The Expanse 3×12 – 3×13 Recensione: C’è vita su altri mondi

The Expanse chiude la sua corsa nei canali SyFy con due episodi che sono un inno all’imperfezione umana e un inno alla vastità dell’universo.
Il confine fra rabbia e giustizia.
Anna Volovodov e Amos: due personalità distanti ma allo stesso tempo vicine. L’una, Anna, con la vita improntata alla comprensione, al perdono, alla tolleranza; l’altra Amos, con l’animo combattivo, poco propenso al perdono e fautore della giustizia sommaria. In mezzo Melba, legata e riempita di bloccanti per inibire i suoi potenziamenti e in attesa di giudizio.

The Expanse: Volovodov si lascia prendere dall’ira.
Melba è la degna figlia di cotanto padre e su questo non ci piove. Un personaggio che mette insieme la spregiudicatezza di Mao Padre alla voglia di ribellione e libertà della sorella. Ma il lato paterno l’ha portata in un labirinto nel quale per uscire devi rimuovere degli ostacoli, devi sacrificare delle persone, devi essere spietata.
Uccidere Holden è l’uscita del labirinto e non importa se per arrivarci ha spezzato vite, provocato disastri. Anna non riesce a comprendere, dopo tanti anni passati fra i reietti della società, il vero motivo per cui una donna rinuncia a se stessa per vendetta. Melba si è macchiata ai suoi occhi di qualcosa di mostruoso e tutto solo per uccidere un uomo.

The Expanse: Volovodov e Amos insieme funzionano.
Elizabeth George è un’attrice consumata e abile e il suo apporto ad un personaggio complesso come Anna è stato determinante. Il momento stesso in cui la mano di Anna si infrange nel viso della spudorata e altezzosa Melba, fa da spartiacque fra l’Anna terrestre e legata al suo senso di religiosità e benevolenza e la nuova Anna, quella cosciente del fatto che l’universo è infinito, ma l’animo umano è altrettanto complesso e forse più complicato da gestire.

The Expanse: Drummer è un personaggio femminile complesso.
Amos non cova rabbia, non è un impulsivo, ma sente dentro di sé le voci dei morti che lo spingono a premere quel grilletto a spaccare la testa di una persona così sbagliata da pensare di essere superiore persino alla giustizia. Ma Anna, dominata la sua di rabbia, riesce a dissuaderlo perché ciò li ridurrebbe a non essere migliori di Melba.
Holden depositario di una verità scomoda.
Holden è ora sulla Beemoth, prigioniero in attesa di giudizio. L’uomo più ricercato dalle 3 fazioni per le sue dichiarazioni e per la sua incredibile interconnessione con la protomolecola. Proprio da quest’ultima nasce forse la più forte opposizione fra lui e gli altri. Nel dialogo con Ashford è intuibile che esiste un solco netto fra l’agire umano e l’agire della protomolecola. La protomolecola non valuta tutto ciò che gli sta intorno come una minaccia, ma come un’opportunità. Lei difende l’idea di base dei suoi creatori che non hanno fatto altro che dare all’umanità una grande possibilità di crescita e di conoscenza, ma l’uomo saprà sfruttarla o finirà tutto in una corsa tragica e sanguinosa verso nuovi mondi?

The Expanse: Ashford prende per pazzo Holden…chi no?
Entità aliene così potenti da aver creato un qualcosa di così complesso e delicato come la protomolecola, danno alla razza intelligente più imperfetta dell’universo la chiave per esplorare decine e decine di mondi abitabili. Il motivo sta forse nel fatto che loro, malgrado il superamento dei sentimenti opposti, il loro alto grado di civilizzazione siano arrivati all’estinzione mentre la razza umana per quanto lacerata e divisa sia invece stata capace di colonizzare un sistema solare?

The Expanse: Naomi e Holden.
Di sicuro Ashford è convinto che solo la violenza può liberare le astronavi dalla morsa del cerchio, ma Holden è stato investito di una grande responsabilità e l’abbiamo visto nelle puntate precedenti. La scelta di Holden passa attraverso il fatto che lui è riuscito ad essere al centro degli eventi che stanno sconvolgendo gli umani con un equipaggio che è la sintesi perfetta della diversità umana che però funziona.
Soluzioni pacifiche o soluzioni violente.
Se da una parte abbiamo un visionario come Holden, dall’altra abbiamo il pratico ed esperto Ashford. Due personaggi che perseguono lo stesso fine ma metodi diversi. Sarà proprio questa corsa verso la salvezza non condivisa a dare sale al finale di stagione.

