Venezia 75, Dora Romano: ”L’amica geniale ci insegna la libertà” | ESCLUSIVA

L’Amica Geniale a Venezia 75: noi abbiamo incontrato l’attrice Dora Romano, ecco che cosa ci ha detto in un’intervista esclusiva!
Dora Romano di ruoli memorabili ne ha ricoperti, da Madame Baldini, moglie di Dustin Hoffman nel film “Profumo – Storia di un assassino” diretto da Tom Tykwer, al ruolo della Madre superiora in “Sister Act”. La poliedrica attrice si divide tra teatro, cinema e televisione e ha appena presentato al Lido di Venezia, durante la 75.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, l’attesa serie tv firmata da Saverio Costanzo dal titolo “L’Amica Geniale”, in cui interpreta la Maestra Oliviero la quale scoprirà che una delle bambine più povere della sua classe, Lila, è un genio che a dispetto della sua condizione sociale, ha un cervello talmente eccezionale che le consente di imparare da sola a leggere e scrivere. La Maestra inizierà, così, una battaglia personale per cercare di far uscire dalla povertà sia Lila che la sua amichetta Lenù. Il suo è un personaggio intenso, pieno di umanità e senso di riscatto, inseriti nella drammatica dimensione della distruzione post-bellica a Napoli. Una donna coraggiosa e volitiva, quasi un personaggio d’avanguardia per quel tempo, pur con tutti i retaggi negativi dell’epoca fascista durante la quale si è formata la sua personalità.
L’Amica Geniale | Intervista a Dora Romano
Benvenuta Dora, sei nel cast della serie tv L’amica geniale nel ruolo della Maestra Oliviero. Come descriveresti il tuo personaggio?
E’ un personaggio centrale nel primo romanzo,in quanto ,pur essendo una semplice maestra elementare, riesce a cambiare la vita delle due protagoniste in maniera determinante. La sua lungimiranza e il desiderio di riscattare la vita di queste ragazzine intelligentissime, ma indifese nei confronti delle brutture della vita imposta loro dalle umili origini, le dona una ricchezza interiore e una sensibilità che la avvicina a tutte le donne che della loro professione hanno fatto una missione.

Venezia 75: da sinistra, Margherita Mazzucco (15 anni), e Gaia Girace (14 anni) che interpretano rispettivamente la versione adolescente di Lenù e Lila nella seconda parte de “L’amica geniale”.
La serie è tratta dai libri di Elena Ferrante. In che modo ti sei approcciata al personaggio? Hai letto i libri?
Ho letto i libri,ma non è stato proprio come leggere semplicemente un libro. La vita di queste bambine,poi adolescenti, è molto vicina a ciò che è stata la mia. Sono nata in una cittadina di provincia, nel napoletano, sono nata e vissuta in un vicolo, in cui ci conoscevamo tutti, in un palazzo dove la nostra vita si intrecciava con quella degli altri, anche senza volerlo. Sono di umilissime origini, i miei genitori sapevano a stento leggere e scrivere …insomma , quando ho letto soprattutto il primo volume, è stato come se lo avessi scritto io stessa ,con la mia stessa vita…le sensazioni, il desiderio costante di scappare,le giornate oppressive chiusa in casa…ecco…tutto questo che era rimasto sopito nelle mia vita da adulta, leggendo il romanzo è ritornato a galla, prepotentemente… ho sentito che ero parte di quella storia… e lo dico con umiltà, senza pretese esibizionistiche.
Per creare il personaggio, Come sempre, comincio a lavorare sulla memoria emotiva che mi conduce alla parte legata al corpo, alle movenze, alla postura e ai gesti del personaggio . Psicologicamente l’ho creato mettendo insieme i ricordi, ancora vivissimi, di tre delle mie insegnanti: la maestra elementare, la professoressa delle scuole medie e quella del ginnasio. Erano tutte molto autoritarie, severe…troppo severe,secondo me e quindi ho mitigato le loro forti personalità con ciò che io, se fossi stata un’insegnante , avrei voluto vedere nel loro insegnamento, quindi: dolcezza, intuizione, ascolto delle differenze e tanta passione nel trasmettere il sapere. .…ma erano altri, lontanissimi tempi e loro facevano del loro meglio.
Quali differenze ci sono tra il tuo personaggio della serie tv e quello dei libri?
Ci sono ovviamente sempre delle differenze fra la descrizione in un libro e una sceneggiatura, ma a partire da ciò che ho detto poco fa, ho deciso di esplorare della Maestra Oliviero il suo lato dolce e sensibile, più che la personalità di donna severa e autoritaria tout court, come l’epoca imponeva. Saverio ha subito incoraggiato questo mio piccolo suggerimento e lo ha fatto suo…e io ne sono tanto felice.
La serie è attesissima e i libri sono stati letti in tutto il mondo. Che effetto ti fa rappresentare uno dei personaggi de L’amica geniale?
Eh…è una grande responsabilità… ho già preso parte alla trasposizione cinematografica di un romanzo tra i più letti di tutti i tempi (IL PROFUMO di P. Suskind) ma lì ero sotto l’ombra protettrice di Dustin Hoffman ,di cui interpretavo la moglie;me ne sentivo orgogliosa, ma anche in qualche modo protetta. Era un piccolo ruolo e ci ho messo tutto l’amore di cui sono capace, ma era davvero piccolo. Ora è diverso…E’ un opera contemporanea, cui mi sento storicamente ed emotivamente vicinissima, come ho detto prima. E’ un personaggio molto presente nei primi due romanzi. La responsabilità di attrice è quella di rendere universale una dimensione locale, limitata, forse troppo personale… ma ho scelto di essere attrice per avere la possibilità di creare questa universalità di sentimenti attraverso le mie interpretazioni.
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L’Amica Geniale | Intervista a Dora Romano

