Venezia 75, Driven: La conferenza stampa del thriller di Nick Hamm

Driven è stato presentato oggi in conferenza stampa a Venezia 75: ecco cosa hanno detto il regista, attori e produttori del film.
Al concludersi di Venezia 75, si è tenuta poco fa la conferenza stampa del film Driven, un triller biografico che racconta la storia della controversa relazione di amicizia tra John DeLorean, il creatore dell’iconica automobile di Ritorno dal Futuro, e Jim Hoffman diretto da Nick Hamm. Nel cast troviamo Lee Pace, Judy Greer, Jason Sudeikis e tanti altri. Ecco il resoconto della conferenza stampa dove hanno parlato il cast, il regista e i produttori della pellicola.
Driven | La conferenza stampa a Venezia 75
Nick come hai trovato questa storia?
NICK HAMM: “Sapevo di questa storia da quando sono cresciuto a Belfast, stavano costruendo la fabbrica lì e creandola molto prima che la macchina diventasse un pezzo da novanta dell’industria americana. Ero consapevole di questo strano progetto negli UK e che quest’uomo ha cercato di ottenere soldi dal governo americano per creare questa macchina e questa è stata la prima volta in cui sono stato consapevole di questo.”

Driven | Il regista Nick Hamm in conferenza stampa
Vista la fama della sua auto è un po’ un eroe dell’economia americana, nel film fin dalla prima inquadratura sembra ci sia qualcosa di ambiguo nel personaggio, come mai avete scelto questa chiave di lettura?
LEE PACE: “Per prima cosa sono molto grato di essere qui a Venezia 75, ero sempre molto attento a ciò che accadeva qui. Penso che dalla ricerca che ho fatto su John DeLoeran, ha molte facce, è un uomo pubblico e presenta un quadro di successo che gli americani amano molto, ma non è sempre la realtà. Lo vediamo moto nei film, quando toglie maschera è come io o voi. Quest’illusione del sogno americano, lui vuole semplicemente fare una macchina bella che chiunque voglia comprare.”
NICK HAMM: “Penso che DeLoeran è il primo CEO del brand oltre al creatore del prodotto. Quando guardi alla DeLoeran, è un tipo molto sexy che invita una donna giovane ai party, che vivono una vta fantastca. Ricordatevi che sono i ’70, vendevano le macchine in modo diverso. Ciò che ci ha affascinato è che quel tipo ha, pensando di essere intoccabile e poter andare avanti senza conseguenze. La posizione lavorativa è straordinaria, quindi perché un uomo in quel momento della carriera finisce intrappolato dall’FBI? Per questo penso che sia un soggetto interessante.”
C’è una linea sottile tra successo industriale e qualcosa che c’è qualcosa di molto americano in questo brand, capitalista, non è una cosa che accade in Europa…
NICK HAMM: “Penso che sia un fenomeno interessante, penso il sogno americano cambia culturalmente con le persone, quello è un periodo in cui gli uomini lavorano e le donne stanno a casa, si pensa al fine e non ai mezzi, adesso è diverso. Non è la fine, ne stiamo guardando una piccola parte. Quest’uomo ha costruito questa macchina, pensava che le persone avrebbero amato e non è vissuto a sufficienza prima del film, è morto senza soldi, di cancro, prima che la macchina comparisse in Ritorno al Futuro.”
Cosa è vero e cosa è falso? Di Jim Hoffman si vede un’umanità ma sembrerebbe che faccia il doppio gioco. Questo è vero?
NICK HAMM: “Non sai mai cosa è giusto e cosa è falso. C’è stata un sacco di ricerca. Tutti mentono, ogni cosa scritta in realtà nessuno sa qual è la realtà, i documenti a Los Angeles si sono persi per sempre, non c’è nessuna verità su cosa è successo. Io so alcuni fatti, so che Hoffman viveva nella stessa area di DeLorean, se i suoi bambini non giocavano con quelli di DeLorean non sarebbe mai stato coinvolto. So che ha speso la sua vita mentendo e barando, lavorando per la FBI. Sappiamo che ci sono dei fatti, Hoffman esisteva, aveva una certa relazione. Noi eravamo interessati a mostrare la relazione tra due uomini che era un atto di tradimento. Abbiamo avuto una verità e abbiamo giocato con quella verità.”
