Tito e gli alieni, Paola Randi: “Sapevo tutto di Guerre Stellari”

Redazione 6 Giu 2018
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Tito e gli alieni, diretto da Paola Randi con Valerio Mastandrea, esce domani nelle sale. Regista, attori e produttori hanno presentato la pellicola in conferenza stampa: ecco che cosa hanno detto.
Esce domani il nuovo film diretto da Paola Randi, Tito e gli Alieni (leggi la nostra recensione). La pellicola è prodotta da Angelo e Matilde Barbagallo, che insieme alla regista, agli attori protagonisti Valerio Mastandrea, Luca Esposito e Chiara Stella Riccio hanno partecipato alla conferenza stampa tenutasi lunedì a Roma. Ecco che cosa ci hanno raccontato.

Tito e gli alieni, Paola Randi: "Sapevo tutto di Guerre Stellari"

Tito e gli alieni | Chiara Stella Riccio, Valerio Mastandrea, Luca Esposito, Paola Randi, Matilde Barbagallo, Angerlo Barbagallo in conferenza stampa

Tito e gli Alieni | La conferenza stampa

Paola Randi ha raccontato come il film sia nato da un’ispirazione che ha avuto da un’esperienza personale:

PAOLA RANDI: “Mio padre, nell’ultima fase della sua vita, soffriva di perdite di memoria. Ad un certo punto l’ho trovato che fissava questo ritratto di mia madre che era scomparsa 10 anni prima appeso al muro. Lo guardava per ore perché stava cercando di confermarne il ricordo. Da questo mi è venuta l’immagine di un uomo sdraiato sul divano nel deserto con le cuffie in testa e un’antenna che cercava ossessivamente la voce di sua moglie nell’universo. Da lì ho cominciato a lavorare e ho lavorato su come si fa a trovare un antidoto al dolore della perdita e ai problemi che ne conseguono. Sono degli eventi che rivoluzionano completamente dei nuclei familiari, la vita delle persone e tutti si devono in qualche modo reinventare.”

Nella pre-produzione è stato decisivo il momento in cui fu fatto leggere lo script a Valerio Mastandrea. L’attore ha spiegato che cosa lo ha portato ad accettare il ruolo in Tito e gli alieni:

VALERIO MASTANDREA: “L’aspetto poetico di questa storia e del mio personaggio mi colpì moltissimo quando lo lessi, indipendentemente dal genere. Non interessava il modo in cui lei andava a raccontare quest’emozione. Poi mi sono trovato dentro quel contesto, quei costumi addosso, questi due vicino e devo dire che quella sensazione che ho avuto poi l’ho ritrovata. Nonostante la lavorazione sia stata molto complicata e molto difficile, sono contento. Io definisco Paola non una regista e basta, lei è un’artista pura.”

Tito e gli alieni, Paola Randi: "Sapevo tutto di Guerre Stellari"

Tito e gli alieni | Chiara Stella Riccio, Valerio Mastandrea, Luca Esposito e Paola Randi


In conferenza erano presenti anche i due bambini, Luca Esposito e Chiara Stella Riccio, che conquistano anche dopo il film con la spontaneità e la simpatia, scherzando spesso con Mastandrea. I due hanno raccontato un po’ la loro esperienza:

LUCA ESPOSITO: “Quando ho cominciato a girare il film non c’era il finale. Io volevo saperlo e ogni giorno che provavamo chiedevo quale sarebbe stato il finale. Quando l’ho saputo sono rimasto molto colpito perché quando conosci tutto il film riesci a capire quello che hai fatto. È stata un’esperienza che non tutti possono fare, sono stato molto fortunato. Adesso posso dire di aver fatto qualcosa di grande.”
CHIARA STELLA RICCIO: “È iniziato tutto come un gioco, per caso, non mi sarei mai aspettata di fare un’esperienza del genere, che è comunque un’esperienza che consiglio a tutti di fare se c’è la possibilità. Il team della produzione si è messo a nostra disposizione, cercavano di aiutarci in tutti i modi e di farci sentire a nostro agio.”

Continuate a leggere il racconto della conferenza stampa di Tito e gli alieni nella pagina successiva!

Tito e gli alieni | La Conferenza stampa

Tito e gli alieni, Paola Randi: "Sapevo tutto di Guerre Stellari"

Tito e gli alieni | Valerio Mastandrea


Valerio Mastandrea in Tito e gli Alieni interpreta questo professore, segnato da una grave perdita, al lavoro vicino all’area 51 per un progetto governativo, ma che in pratica passa le sue giornate sdraiato su un divano a captare i segnali dallo spazio.

VALERIO MASTANDREA: “È uno che mantiene vivo un ricordo si una persona che non ha più in maniera assolutamente acritica. Sta lì a parlarci e questo gli impedisce di non solo elaborare e superare quella perdita, ma anche di vivere la nuova vita, che poi le perdite anche questo fanno, nel bene e nel mare, ti fanno vivere il presente in un’altra maniera e concentrarti sul futuro in un’altra maniera. Lui è uno che dorme e che viene svegliato da due mosche, come avete potuto vedere, prova immediatamente a schiacciarle e invece capisce che anche le mosche sono importanti, lo tengono sveglio  e lo portano ad avere il coraggio di volere bene e di essere amato.”

