Il cappellano di Poggioreale sull’evasione: «È la cosa più naturale che possa accadere»

di Enzo Boldi | 26/08/2019

Poggioreale
  • Le parole di don Franco Esposito su Facebook

  • Non giustifica l'evasione ma punta il dito sulla vera funzione della pena detentiva

  • Questione che, secondo il cappellano del carcere, non sarebbe tra i crismi del carcere napoletano

La notizia dell’evasione di Robert Lisowski dal carcere di Poggioreale ha messo in evidenza una falla nel sistema di sicurezza della prigione napoletana. Il 36enne di origini polacche, arrestato nel dicembre del 2018 per omicidio, è riuscito a fuggire dalla struttura detentiva utilizzando un metodo da film: una serie di lenzuola legate tra loro a mo’ di fune per calarsi da una delle finestre. Poi la sparizione nel nulla, l’allarme delle forze dell’ordine e la paura tra la gente provocata anche dagli allarmi lanciati non appena è stata diffusa la notizia dalla stessa polizia. Il tutto è avvenuto durante la messa domenicale. E anche il cappellano del carcere di Poggioreale ha commentato l’accaduto, dicendosi per nulla sorpreso e lanciando gravi accuse.

«Perché stupirsi davanti ad una evasione dal carcere, è la cosa più naturale che possa accadere. Quello che è innaturale è tenere rinchiuse delle persone in una situazione disumana e degradante – ha scritto don Franco Esposito sul suo profilo Facebook -. Con questo non sto assolutamente giustificando l’evasione di un pericoloso criminale (questo almeno secondo gli organi di informazione) ma vorrei spostare l’attenzione sul fatto che carceri come quello di Poggioreale non hanno certamente i requisiti per essere rieducativi e non servono certo al reinserimento della persona detenuta nel tessuto sociale. Allora mi domando se il carcere non è questo, qual è il suo compito a cosa serve?». 

Un attacco alla struttura e ai metodi rieducativi che, secondo il cappellano della struttura carceraria, non vigono all’interno di Poggioreale. Come sottolineato dallo stesso don Franco Esposito, le sue parole non vogliono giustificare la fuga di Robert Lisowski, ma puntano su un nervo scoperto che riguarda la vera funzione che dovrebbe avere una pena detentiva. «Eppure il compito che la costituzione dà a questa istituzione è quello di far sì che attraverso la pena il detenuto raggiunga una sua maturità sociale prendendo coscienza del male compiuto e iniziando una vita legale nel rispetto delle regole – prosegue il cappellano di Poggioreale -. Quindi se un carcere non riesce a fare quello che la costituzione gli affida diventa una struttura anticostituzionale e quindi fuorilegge».

(foto di copertina: da profilo Facebook di don Franco Esposito)