La conferenza stampa di Driven ontinua nella pagina seguente…
Driven | La conferenza stampa a Venezia 75

Driven | Jason Sudeikis
Lee e Jason, come avete gestito questa linea tra il vero e falso nei vostri personaggi?
JASON SUDEIKIS: “Sai di Jim Hoffman tanto quanto ne so io, le ricerche certificano che esiste, vedi le foto, per me è stato semplicemente pensare alle motivazioni di quello. Io sono d’accordo con Nick, è anche mio lavoro non giudicare qualcuno per quel ruolo ma empatizzare. In particolare c’è da capire perché quel doppio gioco e per me è stato un po’ dire ‘e se fossi stato io in quella posizione?'”
LEE PACE: “L’unica cosa che sapevo di Delorean è questa iconica macchina, anche se sapevo chi fosse, quando ho letto lo script ho rispposto alla storia tra questi due, ho detto ‘mi piace infrangere le regole’ e mi sono divertito. Credo valga per la storia americana anche, rompere le regole.”
Parlate di com’è stato girare in Portorico e parlare della reazione di Trump quand’era lì e le ripercussioni?
NICK HAMM: “Per cominciare, il produttore è stato responsabile di tenerci in vita in quel periodo. Sapevamo di avere un grande prodotto, avevamo 5 giorni e ciò che è accaduto è che quando l’uragano arriva non sappiamo quando e come arriva, tutti siamo stati evacuati e quando siamo tornati non avevamo idea del danno ed eravamo spaventati di tornare indietro. Sapevo di avere un grande film ed ero devastato da cosa stava accadendo. C’erano molte persone che avevano bisogno della paga e del supporto. In quel senso nessun attore ha detto ‘io non voglio tornare indietro’, nel momento in cui abbiamo deciso di tornare tutti sono tornati, c’è stata un’energia, provavamo a dare supporto alle persone che lavoravano nel film, portavamo cibo alle persone nell’isola, facevamo il film e aiutavamo le persone. Si toglie ogni senso di lussuria: non c’è luce, non c’è energia elettrica, non c’è aria condizionata. La cosa di Trump è un momento straordinario nella storia, che qualcuno dica quello in questo momento in una tragedia di quelle proporzioni, non devo dire nulla è ovvio. Ciò che rappresenta, è un documentario che mostra come le persone hanno a che fare con i cambiamenti climatici, i cambiamenti climatici ci sono e per noi questo è un documento importante mostrare delle persone che hanno a che fare con questo. Questo è ciò che sta accadendo e ciò è quello che le persone stanno vivendo ancora e ancora e anche tutti noi lo faremo.”
Hai detto che stavi pensando di fare una serie di questi documentari…
NICK HAMM: “Siamo interessati a quest’idea, che formi una parte di una serie in cui mostri come le persone che lavorano hanno a che fare con queste situazioni, ma la cosa più importante è Hollywood. È mostrata come un posto di persone che pensano a se stesse, ma c’è anche altruismo, quando si va nelle comunità si dà soldi e vita e lavoro, questo è ciò che Hollywood e fare film può fare.”
Che tipo di rapporto avete con le automobili? Riuscite a ripararle, vi piace guidarle, date loro un nome?
JASON SUDEIKIS: “Non ho mai avuto una macchina, ho avuto una Vespa, ma sono del mid-west, mi piace guidare a lungo, mi piacciono le macchine ben fatte, ma ci sono persone che ne sanno più di me. Ho costruito una DeLorean in LEGO con mio figlio quindi so come funziona mettere le macchine insieme.”