The Expanse: A Holden servono i rinforzi.
Ancora una volta Alex, Amos, Holden e Naomi contro tutti. Ma stavolta hanno degli alleati inaspettati, uomini e donne che pensano da sempre che la violenza non è la soluzione di tutto. Così Drummer e Anna Volovodov preferiscono il visionario al guerrafondaio, una scelta di cuore lì dove la logica avrebbe consigliato Ashford.

The Expanse: Melba prova a dare retta al cuore.
Persino Melba capisce che per redimersi davanti a tutta quella tragedia causata dal suo cieco desiderio di vendetta, deve dare retta al cuore e non alla ragione, alla visionaria idea di Holden contro ogni raziocinio.
Questo è dunque il succo della questione: la passionalità della razza umana è segno di debolezza in generale, ma proprio questa diversità che a volte può essere nefasta, tante volte può significare vita, diventa fondamentale per salvare le astronavi e forse l’intero sistema solare.
A pagina 2 le nostre conclusioni e valutazioni finali su The Expanse!
Conclusioni e valutazione complessiva della stagione 3 di The Expanse.
The Expanse si chiude con un inno alla fragilità umana e una speranza concreta di evoluzione e crescita. Questa serie non può essere etichettata solo come fantascienza, The Expanse contiene l’azione, il dramma, il sentimento e porta su un palcoscenico tecnologico ancora imperfetto, dei personaggi che hanno grande forza espressiva.

The Expanse: Volovodov prova ad usare le sue abilità oratorie.
Da Errinwright a Melba, i “cattivi” della serie non sono mai qualcosa di indefinito o forzato. Hanno ragioni valide e a volte condivisibili per il loro agire. Tutti pensano di fare il bene proprio o il bene della fazione a cui appartengono anche quando sfruttano le opportunità, uccidono o tradiscono.
I “buoni”, da Holden a Volovodov agiscono sempre restando in bilico fra la cosa giusta da fare e le scelte di pancia, dettate dalla vendetta, dalla rabbia o dal semplice pensare che è la cosa giusta ed equa da fare. Naomi consegna la protomolecola ai cinturiani non perché pensa sia qualcosa di negativo ma mossa da una sua equità che la porta a dare a tutti le stesse possibilità.

The Expanse: Amos è un istintivo.
Amos, che considero fra i personaggi più puri della serie, uccide lo scienziato di Mao perché un processo sarebbe stato del tutto inutile e non avrebbe mai potuto ripagare della stessa moneta, un uomo che ha reso la scienza un qualcosa di più vicino agli esperimenti di Mengele nei campi di concentramento.
Proprio questa umanità eterogenea, socialmente instabile, in cui la povertà è stata sconfitta solo sulla carta, è chiamata dall’evoluzione tecnologica e dalla mai esaurita voglia di esplorare, a confrontarsi con un’entità aliena che è qualcosa di miracoloso ai nostri occhi.

The Expanse: Bobbie Draper…come non amarla?
Eppure l’uomo la affronta nei molteplici modi con cui affrontiamo le cose: chi la sfrutta, chi vorrebbe eliminarla, chi vorrebbe analizzarla, chi utilizzarla a fin di bene, chi trasformarla in arma. Lo specchio dell’umanità è riflesso proprio nell’atteggiamento dell’umanità davanti al primo contatto alieno ed è difficile trovare una serie di fantascienza che riesca a offrire un quadro così esauriente delle sfaccettature della razza umana alle prese con il diverso, con l’alieno, con il mistero.
The Expanse continua la sua corsa su Amazon. Ancora è presto per dare date o capire in che modo il colosso di Bezos apporterà modifiche alla struttura della serie, ma di certo sarà una stagione assolutamente da non perdere.
Valutazione complessiva della stagione 3 di The Expanse: 9
Restate con Talky Series per essere sempre aggiornati sulle vostre serie TV preferite.