Opus Dei, la Chiesa del cilicio?

di Tommaso Caldarelli | 08/06/2015

opus dei escrivà de balaguer

L‘Opus Dei: la realtà ecclesiale fondata nel 1928 in Spagna da Josemaría Escrivá de Balaguer, dichiarato santo per la Chiesa Cattolica da Papa Giovanni Paolo II nel 2002, è ad oggi una delle più importanti per numeri, potenza, importanza e anche – va detto – per controversie dell’intera ecumene cattolica. Ad oggi, secondo i dati ufficiali, conta 90mila fedeli in tutto il mondo e più di 2mila sacerdoti: numeri in continua crescita da quando è stato iniziato il conteggio, nel 1987. Cinque anni prima, nel 1982, la prelatura della Santa Croce e Opus Dei veniva elevata al rango di prelatura personale. Ad oggi, è l’unico caso in cui ad una realtà ecclesiale viene concessa tale definizione.

OPUS DEI, COSA E’

Siamo nel 1928. Josemaria Escrivà (in copertina), sacerdote spagnolo, ha un’intuizione, una vocazione. La Chiesa del tempo, profondamente preconciliare e incardinata nei riti tridentini, e per di più quella spagnola, particolarmente tradizionalista, si regge sull’assunto che solo i consacrati – sacerdoti, diaconi, religiosi – possano vivere in piena comunione con Dio. Escrivà capisce che si può fare di più.

 Secondo quanto da lui stesso raccontato, il 2 ottobre 1928 durante un ritiro avrebbe avuto una ispirazione mistica e avrebbe compreso il compito della sua vita che Dio gli avrebbe affidato: far sì che i “cristiani inseriti nel tessuto connettivo della società civile – con la loro famiglia, gli amici, il lavoro professionale e le loro nobili aspirazioni – comprendano che la loro vita, così come è, può essere l’occasione di un incontro con Cristo, ed è pertanto una strada di santità e di apostolato”

Così un passo della biografia di San Josemaria Escrivà, riportata da Wikipedia; l’intuizione del prete nato in un piccolo paese dell’Aragona anticipa di moltissimi anni le intuizioni che saranno proprie del Concilio Vaticano II, che parla di vocazione universale del cristiano alla santità. Il nome della realtà, ancora molto indistinta, che Josemaria Escrivà stava costruendo, gli venne dopo un colloquio con il suo confessore: “Il nome venne scelto da Escrivà de Balaguer al termine di un colloquio con il suo confessore del 1930 (padre Sánchez) che gli chiese: “Come va quest’opera di Dio?” Per strada pensò: “opera di Dio, Opus Dei!…lavoro di Dio. È il nome che cercavo”, riporta ancora la biografia ufficiale del fondatore.

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OPUS DEI, SEGRETA RESISTENZA O COLLABORAZIONE CON FRANCO?

Fra il 1928 e il 1933 Escrivà si dedica alla creazione delle basi della sua missione. Nel 1930 per ispirazione divina Escrivà comprende che l’Opus Dei deve essere aperto anche alle donne, nel 1933 apre il primo centro della Prelatura, “la Accademia DYA, rivolta soprattutto a studenti, nella quale si danno lezioni di Diritto e di Architettura”, scrive la cronologia ufficiale del movimento. Ma a mettersi di traverso rispetto al progetto di Escrivà è lo scoppio della guerra, e sopratutto il rapporto, difficile e controverso, con la dittatura di Francisco Franco: “Lo spirito dell’Opus Dei è l’esatto opposto dello spirito falangista”, dissero inizialmente i servizi segreti della Falange di Franco, perché il sacerdote si opponeva all’uso strumentale del cattolicesimo che il dittatore spagnolo pretendeva di fare, riporta uno storico del movimento falangista. Ma ci sono altre fonti che invece sostengono che l’Opus Dei ebbe un ruolo “fondamentale” nella crescita della falange spagnola, mentre è certo e acclarato che otto ministri del regime franchista furono appartenenti alla Prelatura Personale. In una lettera inviata da Escrivà a Francisco Franco si legge: “Nonostante io sia alieno a qualsiasi attività politica, non posso che gioire in quanto prete e in quanto spagnolo, che il capo di stato del paese proclami che la Spagna accetta la legge di Dio secondo la dottrina della Chiesa Cattolica, una fede che ispirerà la sua legislazione”.

