Unioni civili, Renzi “avverte” Ncd: senza compromesso, asse con il M5S

di Redazione | 31/08/2015

Unioni civili,

Renzi ha già avvertito Ncd. Senza intesa all’interno della maggioranza, l’alternativa è quella delle maggioranze variabili. Tradotto, un asse con il Movimento 5 Stelle e con Sel per far passare il disegno di legge Cirinnà. Un provvedimento che estende alle coppie Lgbt i diritti sociali, prevede  la reversibilità della pensione e consente la stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio del partner.

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UNIONI CIVILI, ASSE PD-M5S?

Come spiega il quotidiano “La Repubblica“, l’esecutivo ha già sul tavolo una soluzione per aggirare le resistenze di parte degli alfaniani:

«Sostituire in corso d’opera il gruppo di Alfano con il M5s. E approvare così il testo sulle unioni civili entro l’anno, come annunciato a più riprese da Matteo Renzi. Un precedente, d’altro canto, che fa il paio con la mossa di Palazzo Chigi. Spiega Monica Cirinnà, relatrice al testo sulle unioni civili: «I numeri li abbiamo. Ricordo che in commissione, il 26marzo scorso, il testo base è stato approvato con l’apporto del M5s, del Pd e di Sel».

Mercoledì si riunirà la commissione Giustizia di Palazzo Madama, lì dove dovrebbe consumarsi il primo scontro parlamentare sulle unioni civili. L’impressione è che il testo possa essere portato direttamente in Aula: ci sarebbe già l’accordo con il presidente forzista della commissione Nitto Palma. Certo, a nessuno conviene forzare. Non a caso Renzi al Corriere della Sera ha ribadito come sulle unioni civili ci siano «i numeri per una forzatura», ma di «sperare in un punto d’intesa».

UNIONI CIVILI, NCD RISCHIA IMPLOSIONE

Un accordo ancora non c’è, ma in casa dem sono convinti che soltanto gli oltranzisti del gruppo alfaniano, come Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi, alla fine non voteranno il provvedimento. Mentre il resto della truppa degli ex “diversamente berlusconiani“, secondo i fedelissimi renziani, alla fine sceglierà la strada del compromesso. Anche perché Ncd, ancora in bilico tra spinte pro-Renzi e centrodestra, così come a rischio implosione interna, non può permettersi di mettere a rischio la tenuta della maggioranza.