Top Film 2019, da The Irishman agli italiani ecco i migliori dell’anno

L’anno che si sta per concludere è stato ricchissimo di grandi titoli stranieri, ma anche di bellissime opere italiane e d’animazione che abbiamo voluto inserire in tre top film 2019 divise per generi. È sempre difficile stilare delle classifiche poiché sono molto soggettive, ma ci sono delle opere che obiettivamente per successo di pubblico e critica hanno saputo conquistarsi il loro spazio nel cuore e negli occhi degli appassionati. Nella prima classifica analizzeremo i film italiani migliori usciti durante l’anno nelle sale, nella seconda invece all’animazione, mentre per finire nell’ultima i top film 2019 stranieri per un’annata davvero ricchissima.

Top film 2019 in Italia

Top film 2019 italia
Top film 2019 italia

In tema di piazzamenti e graduatorie, ad offrirci un’interessante panoramica sono anche le classifiche proposte da Nientepopcorn.it, che si possono scorrere all’indirizzo nientepopcorn.it/classifiche-film. 

La community per cinefili vanta un ricco database dove i film vengono suddivisi per media, popolarità, genere, nazionalità, ecc., ordinati in tante liste grazie agli insostituibili voti espressi dagli utenti. 

Fra le ‘hit’ suscita grande interesse la classifica dedicata alle migliori citazioni della storia del cinema, arricchita da interessanti schede-filmed impreziosita dalle battute e dai dialoghi più significativi di ogni pellicola. 

5. Pinocchio – Arrivato nelle sale proprio in questi giorni “Pinocchio” rappresenta la versione della storica fiaba di collodi firmata da Matteo Garrone ed è il primo titolo che inseriamo nella nostra top film 2019. Il regista sembra tornare a una visione quasi pittorica, con la macchina da presa e la fotografia che sembrano dipingere la scena come la pittura macchiaiola lo faceva con la tela. È un Pinocchio barocco, a tratti anche dark, ma forse così bello da vedere da non creare fino in fondo la giusta empatia. La cosa più bella è il Geppetto di Roberto Benigni e il trucco e parrucco da Oscar, che ha costretto il piccolo Federico Ielapi a 4 ore di sedute giornaliere per diventare il burattino di legno più famoso di sempre.

4. Il Grande SaltoL’esordio alla regia di Giorgio Tirabassi è una delle vere sorprese di questa stagione cinematografica in Italia. Difficile trovare un’opera prima scritta con questa qualità e interpretata altrettanto meglio.  La coppa di protagonisti, Nello e Rufetto, vede la reunion di Ricky Memphis e Giorgio Tirabassi storici protagonisti di “Distretto di Polizia”. I due  sono amici da una vita, ma anche una coppia di ladri che sognano di fare il grande colpo per sistemarsi definitivamente, venendo però puntualmente “puniti” da una robusta dose di sfortuna.

3. Ricordi ? – Luca Marinelli, che ha finalmente ricevuto la consacrazione internazionale vincendo la Coppa Volpi al Festival di Venezia per Martin Eden, quest’anno è stato protagonista al cinema con un altro gioiello. Stiamo parlando di Ricordi?, opera di Valerio Mieli che ha suscitato entusiasmo di pubblico e critica alla Festa del Cinema di Venezia del 2018 nella sezione Giornate degli Autori. Un film semplicemente delizioso, che fa della narrazione e del cambio di punto di vista la sua forza. I due protagonisti, con la parte femminile interpretata da una splendida Linda Caridi, rivivono le emozioni di una lunga storia d’amore da punti di vista differenti. I ricordi riemergono dal passato sfalsati, coloriti, e insegnano ad un uomo e ad una donna tante verità della vita. Assolutamente travolgente.

2. Il traditore – L’ italiano proposto per gli Oscar 2020, ma che nonostante rientri ampiamente nella nostra top film 2019 non è riuscito a guadagnarsi la nomination. Il Traditore di Marco Bellocchio è un classico biopic girato molto bene ed interpretato ancora meglio grazie alla meravigliosa prova di Pierfrancesco Favino. Dopo il passaggio al Festival di Cannes dove ha riscosso ampi consensi il film è stato premiato anche dal pubblico in sala. Il Traditore racconta le vicende del criminale Tommaso Buscetta, primo pentito di mafia, che consentì ai giudici Falcone e Borsellino di comprendere l’organizzazione di Cosa Nostra e di portarne i capi in tribunale.

