Ranucci «Marino senza visione, gli auguro di essere ricordato come Rutelli e Veltroni»

di Marco Esposito | 27/07/2015

raffaele ranucci

Il Pd? Deve trovare il coraggio di aprirsi, di non parlare sempre e soltanto tra i soliti noti. Il lavoro di Barca? Non mi piacciono le pagelle. Orfini commissario? Perché è il presidente del Partito, altrimenti un romano non lo avrei nominato. Le Primarie? Assolutamente contrario. Marino? Mi auguro per lui che come sindaco venga ricordato come Rutelli e Veltroni.

E’ un Raffaele Ranucci molto preoccupato per la situazione in cui versa la sua città Roma, negli ultimi giorni finita anche sui più importanti giornali internazionali. Non per raccontarne il fascino o la bellezza: tutt’altro. Sul New York Times l’altro giorno si parlava di una Roma che sfiorisce, afflitta dai suoi problemi, che sembrano cancellare la sua straordinaria storia, la sua splendente bellezza. Ranucci ha lavorato a stretto contatto sia con Francesco Ruttelli, sia con Walter Veltroni. Era un’altra epoca, in cui il Pil della città cresceva anche a doppia cifra, in cui Roma era la regina della Cultura. Un periodo in cui il “Modello Roma” veniva esportato a livello nazionale. Oggi questi tempi sembrano molto lontani.

ranucci commenta marino

Eppure di quel passato di Roma Marino non ha mai parlato bene, di Rutelli addirittura ha detto che è un politico del secolo scorso.

Mi auguro che Marino possa essere ricordato come oggi vengono ricordati Rutelli e Veltroni per quello che di positivo hanno fatto per questa città. Ecco, gli posso fare questo augurio di essere ricordato nello stesso modo.

Cosa bisogna cambiare nella politica romana?

Mi auguro un cambio di passo di tutta la politica; la politica romana deve cambiare. Deve smetterla di essere chiusa nei suoi circoli e nei suoi modi di interloquire, si interloquisce troppo spesso per caste. I cittadini romani hanno diritto di avere altri tipi di interlocuzione. La politica sia con Ruteli, sia con Veltroni ha avuto una visione.

Come è la Roma di Marino?

Siamo alla gestione quotidiana, alla gestione delle emergenze. Con Veltroni Roma e Parigi erano allo stesso livello, oggi questa dimensione internazionale non c’è. Basta guardare al nostro turismo: di bassissima qualità. Roma viene consumata dal turismo, non è vero che fa soldi con il turismo. Non c’è lotta all’abusivismo, per esempio.

I sondaggi dicono che 8 romani su 10 bocciano l’amministrazione di questa città. Anche nelle cose basilari. I suoi cittadini denunciano il degrado di Roma. Dopo il periodo di Alemanno in molti si aspettavano un cambiamento.

Il degrado nasce con Alemanno. La prima cosa che fece fu togliere le strisce blu. Al romano bisogna dare delle regole; se tu lo abitui al fatto che non ci sono regole, il romano, che ha già un’attitutine a non rispettarle, man mano si discosta sempre di più dall’osservarle. Ed è la politica che deve essere da esempio, che deve dare queste regole. Le varie campagne di questi giorni sui social, che immortalano sempre più la sporcizia ed il degrado nella città, raccontano proprio questo. L’immagine che i cittadini hanno avuto di Roma è stata quella di una città in cui si potesse fare di tutto. Alemanno ha occupato le municipalizzate, usandole a fini propri, clientelari ed elettorali. In quel periodo io chiedevo che il Pd non accettasse alcun posto nei cda e facesse un passo indietro per prendere le distanze da quella Roma.

Ranucci si ferma e ci mostra una cartellina, dentro ci sono tutte le interrogazioni in cui chiedeva notizie sui “personaggi” che sono diventati i protagonisti delle cronache giudiziarie capitoline: Mockbel, Panzironi, Mancini

Torniamo al Pd invece…

Invece il PD riteneva che la politica si facesse occupando i posti. La politica non si fa facendo opposizione di giorno e gli accordi di notte. La politica alta si fa facendo opposizione dura quando le cose non vanno, e facendo progetti per cittadini. Nel tempo, purtroppo, a Roma si è abbassata la qualità della politica e della classe dirigente

Che ne pensa del lavoro di Barca e Orfini

Io diffido sempre delle pagelle (si riferisce al rapporto barca). Ci sono alcune cose molto buone come il commissariamento di Ostia per esempio. Ma rimaniamo sempre in una discussione tra pochi, all’interno dei soliti noti. Il Pd deve aprirsi a persone nuove, anche non iscritti al Pd, che vengono da altre esperienze e che vogliano collaborare per migliore la città.

E del lavoro di Orfini? Avrebbe messo un romano a fare il commissario del Pd Roma?

