The Handmaid’s Tale 3×04: Recensione episodio “God Bless the Child”

Ecco la nostra recensione del quarto episodio della terza stagione di The Handmaid’s Tale dal titolo “God Bless the Child” (Dio benedica il figlio)
Dopo il rilascio, della settimana scorsa dei primi tre episodi di The Handmaid’s Tale 3 (qui la nostra recensione) sulla piattaforma streaming Hulu, e in Italia su TimVision, questa settimana è arrivato il quarto episodio dal titolo “God Bless the Child” (Dio benedica il figlio). Ecco la nostra recensione.

Il Battesimo in The Handmaid’s Tale
Il battesimo, nella religione cristiana è considerato il sacramento più importante di tutti, dato che la funzione lava via il peccato originale e permette la salvezza dell’anima. Secondo Dante infatti, tutti i bambini che non sono riusciti a venire al mondo o morti prima che il sacramento venisse attuato, sono situati nel limbo assieme alle anime che vissero da uomini giusti ma non cristiani in quanto nati prima della venuta di Cristo.
Il solo luogo illuminato e sereno all’interno dell’inferno. Gilead è l’inferno sulla terra e i bambini, sono l’unica gioia presente, l’unico raggio di sole in un luogo pieno di disperazione, privazione e sofferenza.

Proprio perchè il tema è il battesimo, che in questo quarto episodio di The handmaid’s Tale 3 tornano i flash back.
Parallelamente vediamo con gli occhi di June la funzione in due momenti diversi.
Il primo è in Gilead dove a tutti i neonati del distretto viene eseguito questo sacramento. Come se non bastasse alle ancelle che hanno dato alla luce i bambini, viene offerto un posto “speciale” davanti a tutte le altre, alimentando ulteriormente, la loro sofferenza.
E impensabile per ogni donna, dover assistere a quella cerimonia senza poter fare niente. Non penso possa esistere dolore più grande per una madre, di vedere il proprio figlio insieme ad altre persone. Altre persone che lo stanno crescendo al tuo posto, senza il tuo consenso e la totale impotenza di cambiare le cose.
Il secondo avviene nel passato dove assistiamo al battesimo della piccola Hannah. Ovviamente le situazioni sono completamente diverse, sentiamo perfino la volgarità di June all’interno della chiesa. Persone non praticanti, ma che desiderano comunque l salvezza dell’anima per gli innocenti.
Uno degli aspetti significativi sono proprio i versi citati all’interno delle due cerimonie, anzi tre se aggiungiamo anche quella di Nichole. I medesimo versi in delle realtà completamente opposte.
Nichole e il motivo per il quale June ha mantenuto il suo nome
Sul finale della scorsa stagione di The Handmaid’s Tale 2 June decise di consegnare la bambina ad Emily e di chiamarla Nichole, non Holly come sua madre.
Grazie al finale di puntata, riusciamo a comprendere questa da parte degli autori di questa serie televisiva. Era l’unico modo per la continuità della trama. Se il nome della neonata, fosse stato Holly, sarebbe stato molto più complicato riuscire a rintracciarla.
Emily e Oliver
Emily è salva in Canada, e per lei, è arrivato il momento di riabbracciare i suoi cari, ma come disse Moira nello scorso episodio, non c’è un e vissero felici e contenti, c’è solamente il dopo. E se tutti gli spettatori si aspettavano abbracci forti, lacrime e grida, hanno dovuto ricredersi.

Il trauma è troppo grande, le ferite sono ancora troppo profonde. Sylvia indossa una fede, ma non viene rivelato se ha una nuova compagna, si potrebbe presumere che sia così ma non viene esplicato. E’ tutto molto imbarazzante, come ammettono entrambe e quello che dovrebbe essere un momento di gioia estrema, è vissuto come un profondo imbarazzo e paura.
In qualche modo The Handmaid’s Tale cerca di abbracciare un realismo in una serie televisiva distopica.
Continua a pagina due per scoprire la terapia di coppia di Fred e Serena e le nostre conclusioni

Serena, Fred e la terapia di coppia
Serena giustamente sceglie di non presenziare alla celebrazione di Gilead. Tuttavia decide di presentarsi al ricevimento nella tenuta (per la grandezza di quel luogo, chiamarlo casa è troppo riduttivo) Putnam. E’ molto divertente osservare June comportarsi da perfetta terapista di coppia, Aiutando Fred e Serena a trovare un accordo accettabile per entrambe le parti e tornare ad essere una squadra.

Ovviamente, il suo è un gioco di potere, forse e ripeto forse, dentro di lei c’è un piccolo rimorso per tutto quello che ha fatto passare a quella famiglia, lo si intuisce quando June pensa a Fred. Arriva perfino a credere di riuscire a controllare Serena. Ma se The Handmaid’s tale insegna qualcosa, è che quando si tratta di Serena #Never A Joy, niente si può dare per scontato. Vedremo come il suo bipolarismo si manifesterà in futuro, ma, dal trailer dell’episodio della prossima settimana, non si preannuncia nulla di buono.
Conclusioni
Mi sento di dover aggiungere due note.
La prima è su Zia Lydia dove il trauma dell’attentato alla sua vita sta sfociando sempre di più, in una rabbia incontrollabile. Comprendiamo il suo dolore ma non è abbastanza per riuscire a provare pena per lei, soprattutto dopo aver aggredito in quel modo la povera Janine.

Il secondo è su OfMatthew . Nei mesi precedenti alla mesa in onda dei nuovi episodi di The Handmaid’s Tale 3 si era parlato molto di questo personaggio interpretato da Ashleigh LaThrop, definita come l’ancella devota. Con una maggiore osservazione, abbiamo compreso che OfMatthew non è un’ancella totalmente credente ai valori di Gilead. Bensì è una donna che non vuole avere problemi, rispetta le regole per cercare di vivere in pace il più possibile, non vuole avere alcun tipo di coinvolgimento con ciò che è al di fuori di Gilead.
Praticamente è una Ingnava.
Concludendo, possiamo dire in tutta tranquillità che questo quarto episodio di The Handmaid’s Tale 3 è una puntata transitoria, di preparazione a quello che dovrà avvenire. Sicuramente è mancato quel senso di angoscia che lo spettatore è ormai abituato a provare. Nonostante l’intensità emozionale di alcuni momenti come quando abbiamo osservato l’incontro di Emily con suo figlio Oliver, o quando June ha visto il video di Luke con la piccola Nichole.
Tuttavia, è evidente che qualcosa è venuto a mancare, è un episodio debole e al di sotto degli standard altissimi di The Handmaid’s Tale.
Di seguito il promo del quinto episodio di The Handmaid’s Tale 3 dal titolo “Unknown Caller”
Il qinto episodio di The Handmaid’s Tale 3, verrà rilasciato sulla piattforma streaming Hulu il prossimo 19 giugno 2019, in Italia, saranno disponibili su Tim Vision, il giorno dopo, doppiati in Italiano.
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