Tutti gli errori dei sondaggi sulle elezioni europee

di Valentina Spotti | 26/05/2014

Secondo i sondaggi pubblicati in vista di queste elezioni, quello tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sarebbe dovuto essere quasi un testa a testa. Gli ultimi dati ufficiali diffusi, poi, avevano visto il movimento di Beppe Grillo riguadagnare sempre più terreno e arrivare al 25% contro il 33% del Pd, per non parlare dei sondaggi clandestini che, nei giorni precedenti  all’apertura delle urne, avevano parlato addirittura di un sorpasso delle Cinque Stelle sui Democratici. Ma, fin dalle prime ore della notte, i risultati elettorali hanno mostrato un quadro molto diverso, con un boom del Partito Democratico che doppia senza appello il Movimento 5 Stelle.

risultati elezioni europee
Click sull’immagine per ingrandire (Dati: interno.it)

ELEZIONI EUROPEE: IL FLOP DEI SONDAGGI – I sondaggi elettorali – quelli che dovrebbero fotografare l’orientamento di voto degli elettori – hanno dunque fallito anche questa volta: il Pd, che pure era sempre stato dato come primo partito, è stato protagonista di un vero e proprio exploit che i sondaggisti non avevano previsto, così come non avevano previsto il boom dei pentastellati alle politiche del 2013. Il 9 maggio scorso i principali istituti di ricerca demoscopica davano il Partito democratico al 32,8%, il Movimento 5 Stelle al 24,8 e Forza Italia al 19%. Nessuno di questo tre dati è stato confermato visto che, dati alla mano, il Pd ha superato il 40%, mentre il Movimento non supera il 21,8% e Forza Italia si ferma al 16,8%. Un risultato, quello del Pd, che non era stato rilevato nemmeno dai sondaggi della prima ora che, invece, sembravano aver identificato un orientamento più tiepido degli elettori nei confronti di Movimento 5 Stelle e Forza Italia, rispettivamente al 23,8 e al 18,7% al 24 aprile scorso, quando il Pd era dato soltanto al 33,5%.

 

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QUEL TESTA A TESTA DESCRITTO DAI SONDAGGI CLANDESTINI – Anche i sondaggi clandestini hanno fatto un buco nell’acqua: il 20 maggio scorso, a cinque giorni dalle elezioni, erano circolati dati che vedevano «il cardinale di Firenze» addirittura al 29% e il «camerlengo di Genova» superare addirittura il risultato elettorale precedente e arrivare al 28%, seguito dal «cardinale di Monza e Brianza» al 19,5%. Un testa a testa, quello tra Pd e e Movimento 5 Stelle, che è stato ben lungi dal verificarsi.

FLOP DEI SONDAGGI, LE PERPLESSITÀ DEGLI ELETTORI – E, dopo la lunga notte elettorale, gli italiani ora commentano il fallimento dei sondaggi con una certa perplessità: da una parte consapevoli che gli ultimi infuocati giorni di campagna elettorale siano stati decisivi ma, dall’altra, pronti a commentare la débâcle di sondaggisti e istituti demoscopici:

 

 

 

«GLI ITALIANI NON DICONO COME VOTANO DAVVERO» – E, se c’è chi sostiene che le alte percentuali pronosticate per Grillo possano aver spostato voti in favore di Renzi, c’è anche chi comincia a dubitare dell’effettiva utilità dei sondaggi pre-elettorali.

 

 

 

(Photocredit copertina: LaPresse)