Riverdale 3×10: “The Stranger” | Recensione

Finalmente siamo giunti alla rivelazione dell’oscura presenza che si cela dietro la maschera del Gargoyle King in quest’ultimo decimo episodio di Riverdale 3
L’ultimo episodio della terza stagione di Riverdale ha segnato una lenta ripresa che si stacca parzialmente dai deludenti trascorsi. Così con il decimo episodio rientriamo nel pieno della vita quotidiana cittadina, ripercorrendo alcune strade che già ci erano state proposte durante la seconda stagione. Ecco la nostra recensione dell’episodio.
Riverdale 3×10 | Recensione

Al centro del decimo episodio di Riverdale 3 c’è la scoperta dell’identità del Gargoyle King. La rivelazione è a dir poco sorprendente perché, non solo era un personaggio ormai scomparso da diverso tempo nella narrazione, ma sembra addirittura non avere nessun nesso logico. Quale sarebbe stato il movente? Non ci viene spiegato, ed infatti, personalmente, ancora stento a ritenere che sia stato Tall Boy a manovrare tutto. Ovviamente potrebbe spiegare l’avversione con i Serpents, ma appare troppo forzato come collegamento.
Molto interessante è, però, il possibile aggancio ad Hal e, quindi, al Blackhood. In questo episodio, per la necessità di Betty di voler prendere in mano la sua vita e staccarsi delle assurde, folli ed insensate scelte della madre – sempre legate alla Farm -, la ragazza si ritrova costretta ad andare a trovare il padre per la prima volta dalla sua condanna. Così Hal Cooper viene inserito nella narrazione, come possibile mente dietro gli avvenimenti degli anni ’90 a Riverdale. Il tutto potrebbe avere una sua logica – certamente maggiore di quella di Tall Boy – perché conosciamo bene il funzionamento malato della mente di Hal: a partire dall’ideale di una città pura, al voler redimere tutti i ‘peccatori’. Ma, comunque, potrebbe essere solo un arricchimento alla narrazione per far funzionare e portare avanti al meglio il mistero di Gryphons & Gargoyles.

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Trascurando questo dettaglio dell’identità Gargoyle King, seppur nella sua rilevanza, l’intero episodio si evolve bene in un concentrato di scene avvincenti e significativi collegamenti con le scorse stagioni. In alcuni momenti, infatti, sembra quasi di essere ritornati indietro ai primissimi episodi. Persino i colori, la location e i costumi, concorrono nell’imprimerci queste sensazioni.
Purtroppo, però, sembra che il punto chiave di questa terza stagione di Riverdale sia la poca analisi e lo scarso coinvolgimento del pubblico in dettagli sostanzialmente rilevanti. Al termine dello scorso episodio abbiamo visto Archie ferito a morte da una bestia, ora, invece, sembra essersi ripreso del tutto – almeno fisicamente – e ritorna in azione con una sequenza di scene che sembra essere presa dal film ‘Io sono Legenda’ con Will Smith.

“Alle 8.47 di un mercoledì mattina Archie Andrews è morto. O almeno, l’Archie che conoscevamo. Quello che è tornato a Riverdale era qualcosa di molto diverso dal ragazzo della porta accanto dai capelli rossi. È ora uno straniero.”
Ma non è questo il solo dettaglio di cui quasi non si parla, molti segreti turbano le vicende in Riverdale. Sono soprattutto i genitori dei nostri protagonisti, come abbiamo potuto osservare dell’episodio incentrato sugli avvenimenti alla Riverdale High nel ’90, che nascondono legami e dettagli, che si spera verranno approfonditi nel corso delle prossime puntate.
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