La candidata di destra a Modena sulla capitana Carola: «Possiamo fare qualcosa per farla somigliare a una donna?»

di Redazione | 28/06/2019

  • Valentina Mazzacurati era candidata a Modena con una lista vicina alla Lega

  • Ha scritto una Instagram Stories contro Carola Rackete

  • Gramellini e Lucarelli hanno ripreso la sua frase

La Instagram Stories si Valentina Mazzacurati, 29enne che ha corso alle elezioni comunali a Modena in una lista in appoggio al candidato della Lega Stefano Prampolini, ha fatto molto discutere. Ha preso di mira, in maniera totalmente senza preavviso, la capitana della Sea Watch Carola Rackete. Sul social network, infatti, la ragazza ha pubblicato una fotografia della capitana, accompagnata dalla scritta: «Possiamo fare qualcosa per farla assomigliare a una donna? Se fossi conciata così, forse anche io mi dedicherei a fare la scafista».

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Valentina Mazzacurati e il commento su Carola Rackete

Valentina Mazzacurati

Valentina Mazzacurati, candidata a Modena, ha un padre italiano e una madre originaria del Ruanda. Alle ultime elezioni non ha raggiunto un numero di preferenze significativo. Tuttavia, si è esposta in pubblico più volte per manifestare le proprie idee conservatrici e vicini al mondo della destra salviniana. All’interno di questa dialettica rientra anche la sua opinione sul caso Sea Watch. Che, tuttavia, poteva benissimo fare a meno di un’offesa basata sull’aspetto personale della comandante Carola Rackete.

Le reazioni alle parole di Valentina Mazzacurati: da Gramellini a Selvaggia Lucarelli

Le sue frasi sono state riprese sia nel Buongiorno di oggi di Massimo Gramellini sul Corriere della Sera (che, tuttavia, ha riportato genericamente soltanto la sua frase senza quote) e da Selvaggia Lucarelli che ha interagito con Valentina Mazzacurati su Twitter, dicendo che si tratta soltanto di una persona in cerca di visibilità.

La Mazzacurati ha provato a difendersi, con un post su Facebook e con le sue risposte su Twitter: «Sfatiamo questo mito – ha detto -. Non giudico le donne per il loro aspetto. Ma reputo che il decoro sia il primo requisto per poter essere autorevoli, anche nelle parole, oltre che nelle idee. Sui social vige la psicopolizia di Orwell. Siamo in una dimensione distopica ormai. Non ho fatto nulla, in realtà. Ma la normalità oggi è fuori moda».