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Campionato e fantacalcio: decide tutto Kalinic

Possiamo anche fare finta di niente ma sono intorno a noi, con quel sorriso da spacconi che si scontra con la canonica amarezza del lunedì. Già al 45esimo di Inter-Fiorentina, gongolanti sul divano, hanno sfottuto gli amici su Whatsapp e su Facebook a suon di pernacchie e dato di gomito alla fidanzata che in tv avrebbe preferito di gran lunga Le Iene o il concerto di Gigi D’Alessio; stamattina danno il loro meglio entrando al bar e in ufficio da conquistatori, da depositari di chissà quale verità assoluta. Sbruffoni e contenti perché hanno Nicola Kalinic al fantacalcio, pagato magari 1, e nella notte in cui il croato segna tre gol ad Handanovic lo hanno schierato titolare oppure è entrato dalla panchina. Per gli insulti di chi ce l’aveva contro e magari si aspettava un acuto di Dzeko, una zampata di Dybala, uno squillo di Destro e le imprecazioni di quei pochi che lo hanno spedito in tribuna.

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La tripletta dell’attaccante ex Dnipro e Blackburn è il simbolo non solo di faide tutte interne alle leghe di fantacalcio ma di una Serie A senza favorite: l’Inter cade rovinosamente per la prima volta in stagione, la Juventus si fa schiaffeggiare da Insigne e Higuain senza colpo ferire, il Milan viene affossato dal Genoa – l’ultima volta che persero tutte e tre insieme nella stessa giornata era il 16 ottobre 1994. Sorridono Napoli, Roma e Lazio ma non basta a candidarle prepotentemente come nuove regine del campionato. Ecco allora che avanza la middle class scombinando i piani dei bookmakers: la Fiorentina espugna San Siro e ritrova la testa della classifica dopo sedici anni, il Torino resiste al Palermo in nove uomini e si piazza terzo, Di Francesco e il suo Sassuolo si guadagna un punticino contro un ottimo Chievo. Nessun padrone, nessuna certezza: la bella e frastornante democrazia di una stagione ancora tutta da scoprire.

Photocredit copertina ANSA / MATTEO BAZZI