Travaglio: «Ci vuole una tessera ad honorem della Lega per Boschi e Renzi»

20/07/2019 di Redazione

Secondo Marco Travaglio, Matteo Salvini sta attraversando un periodo di difficoltà: non si aspettava certo, dopo il trionfo alle elezioni europee del 26 maggio scorso, una sequenza così fitta di ostacoli, sia nell’azione di governo, sia dall’esterno (il caso della conversazione Russia-Lega all’Hotel Metropol ne è un esempio). Tuttavia, sempre secondo il direttore del Fatto Quotidiano, c’è sempre qualcuno che prova a dare il suo soccorso involontario al ministro dell’Interno.

Travaglio tessera Lega per Renzi e Boschi

Possono essere gli eurocrati di Bruxelles che, additando la Lega come responsabile della svolta russa dei populismi italiani, non fanno altro che – stando alle parole del direttore del Fatto Quotidiano – ricompattarli agli occhi di un elettorato che stenta a prestare loro fiducia. Ma gli alleati inimmaginabili per Salvini possono anche essere le ong che, se dovessero arrivare con le decine di migranti salvati in Mediterraneo, non farebbero altro che offrire un altro assist alla distrazione di massa voluta dal ministro dell’Interno.

Ovviamente, secondo Marco Travaglio, uno dei principali alleati di Matteo Salvini è il Partito Democratico, o almeno quella sua parte che ha proposto una mozione di sfiducia nei confronti del ministro. In effetti, quando non si hanno certezze sui numeri, le mozioni di sfiducia sortiscono esattamente l’effetto contrario: quello di ricompattare la maggioranza. Per questo motivo, secondo Travaglio, a Maria Elena Boschi (alla quale era stato affidato il compito di prepararla) e a Matteo Renzi (che ha spinto fortemente affinché questa mozione si presentasse) potrebbe essere conferita «una tessera della Lega ad honorem». Il direttore del Fatto Quotidiano afferma: «I renziani, non contenti di aver regalato a Salvini, un anno fa, il palcoscenico del governo rifiutando il contratto con Di Maio, ora ci riprovano con la mozione di sfiducia. Ma Salvini potrebbe fare come lei: dopo che giurò in parlamento di non essersi mai occupata di Etruria, non solo non fu sfiduciata, ma restò ministro, divenne sottosegretaria nel governo Gentiloni e fu paracadutata in un collegio blindato in Trentino Alto Adige».

Il merito di Giuseppe Conte secondo Travaglio

Secondo Travaglio, invece, il merito di queste difficoltà di Matteo Salvini sarebbe da attribuire pressoché interamente al Movimento 5 Stelle e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Questi ultimi, infatti, non starebbero cedendo alla linea politica di Matteo Salvini, anzi starebbero segnando punti in proprio favore sul discorso delle autonomie, con «Conte che lo mette nel sacco un giorno sì e l’altro pure».

FOTO: ANSA/ TINO ROMANO + ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

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