giulio regeni morte egitto
|

«Alcuni poliziotti seguivano lo stesso cammino di Giulio Regeni il giorno della sua scomparsa» | VIDEO

C’è una pista finalmente chiara che punta alla polizia egiziana e forse ancora più su, ai servizi segreti. Alcuni agenti seguivano gli stessi passi di Giulio Regeni nel giorno della sua scomparsa. A rivelarlo in un servizio di Flavia Filippi per il TgLa7 condotto da Enrico Mentana.

LEGGI ANCHE:

Regeni, uccisi 5 banditi specializzati in sequestri. Trovati i documenti del 28enne

Regeni, perché è saltato tutto

L’Italia richiama a Roma il nostro ambasciatore in Egitto

Caso Regeni, tutti i depistaggi sulla sua morte

guarda il video:

GIULIO REGENI PEDINATO DA AGENTI? L’ANALISI DELLE CELLE

La sera del 25 gennaio cinque/sei ufficiali di polizia erano vicini a Giulio Regeni. C’erano quando il ragazzo ha preso la metropolitana alla stazione vicino a casa ed erano presenti quando Giulio stava raggiungendo il centro. Non solo: almeno uno di quei poliziotti il 3 febbraio era presente nello stesso tratto di strada che porta ad Alessandria, in cui fu rivenuto il corpo del giovane ragazzo italiano. Questo emerge nel traffico analizzato su nove celle telefoniche, gli stessi tabulati negati alle autorità italiane perché la loro concessione, secondo la legislatura egiziana, sarebbe anticostituzionale perché violerebbe la privacy. Il servizio di La7 spiega come ora finalmente i procuratori egiziani stiano lavorando con gli inquirenti italiani. Saranno interrogati i poliziotti individuati nella analisi delle celle telefoniche e si cercherà anche di capire chi e come è stato orchestrato il blitz che ha portato all’uccisione della presunta banda di sequestratori. Anche perché, in base a quest’ultimo aspetto, non c’è alcun collegamento tra il dna di Regeni e quello dei cinque rapinatori uccisi a sangue freddo. Gli inquirenti cercheranno di fare chiarezza anche sul capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, che avrebbe visto svanire alcuni soldi per un progetto e potrebbe aver indicato il giovane italiano come un spia alla polizia.
Sarà analizzato il dna sulla coperta militare rivenuta a fianco a Giulio e sopratutto, a settembre, partirà in Germania l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza soprascritte che hanno ripreso l’ultimo percorso di Giulio.