LEE PACE: “Non direi di essere un esperto, mi piace il design, una delle prime macchine che ho avuto quando aveva qualcosa che non andava c’erano due o tre cose che potevo comprendere, ma era troppo complicato per me, non riuscivo neanche a fare la benzina.”
La conferenza stampa di Driven ontinua nella pagina seguente…
Driven | La conferenza stampa a Venezia 75

Driven | La Conferenza stampa a Venezia 75
The Journey trattava la breve relazione tra due partner improbabili, in Driven film si creano alcune dinamiche interessanti in questo senso, ci parlate di questo?
NICK HAMM: “È strano continuare questa storia di relazione tra uomini come tradimento, non so perché e quest’idea di fallimento che occupa entrambi i film ma mi piace l’idea di esplorarlo. Ero molto consapevole di questo film, volevo fare una sorta di commedia romantica tra due uomini. È un po’ come l’ho guardato, nelle commedie romantiche c’è una formula molto semplice, sai che le persone si metteranno insieme e attraverso un percorso si ritroveranno insieme alla fine. In questo tipo di bromance è un esempio di quella formula. Mi sono divertito mettere personaggi che sono alle due facce della medaglia. Entrambi recitano, sicuramente Hoffman è un professionista in questo, ma anche DeLorean non è male, penso che questa relazione sia divertente.”
JASON SUDEIKIS: “Penso che a un certo punto si scambiano i ruoli, Jim diventa innamorato con l’iconica eroica di John DeLorean e completamente fuori, poi si conoscono e si rende conto che è semplicemente un uomo e la mia ignoranza si mantiene, ma poi c’è il mio mondo che conosco bene e cerco di scoraggiarlo, sapevo l’icona come un essere umano, un padre e un amico. Penso che siano simili, forse Jim era un genio come John, aveva delle capacitò, ma era molto bravo a una cosa.”
LEE PACE: “Quando stavamo girando ho visto che loro erano amici, a John piace Jim, erano amici, quando John non riesce più a trovarsi nella compagnia, Jim ha accesso a un certo tipo di soldi… Penso che siano le basi di una relazione, hanno un bel tempo insieme, bevono birra, fanno feste, guardano i bambini giocare, fanno ridere l’un l’altro e penso che questo in un certo senso sia abbastanza. Puoi incontrare persone che ti sorprendono, possono non essere te in modo superficiale ma vi trovate d’accordo.”
L’attenuazione di quella relazione era molto piacevole da guardare. Mi chiedevo se avete avuto tempo per costruirla?
LEE PACE: “Molto di quello era sulle straordinarie circostanze. Certamente eravamo insieme per molte scene. Stavamo cambiando molte location in varie scene, ogni giorno era inaspettato e una sfida.”
JASON SUDEIKIS: “C’è un congegno in ogni set, si comincia a parlare alla persona vicino a te, ci trovavamo in varie esperienze fuori e dentro la telecamera, incontrarsi in tempo reale.”
NICK HAMM: “Ci siamo incontrati tutti a New York un mese prima di girare e non avevamo idea di cosa sarebbe successo. Ci siedevamo tutti per vedere lo script. Cercavamo di capire il viaggio dei vari personaggi, non eravamo da soli, c’erano anche loro. Penso che sia ridicolo che gli attori lavorino solo sul set. Gli attori non hanno un momento, tutti gli altri lo hanno: il cameraman, il tecnico del suono, l’art director, tutti gli altri, ma gli attori no in televisione, ma sempre di più anche nel cinema. Bisogna fare un film migliore.”
Domanda per Jason, nel documentario dopo il film confronti Nick con Jim Hoffman, puoi spiegare meglio. È più Hoffman o più DeLorean, Nick tu cosa ne pensi?
