Pensioni
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Pensioni, il governo pensa ad un nuovo scivolo

Un nuovo scivolo verso la pensione con contributi aggiuntivi versati direttamente dal datore di lavoro e non dal lavoratore. È questa una delle soluzioni sul tavolo del governo che potrebbero essere approvate nei prossimi mesi, e in particolare nella prossima Legge di Stabilità, per agevolare l’uscita dal mondo del lavoro. Spiega oggi Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera:

In concreto salterebbe l’obbligo per il datore di lavoro di versare solo contributi legati allo stipendio del dipendente. La conseguenza? In caso di accordo per l’uscita anticipata, l’azienda potrebbe versare direttamente dei contributi aggiuntivi ed esentasse per il dipendente, avvicinando così il momento della sua pensione o rendendo più pesante il suo assegno futuro. Oggi, invece, i soldi dello scivolo devono andare direttamente al lavoratore. Che prima ci paga sopra le tasse, perdendone una parte. E poi li usa per versare i contributi. Una differenza non da poco.

 

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PENSIONI, GLI INTERVENTI IN ARRIVO

Gli interventi possibili (e attesi) del governo sulle pensioni sono molteplici. Con la prossima Finanziaria dovrebbero arrivare l’Ape, l’anticipo pensionistico fino a tre anni, e l’aumento della no tax area. Si attende poi l’allargamento ad altri due milioni di persone della quattordicesima, l’assegno extra per i redditi più bassi, ma l’importo potrebbe essere ridotto dai 500 euro previsti inizialmente in modo da ottenre un risparmio dalle coperture. E sono previsti anche interventi per i lavori usuranti, con il blocco della crescita dell’aspettativa di vita. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, infine, ha garantito il proseguimento della sperimentazione dell’opzione donna, che consente alle lavoratrici di andare in pensione prima accettando un assegno calcolato con il sistema contributivo.

(Foto di copertina da archivio Ansa)