1. Il Primo Re – Dopo “Veloce come il Vento” Matteo Rovere fa nuovamente centro e con “Il Primo Re” ci regala il film più bello dell’anno. Non ce ne vogliano gli altri, ma lo straordinario lavoro di regia, fotografia e soprattutto di recitazione degli attori che ci regalano un’opera in lingua protolatina valgono da sole il prezzo del biglietto. Alessandro Borghi e Alessio Lapice si dimostrano una coppia straordinaria, ma è tutta l’operazione messa in piedi dalla produzione a lasciare davvero sorpresi. La storia narra di due fratelli, Romolo e Remo, catturati e resi schiavi dai cittadini di Alba Longa, che guidano una rivolta delle popolazioni italiche. La nascita di una nuova tribù dal destino glorioso mette i due l’uno contro l’altro. Inspiegabile come l’Italia non abbia saputo osare proponendo il film come nostro candidato ai prossimi premi Oscar.

Top film 2019 per l’animazione

Animazione
Top film 2019 Animazione

5. Dragon Trainer 3: Il Mondo Nascosto – Una chiusura degna per la trilogia d’animazione più famosa. Il giovane Hiccup, figlio del prode vichingo Stoick, è riuscito a far convivere pacificamente gli esseri umani con i draghi. Sdentato, la Furia Nera, è diventato il suo migliore amico e il ragazzo è quasi fidanzato con la bella Astrid. Eppure, ancora una volta tutta la tribù dell’isola di Berk dovrà combattere per salvare gli amati draghi. Il nemico è Grimmel il macabro, un cacciatore che usa una Furia Bianca per attirare Sdentato. Le avventure di Dragon Trainer si sono concluse con un capitolo innovativo dal punto di vista visivo, ma anche e soprattutto con la quadratura del cerchio nello sviluppo di Hiccup e Sdentato che ora sono cresciuti. Tantissime lacrime, ma anche il sorriso alla fine.

4. Toy Story 4 – La conclusione (sarà vero?)della saga d’animazione che ha cambiato il genere per sempre. Nella top film 2019 per l’animazione non poteva mancare il road movie con cui Woody compie il suo ultimo straordinario viaggio di crescita e con cui probabilmente riesce a smettere di guardare al passato per il futuro. Woody, Buzz Lightyear e il resto della banda si imbarcano in una nuova avventura in compagnia dell’ultimo arrivato nella stanza di Bonnie: Forky. Durante il viaggio, vecchi e nuovi amici contribuiscono a creare momenti magici. Un film sull’amicizia che vi farà piangere.

3. Weathering with You – L’ultimo film di Makoto Shinkai è un’opera d’animazione splendida, che arriva subito dopo il planetario successo di Your Name che lo ha consacrato come uno dei più importanti cineasti a livello mondiale. Il regista ancora una volta sul lato emozionale della storia d’amore tra Hokada e Hina soffermandosi su come il sentimento nasca, cresca e sfidi gli ostacoli posti dal mondo esterno, sotto forma di vincoli etici, economici o comportamentali. Hokada riceve come compito quello di indagare sulle “sacerdotesse del sereno”, ragazze che sarebbero capaci di cambiare le condizioni climatiche attraverso la preghiera. Hina sembra proprio essere dotata di questi poteri e Hokada la spinge a sfruttare il tornaconto economico del suo superpotere. Sembra anche chiaro il riferimento alle politiche ambientali così da attualità. Il lato fantasy di Weathering with You permette al regista di raccontare una storia che fa interrogare su cosa ci renda felici, un qualcosa che era evidente anche nella precedente filmografia.

2. Frozen 2 – Il sequel più atteso dell’anno e non poteva essere altrimenti dopo il successo planetario del primo Frozen. Una storia che ha avuto una lunga gestazione, ma che ripaga ampiamente perché in queste due ore c’è tutto ciò che ci ha fatto amare Frozen: la storia d’amore tra due sorelle, tanta magia, un’animazione meravigliosa con paesaggi splendidi…e anche Olaf, anche se ci sono anche nuovi dolcissimi amici. Elsa e la sorella Anna si imbarcano in una avventura in compagnia di Kristoff, Olaf e Sven per difendere il regno di Arendelle e scoprire in una lontana foresta un segreto che li riguarda molto da vicino. Frozen 2 è uno sviluppo perfetto che porterà ad una crescita dei personaggi, che amerete ancora di più. Forse soltanto le canzoni potevano essere superiori, ma le lacrime non mancheranno.

