The Handmaid’s Tale 3: Recensione dei primi tre episodi

Ecco la nostra recensione dei primi tre episodi di The Handmaid’s Tale 3 dal titolo “Night”, “Mary e Martha” e”Whatch Out”.
Il momento che stavamo tutti aspettando è arrivato: The Handmaid’s Tale è tornato e riprende esattamente da dove l’avevamo lasciato. June come ben sappiamo, ha deciso di non scappare da Gilead insieme alla sua piccola Nichole e ad Emily perché vuole riuscire a portare prima in salvo sua figlia Hannah.

In questi primi tre episodi di The Handmaid’s Tale 3 avviene un notevole cambio di direzione da parte degli autori e degli sceneggiatori. I flashback erano una delle caratteristiche principali nella struttura narrativa delle prime due stagioni. Eravamo abituati ad osservare l’alternanza tra il presente dei personaggi e la loro vita prima di Gilead, mentre adesso la narrazione risulta più lineare veloce.
Ma i flashback non spariranno completamente dalla trama, sappiamo con certezza che ne verrà mostrato almeno uno, quello che svelerà il passato di uno dei personaggi più perfidi di The Handmaid’s Tale: Zia Lydia.
Anche la tortura avviene fuori dallo schermo: June viene punita per la sua visita ai Mackenzie (secondo Zia Lydia avrebbe meritato addirittura l’impiccagione), ma questa volta, non la sentiamo gridare mentre viene bastinada (si è il termine corretto che descrive questo tipo di tortura). La vediamo entrare in una stanza al Centro Rosso e successivamente possiamo osservare i suoi piedi flagellati.
Il simbolismo
In questi primi tre episodi di The Handmaid’s Tale 3 possiamo osservare come il simbolismo assuma un ruolo molto importante. La macchina da presa, durante l’incendio sceglie di evidenziare due momenti all’interno di casa Waterfod.
Uno è il letto delle cerimonie, che in The Handmaid’s Tale è stato nel corso delle precedenti due stagioni, il luogo testimone degli abusi di Gilead, degli stupri mensili. L’altro è lo studio del comandante Waterford, dove viene ripreso il gioco da tavolo Scarabeo incendiato, con il tabellone ancora aperto, una partita non ancora conclusa.

Per non parlare della visita oculistica di Emily. Una semplice visita, riesce a racchiudere allo stesso tempo, il terrore degli abusi subiti e la libertà di poter tornare finalmente a leggere, in poche parole la libertà.
Addio OfFred, benvenuta OfJoseph in The Handmais’s Tale 3
Un cambiamento radicale ma estremamente necessario è stato quello di vedere la nostra June abbandonare definitivamente le spoglie di OfFred per indossare quelle di OfJoseph. D’altronde, sarebbe stato inconcepibile e noioso, vederla di nuovo accanto ai Waterford.
Ma se sul finire della scorsa stagione di The Handmaid’s Tale eravamo convinti che il Comandante Lawerence fosse un alleato di Emily e della resistenza, colui che mise a rischio la sua persona ed il suo ruolo all’ interno di Gilead per permettere alla sua ancella di fuggire, oggi siamo purtroppo costretti a ricrederci.
Il comandante Joseph Lawerence in questi primi episodi di The Handmaid’s Tale 3
Si perchè l’economista, colui che creò un sistema funzionante al di là delle sue più sfrenate immaginazioni e dei suoi peggiori incubi, l’architetto di Gilead, il personaggio più enigmatico di tutti, non sembra minimamente interessato a combattere o a far parte della resistenza.
Scopriamo che l’unico motivo per il quale ha salvato Emily è la sua intelligenza, il suo capitale umano e di conseguenza, la sua utilità nel mondo. Un perfetto risolutore che vuole limitare i danni il più possibile.

