Il portale della regione Lombardia che non funziona perché usa ancora Flash

Dal 12 gennaio, Adobe ha bloccato la possibilità di visualizzare i contenuti Flash

Redazione 22 Gen 2021
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Cose non molto flash. Eppure, visto soprattutto il periodo, sarebbe stato fondamentale agire con rapidità. Il portale della regione Lombardia che serve per accedere agli ECM – ovvero l’educazione continua in medicina – risulta non più accessibile da qualche giorno. Il motivo? Utilizzava Adobe Flash, il programma che permetteva di vedere alcuni contenuti multimediali online. Flash è un sistema piuttosto datato per costruire i siti web, nel corso degli anni è stato superato da nuove tecnologie e – per questo motivo – dal 31 dicembre 2020 Adobe lo ha completamente smantellato. In più dal 12 gennaio, tutti i siti che si avvalevano di quella tecnologia risultano non facilmente raggiungibili.

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Portale Regione Lombardia, il problema con Flash

La Regione Lombardia, evidentemente, ha dimenticato di aggiornare quella parte del suo sito web. E non è una cosa da poco: si tratta di un programma fondamentale per la formazione medica, un programma che è stato reso obbligatorio in diversi Paesi del mondo per ogni operatore sanitario. Anche in Italia l’ECM è obbligatorio dal 2002: un periodo di tempo abbastanza ragionevole per ipotizzare che – da allora – il portale dedicato della Regione Lombardia ha subito ben pochi aggiornamenti.

In un periodo in cui stiamo faticosamente emergendo da una gravissima pandemia globale – nell’ambito della quale la Lombardia è stata una delle regioni più colpite -, sarebbe stato opportuno per gli operatori sanitari lombardi avere accesso a un portale aggiornato di formazione. Invece, come è stato prontamente segnalato dall’utente @The_Beyond_One, il sito ECM.regione.lombardia.it risulta inaccessibile, proprio dal 12 gennaio, quando Flash ha smesso di fornire i suoi servizi al pianeta.

Un vero e proprio paradosso – visto anche il largo anticipo con cui Adobe aveva annunciato la dismissione di Flash – che si innesta benissimo in quel filone, ancora troppo sottovalutato nel nostro Paese, della sovrapposizione tra istituzioni, servizi alla persona e tecnologia.