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Amministrative a Roma| Cosa c’è nel libro di Ignazio Marino

Il libro dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino è pronto a piombare come un macigno sulle prossime Elezioni Comunali 2016 nella capitale: giovedì sarà presentato alla Feltrinelli di via Appia “Un marziano a Roma”, il volume di Ignazio Marino sulla sua esperienza amministrativa a Roma. Il libro frutto delle sue celebri “agende”, quelle in cui l’ex sindaco di Roma avrebbe annotato in maniera certosina tutti gli appuntamenti, gli avvenimenti, le vicissitudini; un volume che rischia di impensierire il Pd Roma e il suo candidato, Roberto Giachetti, che teme di venir “eroso” a sinistra dalle rivelazioni del sindaco chirurgo. Nel volume, insomma, il punto di vista dell’ex senatore Pd che ha da molto tempo annunciato di voler fare “nomi e cognomi”sulla sua esperienza in Campidoglio.

COSA C’E’ NEL LIBRO DI IGNAZIO MARINO

Esperienza in Campidoglio che vide l’inizio della sua fine con il viaggio a Philadelphia di Papa Francesco, visita in cui il Pontefice si trovò, non invitato, proprio Ignazio Marino che si diceva invitato proprio da Jorge Mario Bergoglio.

“Non ho invitato io il sindaco di Roma”, disse Papa Francesco, dall’aereo che lo riportava in Italia. Sul Fatto Quotidiano di oggi qualche anticipazione dal contenuto del libro: l’ex sindaco si sarebbe recato in Vaticano per tentare, dice, di “ricucire il rapporto”.

 

“Non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? E neppure gli organizzatori. Si professa cattolico, è venuto spontaneamente ”. Marino nel libro racconta la sua versione e rivela di aver incontrato, lo scorso febbraio, il papa per chiarire e recuperare il rapporto

Questa la rivelazione sul quotidiano in edicola oggi, che riporta anche due conferme riguardo a voci abbastanza  note; la prima: allo scoppiare delle tensioni fra cittadini e immigrati a Tor Sapienza (novembre 2014) la giunta di Ignazio Marino era sotto tiro; secondo l’ex sindaco gli venne chiesto direttamente dal livello nazionale del Partito Democratico di promuovere alla carica di vicesindaco quel Mirko Coratti che, dopo pochi mesi, sarebbe diventato destinatario di un ordine di arresto da parte della procura di Roma nell’ambito della prima ondata di Mafia Capitale.

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Era il novembre 2014, erano i terribili giorni degli scontri e delle tensioni nel quartiere periferico di Tor Sapienza, scontri creati ad arte, si è scoperto dopo, d all’estrema destra romana non senza la regia proprio di Buzzi e della galassia di Mafia Capitale. Marino era messo in croce dal suo partito e Guerini insistette in un colloquio per un cambio di passo proponendo Coratti vicesindaco, appunto. Marino declinò l’invito e pochi giorni dopo Coratti si ritrova indagato nell’inchiesta “Mondo di mezzo”, poi arrestato nel giugno 2015

 

Altra rivelazione ampiamente anticipata fu quella che vedeva Luca Odevaine come nome “spinto” per la posizione di dirigente della Polizia Municipale; un curriculum di tutto rispetto quello di un altro futuro arrestato per i fatti del Mondo di Mezzo.

Nel libro Ignazio Marino, 61 anni, sindaco di Roma dal 12 giugno 2013 al 31 ottobre 2015, racconta del curriculum arrivato sulla sua scrivania per la posizione di capo della Polizia di Roma Capitale, quelli che una volta si chiamavano vigili urbani e a Roma pizzardoni. Con Walter Veltroni sindaco è stato molto in auge nel l’amministrazione capitolina Luca Odevaine, in origine all’anagrafe Odovaine: cognome che modificò dopo due condanne, una per droga nel 1989 e una per emissione di assegni a vuoto nel 1991. Nel 2001, con Veltroni, approda in Campidoglio come vicecapo di Gabinetto del sindaco, direttore dell’U f f icio decoro urbano e abusivismo, poi ottiene la delega alla Polizia municipale oltreché la qualifica di direttore dei centri per rifugiati politici, una delle “mangiatoie” di Salvatore Buzzi e sodali secondo le accuse della Procura di Roma. Successivamente Odevaine è stato capo della Polizia provinciale di Roma, con Nicola Zingaretti presidente della Provincia. Odevaine il 2 dicembre 2014 è tra i 37 arrestati nella retata che svelò l’esistenza di Mafia Capitale e oggi è uno degli imputati, con l’accusa di corruzione aggravata, nel maxi-processo della Procura di Roma

 

Nei giorni della grande crisi della giunta Ignazio Marino apparve con un virgolettato su Repubblica che sosteneva: tempo prima gli sarebbe arrivata una mail da Walter Veltroni per consigliargli proprio il nome di Odevaine come nuovo capo dei “pizzardoni”; dichiarazione poi smentita con un annuncio di querela senza poi alcun seguito, smentita dettata – forse – dalla necessità di provare a “rimanere in sella fino all’ultimo”.