Sanità: ecco gli esami specialistici a rischio pagamento

di Redazione | 21/08/2015

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Arrivano i tagli al Servizio sanitario nazionale che si aggiungeranno ai 2,3 miliardi stabiliti con il decreto Enti locali. E molti esami specialistici sono a rischio pagamento. Riporta il Messaggero:

Odontoiatria, genetica, allergologia, esami di laboratorio, Tac e risonanze magnetiche, dialisi e medicina nucleare sono i sette ambiti per un totale di 180 prestazioni su cui saranno messi vincoli, a cui il decreto di agosto ha dato il via libera. Il ministro, Beatrice Lorenzin, li ha definiti «risparmi» che si otterranno dall’applicazione del Patto per la Salute – sottoscritto tra Stato-governatori e inserito nel decreto – e che porterà, secondo le stime, 10 miliardi in 5 anni. Soldi, secondo le intenzioni da reinvestire nella Sanità stessa, per dare ai cittadini un servizio migliore, ma che il ministero dell’Economia potrebbe, almeno in parte, mettere in cassa per il 2016 (circa 2 miliardi di euro). Ma per capire quale sarà la quota dei risparmi che il governo reinvestirà nel Servizio sanitario nazionale si dovrà attendere la messa a punto della prossima manovra.

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Ecco come funziona…

Sarà lo stesso decreto ministeriale a individuare «le condizioni di erogabilità» (a cui si dovranno attenere i dottori) e le indicazioni per le visite specialistiche «ad alto rischio di inappropriatezza». Le visite e i trattamenti che sconfineranno dai futuri paletti saranno a totale carico dell’assistito. Ma a farne le spese sarà anche il medico: l’Asl potrà chiedere conto delle prescrizioni di cui non c’è reale necessità e potrà applicargli «una riduzione del trattamento economico accessorio», cioè della parte variabile dello stipendio. Stretta che riguarderà anche i medici convenzionati con il Ssn.
Le Regioni, dal canto loro, dovranno ridefinire i tetti di spesa dei privati accreditati per le visite ambulatoriali assicurando un abbattimento medio dell’1% del valore dei contratti, che riguarderà in particolare i ricoveri di riabilitazione. La revisione toccherà anche l’acquisto di beni e servizi e dispositivi medici che da soli porteranno in dote 1,33 miliardi di euro.

(foto Ansa/ALESSANDRO DI MEO)

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