Tito e gli alieni è una pellicola che ci ha messo un bel po’ ad arrivare, considerando che il precedente film di Paola Randi, Into Paradiso, era uscito nel 2011. Quando è stato chiesto il motivo di questo stacco temporale, il produttore Angelo Barbagallo ha spiegato come ci siano state tante questioni che richiesero molto tempo, come ad esempio la musica, l’ambientazione, la ricerca degli attori protagonisti. Poi, come fa notare la regista, c’è anche il discorso legato alla post-produzione…

PAOLA RANDI: “Tutte le fasi di lavorazione e dato che gli effetti di questo film sono un mix tra effetti in ripresa e effetti digitali per riuscire a mescolare le due cose in modo tale che avesse una sua dignità nonostante i mezzi che non fossero quelli di Spielberg, cercando di sfruttare al meglio le risorse che avevamo è stato un lavoro complicato di grande pazienza e impegno. La sperimentazione nel film è stata tanta. C’erano delle cose che non erano mai state fatte prima in questo modo.”

Tito e gli alieni è un film che si orienta sul genere fantascientifico: un genere di cui la regista è senza ombra di dubbio una grande appassionata.

PAOLA RANDI: “Sono appassionata di fantascienza da quando ero bambina. Andai al cinema a vedere Guerre Stellari e già da un anno già sapevo tutto. In particolare ero appassionata di Rambaldi, che era il mago degli effetti speciali italiano. Per me er proprio un idolo. Il tipo di fs cui faccio riferimento nel film si rifà a quella degli anni 70/80. È sicuramente già vintage di per sé e in più parliamo di ricordi. Si mischiano alcuni elementi fantascientifici così evocati e una serie di cose che sono una specie di totem di ricordi che il professore stesso costruisce da solo. Abbiamo cercato anche lì di lavorare con effetti misti, un po’ in ripresa e un po’ no. Il personaggio di Linda è nato lì per lì. Doveva esserci, poi ho capito che potevamo metterci delle rotelle e poteva essere un personaggio vero e proprio. È stato un lavoro misto.”

Il racconto della conferenza stampa di Tito e gli alieni continua nella pagina seguente…

Tito e gli alieni | La Conferenza stampa

Tito e gli alieni: Recensione del film di Paola Randi con Valerio Mastandrea

Tito e gli Alieni | Clémence Poésy


Nel film c’è anche Clémence Poésy, un attrice francese lanciata nel mondo del cinema internazionale con il suo ruolo in Harry Potter e il Calice di Fuoco.

PAOLA RANDI: “Avevamo avuto diverse opzioni per Stella, che non era facile da collocare. Abbiamo avuto un casting misto sia italiano che internazionale e a un certo punto parlo via skype con lei e mi ha proprio conquistato perché ha da un lato questa bellezza particolare, non convenzionale, era delicata, intelligente e un po’ matta, che era fondamentale perché il personaggio deve seguire questa carovana. Perfettamente bilingue, anglofrancese, mi sembrava perfetta.”

Per quanto riguarda la colonna sonora c’è il contributo inestimabile di Fausto Mesolella, un artista venuto a mancare recentemente:

PAOLA RANDI:Fausto Mesolella era un grandissimo musicista che aveva curato la colonna sonora insieme a Giordano Corapi che purtroppo è mancato in mezzo alla lavorazione del film, però ci ha regalato dei pezzi straordinari e credo che la sua chitarra e il suo tocco donino qualcosa di unico al film e quindi abbiamo scelto di dedicarglielo.”

Nella sua rappresentazione del mondo statunitense, la regista di Tito e gli alieni si è posta molti scrupoli onde evitare di cadere nei classici stereotipi o in una rappresentazione troppo banale. Tra i film cui ha fatto riferimento c’è anche This Must Be The Place di Paolo Sorrentino:

“This Must Be The Place era uno dei film che ho visto mentre stavo ragionando su come riuscire ad affrontare gli USA, il paese più rappresentato in assoluto in maniera non oleografica. Sorrentino sicuramente non solo è un regista straordinario ma approccia con grandissima libertà il mezzo cinematografico. Fin dall’inizio ho cercato di ribaltare la prospettiva, infatti la prima immagine ci porta dentro come se fossimo dei visitatori in un mondo all’incontrario, che è un po’ il mondo interiore del nostro protagonista. Quando parliamo di lutto parliamo di memoria recente. Gli USA sono una memoria recente, che in qualche modo appartiene a tutti, e in particolare il deserto è stato un luogo di grande sperimentazione, di utopie dell’umanità, tecnologiche, abitative… Avevo bisogno di un posto che mi restituisse la stessa sensazione.”

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