L’ultimatum del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi: «Cambio procedure o manifestiamo a Roma»

di Redazione | 24/01/2017

sergio pirozzi luigi di maio

«Se entro sette giorni non si indicano procedure che siano confacenti allo stato di guerra che stiamo vivendo, allora il sindaco di Amatrice scenderà in campo con una manifestazione con tutta la sua gente, e il mondo sarà in piazza con noi». Il sindaco di Amatrice (Rieti) Sergio Pirozzi spiega ai microfoni di Radio Montecarlo come siano urgenti misure sul territorio. «Io penso che la classe politica debba dare delle soluzioni, io ho indicato una linea, che è quella di abbandonare le procedure di pace per procedure più snelle, perché lo scenario è quello di guerra, può anche essere sbagliata ma allora trovino altre soluzioni per accelerare processi, qui la gente sta soffrendo e rischiamo se ne vada». «Voglio ribadire ancora una volta che nessuno deve speculare sul dolore e sul disagio della mia gente – continua il sindaco della città reatina – nessuno provi ad utilizzare il fermento che c’è nella popolazione ormai spaventata e provata. Questa è una battaglia di civiltà, è una battaglia di tutti, non è di destra e non è di sinistra, è un imperativo a cui tutta la classe politica è chiamata».

LEGGI ANCHE Hotel Rigopiano, la funzionaria al telefono: «La valanga? Inventata da imbecilli»

guarda il video:

IL SINDACO DI AMATRICE SERGIO PIROZZI: PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA

«A fine dicembre- spiega il sindaco- sono venuti ad Amatrice 14 deputati che rappresentavano tutto l’arco parlamentare, e pretendo che si facciano portavoce in Parlamento di quello cui hanno assistito nella mia terra, visto che hanno toccato con mano tutti i problemi relativi allo smaltimento delle macerie, alla messa in sicurezza di edifici, alle gare e ai ritardi». «Voglio ribadire ancora una volta- conclude – che nessuno deve speculare sul dolore e sul disagio della mia gente, e se non dovessero arrivare risposte in tempi brevi sarebbe la sconfitta della ragione, allora io e la mia gente scenderemo in piazza».