Ammettetelo, sentivate proprio il bisogno dei «tiktok» di YouTube?
La funzione YouTube Shorts, testata in India, sta per sbarcare negli Stati Uniti

Che la strada sia ormai spianata verso il minimo sforzo nella fruizione dei video, è una questione ormai scontata. Lo abbiamo sperimentato con le Instagram Stories prima, con i video su TikTok poi e con gli Instagram Reels in risposta definitiva. Per non restare escluso da questa “corsa agli armamenti”, anche YouTube – che è stata una delle prime piattaforme a imporsi per i suoi contenuti video – cerca ora di seguire l’onda lunga del successo di questo format. Gli YouTube Shorts sono dei video di 15 secondi, a fruizione rapida, che sono già stati sperimentati in India e che, verosimilmente dal mese di marzo, sbarcheranno – in una versione beta – anche negli Stati Uniti.
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YouTube Shorts, perché hanno avuto successo in India
A settembre 2020 – ma sono dati fortemente condizionati dall’impatto mondiale della pandemia di Coronavirus – il format è stato lanciato proprio in India dal colosso del web, facendo registrare, a gennaio 2021, una media di 3.5 miliardi di visualizzazioni al giorno. Questo ottimo riscontro è stato la leva che ha convinto YouTube a tentare la strada occidentale per la prova del nove definitiva rispetto alla buona riuscita del progetto. Dal mese di marzo, quindi, il prodotto è atteso negli Stati Uniti.
Non è scontato che l’esito possa essere lo stesso: ricordiamo, ad esempio, che l’India ha bandito TikTok dal territorio dei propri stati e, dunque, su questa tipologia di contenuto (il video breve che ha reso TikTok celebre in tutto il mondo) si è spalancata una vera e propria prateria, che ha permesso a YouTube Shorts di monopolizzare, in pratica, il mercato.
Come funziona questo nuovo format di YouTube
YouTube Shorts è un formato video da 15 secondi (ma c’è una versione anche leggermente più estesa da 60 secondi), può essere accompagnato da una canzone, può essere alterato nella sua velocità o nell’inserimento di più clip sovrapposte l’una all’altra, può essere registrato servendosi di un timer che aiuta l’utente a restare nei massimi consentiti dal format. Non sarà, com’è ovvio, il formato nativo di YouTube, ma sarà possibile consultare video di questa tipologia in una sezione apposita dell’app o della versione desktop del portale.
Ecco, se in India questo formato ha avuto successo per assenza, di fatto, di concorrenza, in occidente questa tipologia di contenuto avrà molte più difficoltà a imporsi visto il grande traffico di format simili che si sta generando grazie a TikTok o a Instagram/Facebook. YouTube, in ogni caso, è deciso ad accettare la sfida e – anzi – potrebbe allargare il suo utilizzo ad altre parti del mondo entro la fine del 2021.