Unioni Civili
|

Unioni civili, quel sondaggio che frena Renzi sulle adozioni

Unioni civili,

dentro la maggioranza un accordo è ancora lontano. Ncd e i centristi restano contrari soprattutto sulla step child adoption, la possibilità di adottare il figlio biologico del partner, oltre che sulla reversibilità. E anche nel Partito democratico, i cattolici vorrebbero correggere il testo del disegno di legge Cirinnà bis, incardinato tra le polemiche in Senato subito dopo l’approvazione delle riforme costituzionali.

Leggi anche: Diaspora Ncd, Quagliariello “cerca” Tosi e Fitto. Verdini sogna l’Opa sugli alfaniani. E Ala cresce ancora

UNIONI CIVILI, IL SONDAGGIO SULLA STEPCHILD ADOPTION E LA LINEA DI RENZI: LIBERTÀ DI COSCIENZA –

Ora però ci sarebbe anche un sondaggio che frena il premier, secondo quanto scrive Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera. E che ha suggerito a Renzi la linea da tenere sul punto della stepchild adoption. Ovvero, libertà di coscienza e scrutinio segreto:

«Già, Matteo Renzi conosceva la contrarietà del Nuovo centrodestra quando ha pensato di portare avanti una legge sulle unioni civili improntata sul modello tedesco (che prevede l’adozione) e il premier sapeva anche che nel Pd c’era un gruppo di tenaci malpancisti. Quello di cui non era ancora a conoscenza è la vastità della contrarietà degli italiani all’istituto della stepchild adoption. È stato quindi un sondaggio, che rivelava come due terzi dei cittadini non siano d’accordo sul fatto che una coppia gay possa crescere un figlio, a fargli abbandonare la strada delle adozioni. È un dato che ha fatto subito drizzare le antenne, molto sensibili a quello che si muove nella pancia del Paese, a spingere Renzi a dare quelle indicazioni al gruppo del Pd del Senato»

 

Non è certo improbabile che, votando a scrutinio segreto, la stepchild adoption venga affossata. E soprattutto con l’indicazione della libertà di coscienza. Così i senatori dem cattolici non si farebbero troppi scrupoli a bocciare l’adozione del figlio del partner. Anche perché c’è anche l’emendamento della renziana Rosa Maria Di Giorgi che prevede l’«affido rafforzato»:

«Una trappola», sostiene Paola Concia, ex deputata del Pd, omosessuale dichiarata. E a questo escamotage per cercare di evitare la stepchild adoption, alla quale prima il governo era favorevole, sono contrarie anche le associazioni gay. Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, non nasconde il suo disappunto: «Sarebbe una follia», si legge sul Corsera.

 

STEPCHILD ADOPTION, LE MANOVRE PER AFFOSSARLA A SCRUTINIO SEGRETO –

Ci sarebbero i voti di M5S e Sel per approvare la stepchild adoption, se il Pd fosse compatto in Aula. Ma Renzi non pretenderà dal partito di votare in modo vincolante il testo. E in casa dem non tutti si fidano del M5S. Così la stepchild rischia di non venire mai approvata:

«Io dei grillini, dico la sincera verità, non mi fido», afferma Concia. Anche i tempi della legge sono a questo punto quanto mai vaghi. La ministra per le Riforme Maria Elena Boschi ieri non ha escluso la possibilità di affrontare le unioni civili già a dicembre, dopo che si sarà conclusa al Senato la sessione di Bilancio. A Palazzo Madama, però, tutti o quasi danno per scontato che la legge approderà in Aula solo con il nuovo anno, a gennaio. E non è questo l’unico problema riguardante i tempi. Spiega infatti un autorevole esponente del Partito democratico: «Se alla Camera la normativa uscita dal Senato venisse cambiata ( perché lì la maggioranza pro-adozione è più vasta), dovrebbe tornare a Palazzo Madama e si sarebbe da capo a dodici».

Tradotto, al di là delle dichiarazioni dem, il percorso delle unioni civili è tutt’altro che scontato.