Diciamo che Renzi non ha messo un romano, ha messo il presidente del Partito; fosse stato solo romano non lo avrei messo. Tanto che Orfini ha scelto un torinese per commissariare Ostia.

Mi scusi è possibile che nel Pd nessuno si sia accorto di quello che stava accadendo, di quello che stava diventando il Pd romano?

Forse qualcuno se ne era accorto, ma forse faceva comodo non accorgersene

Marino è in grado di ripartire o a questo punto meglio andare il voto?

Penso che andare al voto sarebbe sbagliato, il Pd avrebbe poche chanches di vincere. Dall’altra parte avremo contro il Movimento 5 Stelle rafforzato da questa lunga fase di proteste e Marchini, un manager in grado di prendere voti a destra e sinistra. Qui però non c’è bisogno solamente di uno che vinca, ma di qualcuno che sappia governarla questa città. In passato invece è stato cercato più chi potesse vincere contro i grillini.

Si fa gran parlare di una nuova “supergiunta” per far ripartire questa amministrazione.

Non serve la “SuperGiunta”, servono persone capaci, che sappiano dove mettere le mani. Il grande cambiamento deve essere fatto soprattutto nei vertici amministrativi, negli uffici. Bisogna fare levare ogni incrostazione.

Anche fare la rotazione dei vigili è problematico in questa città.

Ecco, prendiamo i vigili. I vigili devono diventare un corpo come quello della polizia. Non devono fare attività amministrativa. I vigili sono una categoria straordinaria, che sono stati un simbolo per questa città, devono ritrovare l’orgoglio di essere vigili. Come c’era un orgoglio di essere dei lavoratori dell’Atac. Pensiamo ad Alberto Sordi e al suo vigile. Si raccontava una storia meravigliosa, dell’aspirazione di molti romani, dell’orgoglio di essere romani. Bisogna riscoprire quell’orgoglio.

Per scegliere il nuovo candidato sindaco di Roma userebbe le primarie?

Sono assolutamente contrario alle Primarie, sono diventate un gioco di potentati, sono ormai congressi all’interno del partito. Io credo che bisogna trovare il profilo giusto e candidarlo, confrontandosi all’interno del partito o della coalzione. Le primarie non hanno mai portato grandi sindaci.

E’ contro alle primarie in generale o per la scelta di un sindaco?

No, in generale. Il Partito deve avere il coraggio di scegliere il migliore. Il partito deve dire prima il profilo del suo candidato, e poi scegliere la persona con cui presentarsi ai cittadini. Rischiano, le primarie, di essere un altro modo per chiudersi, per tagliare fuori eventuali candidati

In questo caos sta arrivando il Giubileo? Marino può farcela da solo o deve essere aiutato?

Il fatto che ci sia il prefetto Gabrielli, un punto di riferimento positivo per la città di Roma, mi sembra una garanzia per una buona riuscita del Giubileo. Soprattutto, ricordo che il Giubileo del 2000 fu fatto senza scandali, senza leggi straordinarie, in modo efficiente e senza sprechi

Se la sente di dare un consiglio a Marino?

Non è mai facile dare un consiglio ad un sindaco. Credo che lui debba guardare in faccia tutti i suoi assessori. Non difenderli anche se li ha nominati lui, vedere quelli che sono efficienti ed efficacia quelli no. E poi affrontare subito tre questioni abusivismo, immondizia, e il trasporto pubblico. Sono tre cose che colpiscono chi vive e chi arriva a Roma. Sono le tre cose su cui mi concentrerei sin da subito.

Lei è stato tra i protagonisti dell’avventura della candidatura olimpica per il 2004. Roma perse per sei voti contro Atene.

Fu un avventura che finì male, ma che fu comunque positiva. Avevamo a disposizione un budget che era un decimo di quello di Atene. Non ci fu neanche uno scandalo, nessuno trovò nulla da dire. La Guardia di Finanza ci passò al setaccio per nove mesi, alla fine ci fecero i complimenti.

Però con i grandi eventi ci siamo scottati. Penso a Tor Vergata e alla famosa Vela di Calatrava

Questa potrebbe essere l’occasione per portarla a termine. Sono stati spesi già 250 milioni, penso che aggiungerne cento e finirla sarebbe utile.

Ma oggi Roma può vincere questa corsa?

Roma la può vincere questa corsa, perché ha già delle strutture pronte. Mi ricordo che alcuni progetti che avevamo previsto, come la terza corsia del GRA, sono stati poi realmente realizzati. Abbiamo bisogno di un paese unito, un progetto credibile e sostenibile. A Roma manca un Campus Unviersitario, che possa ospitare alunni e professori dall’estero, e che potrebbe essere usato come Villaggio Olimpico. Ma per cominciare da subito Roma deve diventare la città senza abusi: dalla macchina in seconda fila fino alla merce di contrabbando.