Vediamo che il comandante Whitford in qusti primi episodi di The Handmaid’s Tale 3, è totalmente indifferente alle moine di June, anzi arriva perfino a ridicolizzarla, insultando l’intelligenza dei comandanti precedenti per cui June ha servito da ancella, rimproverandola per la sua predisposizione all’uso del corpo come merce di scambio.
In questo ambiente imprevedibile il comandante la metterà di fronte a una dura ma estremamente necessaria verità: ad ogni azione corrisponde una conseguenza.
June è sempre stata una persona egoista, ha sempre cercato di manipolare il prossimo per ottenere quello che voleva. Non si è mai veramente preoccupata dell’impatto che le sue azioni, avrebbero avuto sulle persone che l’hanno assecondata e aiutata. In fin dei conti, sono state loro a pagare il prezzo più alto.
Proprio per questo motivo, nel secondo episodio di The Handmaid’s Tale, vediamo il Comandante ordinare alla sua ancella di sbarazzarsi del cadavere di una Marta. Questa volta senza nessun aiuto. Hai preso una scelta, ora occupati delle conseguenze di quella scelta, senza che nessun altro ne vada di mezzo.
Continua a pagina, parleremo di Emily del Canada e dei coniugi Waterford nei primi episodi di The Handmaid’s Tale 3
Emily e il Canada nei primi episodi di The Handmaid’s Tale 3
Con i primi episodi di The Handmaid’s Tale 3 possiamo osservare come anche il Canada, da mera comparsa, sia diventato un pilastro portante della narrazione. Emily è riuscita a salvarsi e, per la prima volta, viene data allo spettatore la possibilità di scoprire cosa succede dopo, i veri effetti traumatici delle orribili esperienze vissute.

Emily è salva certo, ma è una donna completamente distrutta emotivamente. Non riesce a trovare il coraggio di mettersi in contatto con sua moglie e suo figlio. L’unico aspetto positivo è quello fisico. Infatti la sua permanenza all’interno delle colonie radioattive, non ha riportato nessun danno, anzi l’unico valore sballato rilevato dalle analisi è il colesterolo alto.
Luke
Anche Luke è spaventato dal comportamento di Emily in questi primi episodi di The Handmaid’s Tale 3. Troviamo un uomo depresso, che si sente totalmente in colpa. E’ perfettamente consapevole del fatto che sua moglie ha rinunciato alla fuga, per salvare la loro figlia e non riesce a darsi pace per questo.
So che potrebbe risultare una banalità, ma non posso fare a meno di dire che solo chi ha vissuto quel tipo di esperienza traumatica (in questo caso Erin e Moira), può capire fino in fondo, quello che Emily sta passando.
Nonostante tutto, grazie alla sua forza d’animo, Luke riesce a prendersi cura di Nichole, di quella creatura che sua moglie ha avuto con un altro uomo.
I coniugi Waterford
Per quanto riguarda i coniugi Waterford partiamo con Fred.
Fred conferma ancora una volta, di essere uno degli esseri peggiori esistenti sulla terra, la sua retrocessione non ha intaccato le sue smanie di potere e i suoi deliri di onnipotenza. E’ convinto che basterà solamente chiedere scusa alla moglie, recitando una sviolinata imparata a memoria davanti ad una prostituta (ovviamente), per mettere ogni cosa al giusto posto. Sto cercando con tutte le mie forze di trattenere gli insulti per questo personaggio, un’impresa molto difficile.
Serena è in uno stato di profonda depressione. Sebbene è consapevole che far fuggire Nichole sia stata la decisione giusta, è dilaniata dal dolore per la sua perdita.
Non ha neppure il conforto da parte di sua madre (personaggio piuttosto enigmatico, non ho ancora capito se il suo atteggiamento nei confronti di sua figlia sia dovuto a Gilead o alle scelte di sua figlia). La stessa madre che alla fine del terzo episodio, mette di fronte sua figlia alla realtà “Nel mondo in cui viviamo, senza Fred, non conti nulla”, costringendola a tornare con lui.

Conclusioni
In conclusione, questi primi tre episodi di The Handmaid’s Tale 3, sono stati capaci di regalarci un tumulto di emozioni contrastanti, una qualità sia di regia che di fotografia impeccabile, il perfetto connubio tra immagini e musiche.
Le interpretazioni dei personaggi in The Handmaid’s Tale, sono sempre di altissimo livello, gliscatti d’ira di Zia Lydia (si, è ancora viva, ma questo ve l’avevamo già detto), la depressione di Serena e il balck humor del comandante Lawerence.
Una delle scene più tristi da guardare è stata il saluto tra June e Nick, che più di un saluto, sembrava proprio un addio. Lui è diventato comandante, ed è stato assegnato al fronte, sarà difficile che potranno ritrovarsi.
Unica pecca? Aver visto Janine solo per un secondo.
Il quarto episodio di The Handmaid’s Tale 3, verrà rilasciato sulla piattforma streaming Hulu il prossimo 12 giugno 2019, in Italia, saranno disponibili su Tim Vision, il giorno dopo, doppiati in Italiano.
Di seguito il promo dell’episodio 3×04 di The Handmaid’s Tale dal titolo “God Bless the Child”
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