Verona, il sindaco annulla eventi dell’editoria gay su iniziativa del Popolo della famiglia

di Gianmichele Laino | 15/09/2017

sindaco annulla eventi gay

È bufera sul Festival Tocatì 2017. La tradizionale manifestazione organizzata a Verona e dedicata ai giochi di strada vive un momento difficile a causa delle tensioni tra l’amministrazione comunale (tra gli organizzatori dell’evento) e la Fondazione San Zeno. Il motivo? Nell’ambito del cartellone dell’appuntamento (che prenderà il via oggi e proseguirà per tutto il week-end) era previsto anche l’evento «Biblioteca Vivente», che proponeva, tra i titoli da rappresentare, anche «Diversamente amare», «Mio figlio gay» e «Lesbica e va bene così».

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SINDACO ANNULLA EVENTI GAY VERONA, LA RICHIESTA DEL POPOLO DELLA FAMIGLIA

Levata di scudi da parte del Popolo della Famiglia che ha chiesto al sindaco Federico Sboarina, di Forza Italia, di annullare questi eventi. E il comune ha dato risposta positiva. Niente manifestazioni sui libri proposti dall’editoria gay, quindi, in quella che appare come una vera e propria discriminazione nei confronti della comunità LGBT.

Il Popolo della Famiglia, intanto, ha motivato la sua richiesta con il fatto che, dal suo punto di vista, la manifestazione della Biblioteca vivente proponeva una cultura contraria ai valori della famiglia e metteva in piedi un «tentativo di manipolazione culturale che mina la struttura fondamentale della società». Nella serata di ieri, il Comune ha diramato una nota in cui ha dichiarato: «Dopo un confronto con l’associazione Aga, organizzatrice del Tocatì, il Comune di Verona – si legge nel comunicato – ha ritenuto che la tipologia di contenuti non fosse adeguata al messaggio culturale del festival dei giochi di strada. Pertanto la biblioteca civica non ospiterà la citata attività nelle giornate di sabato e domenica».

SINDACO ANNULLA EVENTI GAY VERONA, LA RISPOSTA DELLA FONDAZIONE SAN ZENO

La Fondazione ha dovuto prendere atto della decisione del Comune e ha commentato con amarezza quanto accaduto attraverso un post su Facebook. «Volevamo affrontare il tema dei pregiudizi e ne siamo stati vittime – hanno scritto -. Guardiamo avanti. Sempre con lo stesso desiderio, quello di immaginare il cambiamento in tutti i paesi in cui sosteniamo progetti. Oggi ancor più consapevoli che questo sia necessario anche nella nostra città».