1. Klaus – Il lungometraggio d’animazione più bello nella nostra top film 2019 è Klaus, primo prodotto originale Netflix per il genere. L’opera diretta da Sergio Pablos è semplicemente straordinaria dato che si torna all’animazione di una volta, quella disegnata a mano. Una gestazione lunghissima, con un primo teaser del 2015 che ha dovuto aspettare il 2017 con l’arrivo di Netflix per svilupparsi. In quanto storia di finzione sul mito di Babbo Natale, la trama ruota attorno ad un postino di stanza in una città al Polo Nord che fa amicizia con un solitario giocattolaio, Klaus. Spaventato dall’aspetto dell’uomo, Jesper scappa ma perde un disegno fatto da un bambino della città. Klaus si fa portare dal ragazzo nella casa disegnata e lo costringe a lasciare un regalo al bambino. Anche gli altri bambini vengono a sapere dell’episodio e si recano da Jesper, pensando che spedendo lettere a Klaus avrebbero ricevuto regali. Al postino piace subito l’idea e anche Klaus accetta, a patto che i regali venissero consegnati la notte in modo da permettere la presenza di entrambi. In tutto questo le due famiglie rivali del paese danno il via ad un sabotaggio dei giocattoli per riportare di nuovo l’odio, ma alla fine Klaus mostra che con l’amore si ottiene il tesoro più grande. Una favola e un nuovo classico natalizio come non se ne vedevano da molto tempo.

Top film 2019 per gli stranieri

Top film 2019
Top film 2019


10. The Mule: Il Corriere –
 
Quando Clint Eastwood fa un film difficilmente è brutto, nel caso di The Mule è davvero l’ennesimo colpo da maestro di un genio. Il tranquillo coltivatore di gigli (ma non gigli qualunque: una varietà rarissima) diventa corriere dei narcos a sua insaputa. A quasi novant’anni, Clint sembra il primo a divertirsi. Ma ci divertiamo moltissimo anche noi, oltre ad emozionarci davvero.

9. La Favorita – Prima di diventare Elisabetta II in The Crown la meravigliosa Olivia Colman è stata una regina Anna da Oscar ne La Favorita . Al suo fianco nel film più barocco di Yorgos Lanthimos anche le superbe Emma Stone e Rachel Weisz, due cortigiane che si contendono i suoi favori. Scenografie e costumi da sogno, ma come detto la regina capricciosa, infantile e selvaggia regina della Colman vale da sola il prezzo del biglietto.

8. Le Mans ‘66 – Una grande storia di sport, ma anche una grande storia di uomini. Le Mans ‘66 conferma lo straordinario talento registico di James Mangold, che porta sul grande schermo l’epica battaglia della Ford per sconfiggere la Ferrari nella corsa più importante al mondo, la 24 ore di Le Mans. La storia sportiva si incrocia con quella sull’amicizia tra il progettista Carroll Shelby e il suo pilota britannico Ken Miles, interpretato magistralmente da Matt Damon e Christian Bale. Applausi anche ad un’ottima Caitriona Balfe, star di Outlander.

7. Cena con Delitto – Rian Johnson torna dopo il contestatissimo Star Wars: Gli Ultimi Jedi e dimostra di essere un regista brillante grezie a Cena con delitto,  una delle più belle sorprese della stagione cinematografia. Benoit Blanc è un investigatore chiamato a indagare sulla morte violenta del patriarca di un’affollata famiglia i cui membri, i principali sospettati dell’omicidio, sono particolarmente eccentrici e combattivi. Daniel Craig guida un cast stellare.

6. J’Accuse – Roman Polanski dimostra di non aver perso il tocco magico e, probabilmente, il suo J’Accuse è il vero leone d’oro dell’ultima mostra del cinema di Venezia. Un film straordinario a partire dalla scrittura, che ricostruisce fedelmente la vicenda dell’affaire Dreyfus. Accusato di essere una spia e di aver fornito informazioni militaru segrete all’Impero tedesco, il capitano francese Alfred Dreyfus viene condannato all’ergastolo e all’esilio sull’Isola del Diavolo. L’anno dopo, l’ufficiale Georges Picquart, a capo della sezione di intelligence dell’esercito francese, scopre che le prove a carico di Dreyfus sono state falsificate. Due meravigliosi protagonisti come Louis Garrel e Jean Dujardin, con una partecipazione anche del produttore del film Luca Barbareschi.

5. Storia di un matrimonio – Un altro colpo di fulmine al Festival di Venezia è stato il bellissimo “Storia di un Matrimonio” di Noah Baumbach, che è riuscito a portare sullo schermo la tragica è straziante fine di un amore grazie alle prove di Adam Driver e Scarlett Johansson, con quest’ultima che meriterebbe finalmente la statuetta più ambita. Charlie, regista di teatro, e Nicole, sua moglie e prima attrice, si stanno separando. Lui lavora a New York, lei si è trasferita a Los Angeles per lavorare in televisione, insieme hanno un figlio. Nicole vuole un’altra vita e chiede il divorzio, affidandosi ad un abile avvocato. Charlie deve quindi lottare a sua volta, per continuare a vivere nella sua città senza perdere la custodia condivisa del bambino. Improvvisamente i due amanti non si riconoscono più, sono travestiti da versioni mostruose e grottesche di loro stessi in cui l’uomo rischia di sprofondare perdendo ogni cosa.