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L’espansione dell’Opus dei dal 1928 ad oggi / Wikimedia Commons

OPUS DEI, COME ENTRARE

L’Opus Dei viene elevato nel 1982 al rango di Prelatura Personale. Attualmente, è l’unica realtà ecclesiastica a potersi fregiare di un tale titolo. Una Prelatura Personale è sostanzialmente una “sezione” della Chiesa Cattolica, come una Diocesi, che è “una sezione territoriale” della cattolicità. La Prelatura Personale è un raggruppamento di sacerdoti e laici non vincolato ad un singolo territorio che dipende dalla Congregazione dei Vescovi; in questo senso, l’Opus Dei è totalmente diversa dalle altre associazioni laicali, come i focolarini, che fanno capo al Pontificio Consiglio per i Laici; l’Opus Dei è retto da un Pastore, che può essere anche un vescovo, nominato direttamente dal Papa, e che è titolato ad “incardinare i chierici, erigere un seminario e, in generale, esercitare il governo pastorale della sua prelatura”. L’Opus Dei è composto da varie categorie di affiliati: ci sono i consacrati, i sacerdoti e i diaconi, che svolgono il loro ministero all’interno delle normali diocesi ma sono poi associati anche all’Opus Dei. Ci sono poi i numerari, che sono “fedeli (sacerdoti e laici) che vivono nel celibato apostolico e garantiscono la massima disponibilità personale per le attività apostoliche proprie della Prelatura; possono abitare nella sede dei centri della Prelatura”; ci sono gli “aggregati“, “quei fedeli che, vivendo pure nel celibato apostolico, hanno delle responsabilità determinate (di tipo personale, familiare o professionale) che li impegnano in permanenza ad abitare presso la propria famiglia di origine e a limitare la disponibilità pratica per i compiti apostolici o di formazione dell’Opus Dei”. Infine, i soprannumerari, “fedeli, coniugati o no (in quest’ultimo caso senza l’impegno del celibato), che – condividendo la medesima vocazione divina di tutti gli altri – partecipano in pieno all’apostolato dell’Opus Dei ma adattano la loro disponibilità in rapporto alle attività apostoliche, alle concrete esigenze derivanti dagli impegni familiari, professionali e sociali”. A margine, i cooperatori, che aiutano la Prelatura con azioni e sostegno esterno.

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OPUS DEI, UNIVERSITA’ DI MEDICINA: IL CAMPUS BIO-MEDICO

Un universo variegato, insomma, che è diventato negli anni una potenza di livello veramente mondiale; una potenza basata sulla particolare spiritualità dell’Opus Dei, che porta agli estremi la considerazione della vita laicale.

Lì dove sono le vostre aspirazioni, il vostro lavoro, lì dove si riversa il vostro amore, quello è il posto del vostro quotidiano incontro con Cristo. È in mezzo alle cose più materiali della terra che ci dobbiamo santificare, servendo Dio e tutti gli uomini. Il cielo e la terra, figli miei, sembra che si uniscano laggiù, sulla linea dell’orizzonte. E invece no, è nei nostri cuori che si fondano davvero, quando vivete santamente la vita ordinari

Questo il messaggio, radicale nella sua semplicità del fondatore. Un messaggio di impegno per i laici cattolici che ha portato in giro per il mondo una fioritura di opere, istituzioni e realtà di pregio e notorietà decisive. Fanno capo all’Opus Dei due università a Roma, il Campus Bio Medico e la Pontificia Università della Santa Croce, il primo dedicato alle materie mediche e scientifiche, la seconda specializzata in Filosofia, Teologia e scienze sociali. Collegi universitari sono presenti in Inghilterra, Germania, Francia, Austria, Svizzera, Portogallo, Irlanda, oltre che naturalmente in Spagna da cui l’Opus Dei promana, dove l’Opus Dei ha fondato università, cliniche ospedalieri, collegi e altre istituzioni di formazione e cura.