L’Amica Geniale | Dora Romano
Ci racconti il giorno in cui ti hanno detto che avresti preso parte al progetto?
E’ stato appena dopo aver incontrato Saverio Costanzo per il call back del provino. La deliziosa casting Laura Muccino, mi ha accompagnata fuori e si è messa a saltellare come una bambina dicendomi che ce l’avevamo fatta! Che il ruolo era mio!…ero semplicemente incredula e prima di crederci ho atteso la conferma ufficiale dalla mia agente solo dopo qualche giorno. Tante delusioni ti educano a restare sempre con i piedi ben piantati a terra.
Come descriveresti L’amica geniale e quale messaggio speri arrivi al pubblico di questa serie?
Mi trovo perfettamente d’accordo con la descrizione che Saverio Costanzo ne da nelle sue interviste. E credo che gli esseri umani abbiano bisogno di poter esprimere liberamente il proprio talento, qualunque esso sia: le due piccole amiche ci insegnano l’importanza della sofferenza per crescere e ”meritarsi” questa libertà.
Quale è invece il messaggio che speri che arrivi al pubblico del tuo personaggio?
La maggior parte delle persone che hanno visto le prime due puntate in anteprima mi hanno detto questo: “Magari ci fossero ancora insegnanti come la maestra Oliviero! Oggi più che mai ce ne sarebbe tanto bisogno!” Non so se questo corrisponda alla realtà, non avendo figli, ma se me l’hanno detto in tante dev’esserci qualcosa di vero.
La maestra Oliviero cosa ti ha donato e cosa credi di averle donato tu umanamente?
Mi ha fatto tornare indietro di 50 anni e mi ha riaperto la scatola dei ricordi, belli e brutti, della mia vita di allora: la ringrazio perché ho potuto pescare lì il materiale per crearla. Io spero solo di aver dato credibilità a un personaggio non facile e dalle mille sfumature…ma senza Saverio non so se ce l’avrei fatta a farlo così bene.
Hai preso parte al film Sulla mia pelle. Film che a Venezia ha commosso, stupito e fatto riflettere la critica. In che modo ti sei avvicinata al tuo personaggio e quale idea ti sei fatta sulla vicenda?
Il mio è un breve personaggio di uno dei medici del Pertini che hanno tenuto sotto osservazione Stefano Cucchi. Il regista Alessio Cremonini mi disse che questa dottoressa è stata forse l’unica ad averlo trattato con umanità, volendolo sinceramente aiutare. Sono partita da questo indirizzo registico e la Dottoressa… ha preso vita. L’impatto sociale di questa drammatica vicenda, alla quale ancora non si riesce a mettere un punto fermo, è stato ed è enorme. E’ un fatto acclarato che la condizione nelle carceri è molto grave in questo paese. Denunciare i maltrattamenti per farli venire a galla è un compito gravoso e coraggioso. Al di là delle singole responsabilità ed eventi bisognerebbe impegnarsi a risolvere questo terribile problema….se fare un film può aiutare, ben venga!
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L’Amica Geniale | Intervista a Dora Romano

L’Amica Geniale
Cosa speri arrivi al pubblico di Sulla mia pelle?
Credo che la mia risposta precedente possa rispondere anche a questa domanda.
Dora, come ti descriveresti a chi non ti conosce?
Ma come si fa a descriversi?! Se si fa l’attrice,poi…è imbarazzante e difficilissimo…Credo di essere una donna profondamente onesta, e questa onestà è sempre il punto dal quale parto per la creazione dei miei personaggi…perché onesti bisogna essere sempre, anche in scena, altrimenti si dicono solo bugie…e non mi piace dire bugie.
Come nasce il tuo percorso artistico e cosa rappresenta per te la recitazione?
Provengo da una famiglia di umili origini e da una cittadina dell’immensa provincia di Napoli. Nessuno in famiglia aveva mai avuto a che fare con il mondo dello spettacolo e nemmeno adesso. Ero un po’ come Lila: piccolina, irrequieta, piena di energia, mi scambiavano spesso per un maschietto perché volevo essere libera di poter fare ciò che mi piaceva, come i maschietti. Questa irrequietezza si è presto trasformata nel bisogno di esprimere a voce qualcosa,non so bene cosa…e allora cantavo, a squarciagola con le gambe penzoloni dal balcone del quarto piano…avevo circa cinque anni…non ho mai smesso di cantare e di usare la voce e il corpo per cercare di dare un nome a quel “qualcosa”. Ecco tutto.
C’è un ruolo, adesso, che sogni di interpretare?
Di ruoli avrei voluto interpretarne tanti, nel corso degli anni…ora, alla mia età, posso fare solo quelli più adatti a me, ma ho capito che più che il ruolo, il vero divertimento sta nello studio e nella ricerca che c’è dietro a qualunque personaggio, piccolo o grande, eroico o ordinario…la ricerca e la creazione sono più importanti di tutto
Sogni nel cassetto e progetti futuri?
Per i sogni…aspetto di andare a dormire e vedere cosa mi riserva la notte… I miei progetti riguardano una nuova serie (comica,stavolta) firmata Rai Fiction e un film, oltre a riprendere per il secondo anno il musical Mary Poppins al Teatro Nazionale di Milano per la stagione 2018-2019.