebbe prevista un’escalation militare americana in Siria.

 

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ATTACCO USA IN SIRIA, MOSCA: «AGGRESSIONE CONTRO STATO SOVRANO»

E una reazione dalla Russia dopo l’attacco non si è fatta attendere. Il Comitato di Difesa della Duma di Stato (la Camera bassa) russa ha affermato che l’attacco missilistico degli Stati Uniti contro la Siria potrebbe peggiorare i rapporti tra Mosca e Washington, nonché portare a un ampliamento dei conflitti armati in Medio Oriente. «La Russia prima di tutto chiederà una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Questo può essere considerato come un atto di aggressione da parte degli Stati Uniti contro uno Stato dell’Onu», ha poi detto ai media russi Viktor Ozerov, presidente del comitato di Difesa e sicurezza del Consiglio federale (parlamento) russo.

Più nette le parole del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo il quale l’attacco degli Stati Uniti in Siria viola il diritto internazionale e rappresenta un atto di aggressione contro uno Stato sovrano. «Il presidente Vladimir Putin li ritiene pretestuosi», ha detto Peskov ai giornalisti. «L’esercito siriano non possiede delle riserve di armi chimiche» e «il fatto che tutte le riserve di armi chimiche delle forze armate siriane sono state distrutte è stato registrato e confermato dall’Opac», ha aggiunto Peskov. Che ha poi precisato che, «allo stesso tempo, secondo Putin, il fatto che l’uso delle armi chimiche da parte dei terroristi sia completamente ignorato non fa che peggiorare notevolmente la situazione». Secondo il portavoce del Cremlino, «Putin vede negli attacchi contro la Siria da parte degli Usa un tentativo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle numerose vittime tra la popolazione civile in Iraq».

ATTACCO USA IN SIRIA, NATO: «PIENA RESPONSABILITÀ DEL REGIME»

«Il regime siriano porta la piena responsabilità per questo sviluppo», ha dichiarato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, dopo aver affermato che«a seguito dell’orrendo attacco con armi chimiche di questa settimana a Khan Shaykhun, che ha ucciso dozzine di persone compresi molti bambini, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro la base aerea di Shayrat in Siria». Stoltenberg ha sottolineato che l’Alleanza «considera l’uso di armi chimiche come una minaccia alla pace e sicurezza internazionali».

 

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ATTACCO USA IN SIRIA, GENTILONI: «ASSAD RESPONSABILE DI CRIMINI DI GUERRA»

«L’azione ordinata stanotte da Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra», ha dichiarato il premier italiano Paolo Gentiloni in conferenza stampa. E ancora: «L’azione di questa notte come noto si è sviluppata nella base aerea da cui erano partiti gli attacchi con uso di armi chimiche nei giorni scorsi. Contro un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Assad». «Credo – ha affermato ancora il capo del governo – che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all’uso delle armi chimiche non possiamo pensare di rivederle». «Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni. L’uso delle armi chimiche – ha sottolineato Gentiloni – è vietato dalle convenzioni internazionali, da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, non può essere circondato dall’indifferenza».

«L’Italia – ha affermato il premier – è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Era e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l’egida delle nazioni unite con ruolo decisivo e costruttivo della Russia». Gentiloni ha detto anche di aver avuto in queste ore colloqui con Francois Hollande e Angela Merkel.

(Immagine di copertina da video di: YouTube / The White House)

TAG: Russia, Siria