Report, «Onore al merito»: la saga dei Monorchio e del loro presunto coinvolgimento nel malaffare sulla Salerno-Reggio Calabria

di Gianmichele Laino | 30/05/2017

PROCURA DI PERUGIA

Una rubrica settimanale quella di Report sui rapporti di parentela nella gestione di cariche e di incarichi. Nella puntata di ieri, 29 maggio, il programma di inchiesta di Rai Tre si è concentrato sulla vicenda che avrebbe coinvolto Andrea Monorchio – ex ragioniere dello Stato – e il figlio Giandomenico, arrestato nell’ambito delle indagini sul malaffare per la costruzione della Salerno-Reggio Calabria.

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IL SERVIZIO DI REPORT SU GIANDOMENICO MONORCHIO

Quella scoperta dal giornalista di Report Luca Chianca è una vicenda su cui la magistratura sta ancora facendo luce. A Giandomenico Monorchio, la Salini-Impregilo, ditta costruttrice, aveva affidato la nomina di direttore dei lavori di un tratto della Salerno-Reggio Calabria. Questo in virtù della legge Lunardi che permette alle aziende private di scegliere delle proprie figure di riferimento per effettuare queste operazioni.

Tuttavia, Monorchio jr. è accusato di aver creato una società parallela che prendeva commesse da quelle stesse ditte che era incaricato di controllare. Un vero e proprio conflitto d’interessi, se confermato.

Inoltre, un’altra ombra inquietante sulla vicenda viene prodotta dal fatto che l’ex ragioniere dello Stato Andrea Monorchio, il padre di Giandomenico, è passato ad avere un ruolo nell’autorità di vigilanza dei contratti pubblici, oggi sostituita dall’Autorità anti-corruzione. Sulla vicenda è intervenuto anche l’attuale presidente dell’Autorità Raffaele Cantone, le cui parole suonano abbastanza chiare: «Secondo voi – dice Cantone – perché l’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici è stata soppressa? Conoscete altri casi di autorità soppresse con decreto legge?».