4.  Parasite – Bong Joon-ho dopo la conquista della Palma D’Oro si avvia a vincere anche il premio Oscar, forse non solo al miglior film straniero.  Il suo Parasite è un’opera straordinaria, dall’originalità spiazzante nel sovvertire le aspettative, vanta una messinscena ed una fotografia perfette ed una sceneggiatura che è un meccanismo ad orologeria. La famiglia Kim vive in ristrettezze economiche: tutti i suoi componenti sono disoccupati e si sono ridotti a vivere in un sottoscala che, spesso, è oggetto di una puzzolente derattizzazione. Ai Kim, padre, madre e due figli in età universitaria, si presenta una inaspettata possibilità di guadagno e ne approfittano subito.

3. C’era una volta a Hollywood – Il nono film di Quentin Tarantino è una dichiarazione d’amore alla Hollywood degli anni ‘60. Una favola sul modello di quella messa in scena per Bastardi Senza Gloria, ma in un’ambientazione forse ancora più  affascinante.  Le scenografie che ricostruiscono i set degli anni ‘60 sono splendidi, così come i dialoghi tra personaggi principali e secondari. Ad una scrittura come sempre meravigliosa si aggiunge la coppia da Oscar interpretata da Leonardo DiCaprio e Brad Pitt. Poi metteteci anche la bellezza disarmante di Margot Robbie nei panni di Sharon Tate e avrete servito uno dei film più belli dell’anno. Da citare anche l’ultima interpretazione di Luke Perry e un Al Pacino sempre in stato di grazia. Il finale è ricco di poesia, forse come nessun altro film di Tarantino.

2. Joker – In molti hanno definito Joker come il cinecomic che avrebbe cambiato per sempre il genere, forse più de Il Cavaliere Oscuro. In realtà non è proprio così, dato che ha poco o nulla a che vedere col mondo dei fumetti da cui trae soltanto ispirazione. Siamo più davanti alla interpretazione personale della follia umana e di come questa sia generata dalla cattiveria verso gli altri. Tutti hanno amato il Joker di Joaquin Phoenix proprio per la sua capacità di  essere reale ed universale. Un film destinato a diventare un cult cinematografico, un Taxi Driver ambientato a Gotham City e che darà quasi certamente la consacrazione definitiva al suo interprete. Il Leone d’Oro al regista Todd Phillips è  già storia del cinema.

1. The Irishman – In cima alla nostra top film 2019 non poteva che esserci The Irishman. Netflix è riuscita a fare qualcosa che nessuno aveva avuto il coraggio di fare, ovvero dare un budget sconfinato a Martin Scorsese per realizzare uno dei suoi più grandi capolavori. Le tre ore e mezza di The Irishman sono un’opera cinematografica degna del confronto con capolavori del genere come “C’Era una Volta l’America” e “Quei Bravi Ragazzi”, solo che questa volta i bravi ragazzi di Scorsese sono dovuti ringiovanire in digitale rispetto a quanto accaduto a Robert De Niro per interpretare Nobles. Il cineasta ha ripagato il servizio streaming e il mondo cinefilo superando i confini del tempo e permettendo all’interprete premio Oscar per “Toro Scatenato” e ai colleghi  Al Pacino e Joe Pesci di ringiovanire raccontando l’intero arco della vita dei loro personaggi. Nessuno avrebbe potuto interpretare questi mostri sacri da giovani, pertanto Martin Scorsese ha scelto di spendere un extra budget per ovviare il problema. La CGI dunque per la prima volta è al servizio della narrazione e non della visione, una novità per chi gode dei blockbuster contemporanei e che dimostra come un grande budget possa essere speso per qualcosa di superiore alle mere esplosioni e al green screen. “The Irishman”  infatti è frutto anche della sceneggiatura di Steven Zaillian, che adatta l’omonimo libro inchiesta di Charles Brandt in modo sublime e mette in cassaforte un altro Oscar. La malinconia che accompagna il crepuscolo della carriera criminale dell’irlandese Frank Sheeran, unico non italiano presente  nella lista dei gangster più pericoli, e dei suoi amici è quella di uomini che si sono fatti da soli, che hanno fatto tutto il necessario per arrivare, ma che alla fine si ritrovano soli e abbandonati. Il percorso della vita ha un’ascesa, un assestamento e irrimediabilmente un crepuscolo che ognuno sceglie come affrontare. Frank Sheeran lo ha fatto senza pentimento, ma permettendoci di scoprire alcuni dei più grandi misteri della storia americana e permettendo di conseguenza al pubblico di goderne sul grande schermo. Un film di grande tristezza, un racconto epico che nella carriera di Martin Scorsese si incastona alla perfezione.

 

Siete d’accordo con le nostre top film 2019? Commentate e diteci la vostra sui film che più di tutti avete amato durante l’anno.

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