JASON SUDEIKIS: “Mi hanno già chiesto questo e ho potuto pensarci meglio. A quel tempo io ho visto Jim, penso che sia più vicino a John DeLorean, c’è dell’ottimismo che certi artisti hanno, registi o scrittori o art designer come John DeLorean, e si sente il bisogno di condividerlo. Ma direi che lui comunque ha un’idea alta di questo film e dei compromessi, ma comunque andando avanti con questa idea, così direi che è più vicino a John DeLorean.“
La conferenza stampa di Driven ontinua nella pagina seguente…
Driven | La conferenza stampa a Venezia 75

Driven | Lee Pace
Come ha scelto questo tono di commedia nera? Avrebbe potuto virare più sul drammatico…
NICK HAMM: “Mi diverte qualcosa in cui puoi divertirti, fare ridere il pubblico e fargli apprezzare il viaggio nel film. Ero molto fortunato di avere Jason e Lee, che è capace di fare qualcosa di vero ma anche in qualche modo comico. C’è stato un processo organico quando si fa il film, vuoi il film che sia divertente, che le persone si divertano. Allo stesso per Judy. Lei è un’attrice fantastia, in questa riga era determinata e io con lei di non fare la moglie che sta a casa, quindi lei è una comica naturale e quando lei e Jason si sono trovare insieme è stato un atto di commedia. Quando mettete questi due insieme, la relazione di Judy, la forza di Judy, c’è uno spirito in lei che la rende sia comica che drammatica. Per me è più interessante, mi piace questo, mi piacciono le commedie.”
JASON SUDEIKIS: “Se avessi visto questo film da bambino avrei voluto farlo vedere a mio padre, mi avrebbe portato a vederlo quando ero piccolo, sono stato cresciuto con persone come Tom Hanks, Michael Keaton, Burt Reynolds, gente che può recitare ruoli molto onesti, farvi ridere e piangere, come reagite sta nel vostro bagaglio, io ho amato questi film e pensavo di cercare di fare questo.”
L’ambientazione storica e politica, la guerra di Reagan alla droga, c’è una sorta di critica a questo piano, viene descritto come l’FBI cerchi un personaggio da presentare. Mi chiedo se il traffico di droga continui ad essere un problema e che tipo di soluzione si possa trovare a questo tipo di dramma che c’è nel mondo?
NICK HAMM: “Non sono un politico, non posso dire cosa fare, quello che so è che è ludocrous pensare di poter controllare le droghe aprendo un’enorme caccia. Io so che ne avevano bisogno a quell’epoca. Le persone in quella stanza nell’hotel, veramente? Risolverete quello prendendovela con un art designer? Sono d’accordo, non credo sia interessante e penso che stiano continuando a farlo, penso che abbiano bisogno di pubblicità.”
JASON SUDEIKIS: “Le persone possono trovare un modo di fare i soldi sulla dipendenza delle persone, ma è un problema più profondo che l’FBI possa risolverlo da sola.”
Tornando alla DeLorean, quel disegno da chi è stato realizzato? È importante perché è l’unica cosa che fa sorridere DeLorean e il tramite di amicizia di quei protagonisti, che fine ha fatto quel pezzo di carta?
LEE PACE: “Non l’ho disegnato, non è mio. Ma sono d’accordo che li mette in connessione, penso che lui ami le macchine, ha un’opportunità straordinaria, non doveva fare la DeLorean, voleva farla, voleva farla con i suoi amici. Ho amato questo momento.”
JASON SUDEIKIS: “È quello di cui stavo dicendo prima, qualcuno che stava cercando di rendere l’invisibile visibile per un fan, un uomo semplice, e questo abbiamo trovato nelle discussione, il valore di quel disegno e ciò che significava, era un sogno realizzato.”
NICK HAMM: “Il tipo che ha fatto quel disegno è italiano. Penso che sia fantastico e stavo guardando la macchina nel red carpet. John avrebbe amato che la DeLorean sia nel red carpet di Venezia 75.”
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