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Sicurezza Usa, Trump ha una nuova idea: controllare i telefoni anche ai viaggiatori UE

Nuova idea dell’amministrazione di Donald Trump. Un controllo all’aeroporto che include nell’ordine: verifica della rubrica telefonica, delle password dei propri account social e dei movimenti della carta di credito. Senza far mancare neanche domande sulle proprie ideologie. Il tutto, valido anche per chi entra negli Stati Uniti provenendo da Paesi UE.

Le indiscrezioni trapelano da media come il Wall Street Journal e Bloomberg e annunciano una nuova stretta sugli ingressi in territorio a stelle e strisce. Dopo il veto sul transito dei passeggeri dagli Stati considerati nemici, il divieto d’accesso di computer e tablet sui voli, potrebbe arrivare un nuovo ostacolo da superare per chi intende visitare gli Stati Uniti, anche per un breve periodo di tempo.

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I PROVVEDIMENTI DI DONALD TRUMP COLPIRANNO ANCHE CHI PROVIENE DA FRANCIA E GERMANIA

I controlli, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbero essere effettuati a campione e potrebbero colpire anche le persone provenienti da Paesi come Francia e Germania e, in generale, da tutti i 38 (compresa l’Italia) che hanno aderito al protocollo internazionale per i visti. Nello specifico, queste nuove norme punterebbero a conoscere i veri motivi dei viaggi degli stranieri negli Stati Uniti, i contatti di eventuali sospettati sul territorio nazionale e le loro inclinazioni ideologiche.

Secondo il funzionario della Sicurezza del territorio Gene Hamilton, si tratta di un modo “per verificare l’identità e le reali intenzioni di chi arriva negli Stati Uniti e per garantirci che abbiano dei motivi validi per farlo”. Una vera e propria eco delle parole del Presidente Donald Trump che, ad agosto nel bel mezzo della sua campagna elettorale, aveva lanciato una sorta di test ideologico per i visitatori e gli emigranti negli Stati Uniti, dicendo: “Quelli che non credono nella nostra Costituzione e che alimentano il bigottismo e l’odio non sono ammessi nel nostro Paese”.

L’ipotesi che sta circolando presso gli alti apparati dell’amministrazione Trump, inevitabilmente, ha messo in allerta l’opinione pubblica nazionale e internazionale. Una coalizione di associazioni per i diritti civili sottolinea che provvedimenti come la richiesta delle password e il controllo della rubrica telefonica vadano “contro qualsiasi libertà fondamentale” e teme che le stesse misure protezionistiche possano essere applicate in futuro anche dagli altri Paesi nei confronti di coloro che si muovono dagli Stati Uniti.