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Il campus Biomedico a Roma

OPUS DEI, IL CILICIO E LE CRITICHE

In giro per il mondo opere della Prelatura Personale sorgono in Kenia, in Congo, in Giappone, nelle Filippine, a New York, a Chicago, nel Messico, Guatemala, Perù, Cile, Argentina: le attività principali sono sopratutto formative e assistenziali, ma queste sono solo le istituzioni. Sono le famiglie il vero cuore dell’Opus Dei, affiliati alla prelatura che vivono la loro vita laicale nella testimonianza dello stile di vita proposto dalla prelatura. Uno stile di vita che, raccontano al solito molte testimonianze reperite online, non manca di ombre. L’Opus Dei esiste da moltissimo tempo, e così il materiale raccolto non è davvero poco; è disponibile addirittura un portale, l’Opus Dei Awareness Network – Odan, ovvero il Network di Consapevolezza sull’Opus Dei. In esso vengono raccolte informazioni e testimonianze su quelle che vengono definite le “pratiche controverse” della Prelatura Personale della Santa Croce. Uno dei “classici” delle controversie riguardanti l’Opus Dei è la questione della mortificazione personale: secondo l’Odan le pratiche corporali mortificanti sono “obbligatorie” per i fedeli numerari, sono proprio esse a permettere “la piena vita nello spirito dell’Opus Dei”.

opus dei cilicio
Un cilicio

Notissimo l’uso del cilicio, la catena chiodata che ogni fedele numerario deve indossare “almeno due ore al giorno” salvo che nelle feste comandate (Costituzione dell’Opus Dei, 147), ma è comune anche la pratica dell’autoflagellazione, e il cosiddetto “minuto eroico”: i fedeli numerari sono incoraggiati a “saltare giù dal letto” la mattina al primo bussare alla porta, e a baciare il pavimento. Il cuore ringrazia.

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OPUS DEI, MASSONERIA GLOBALE?

Non mancano le critiche riguardanti il ruolo della donna nei ranghi dell’Opus Dei: la Prelatura personale è aperta alle donne, il che di per sé fu una grande novità nell’ambito delle associazioni ecclesiali. Ma i numerari dell’Opus Dei celibi e le loro controparti femminili vivono nella più stretta separazione durante i loro esercizi spirituali: non solo, le donne visitano ogni sera i centri dell’Opera per cucinare per gli uomini e lasciano la struttura senza interazioni sociali di nessun genere. Cucinano per gli uomini, visto che Jose Maria riconobbe che nonostante l’uguaglianza di uomini e donne, i centri per gli uomini potessero richiedere un’influenza femminile per funzionare al meglio”. C’è poi quella strana storia dell’indice dei libri proibiti: una lista di opere letterarie per le quali i membri della Prelatura personale, prima di leggere, devono  ricevere dal loro superiori la formale autorizzazione. Esisterebbe una sorta di graduatoria a sei scalini: il sesto grado della lista dei libri proibiti sarebbero le opere che i fedeli dell’Opus non possono leggere se non con un’autorizzazione speciale del prelato romano. Ecco alcuni autori che sarebbero inseriti nella lista dei libri proibiti.

 Woody Allen, Isabel Allende, Karen Armstrong, Margaret Atwood, Judy Blume, Roberto Bolano, Joseph Campbell, Gustav Flaubert, Allen Ginsberg, Mary Gordon, Gunter Grass, Andrew Greeley, Herman Hesse, Adolph Hitler, John Irving, James Joyce, Carl Jung, Eugene Kennedy, Jack Kerouac, Stephen King

L’Opus Dei è poi una potenza mondiale. Abbiamo già accennato agli istituti universitari di cultura che farebbero capo alla prelatura della Santa Croce: c’è poi un universo, una sorta di ecosistema di fondazioni, di opere pie, di aziende, di scuole.  Una ragnatela di realtà di dimensione globale che hanno fatto definire l’Opus Dei, da parte di qualcuno, come una sorta di massoneria globale, una specie di agente del nuovo ordine mondiale.

Tutte le immagini: Wikimedia Commons