Omicidio Luca Varani, Valter Foffo “Mi urlano assassino. Manuel? Lo prenderei a calci”

di Redazione | 15/03/2016

Valter Foffo intervista

VALTER FOFFO, L’INTERVISTA AL PADRE DI MANUEL FOFFO –

Non smette di parlare Valter Foffo, nonostante le polemiche seguite alla sua intervista in esclusiva a Porta a Porta. A differenza della famiglia Prato – in silenzio fin dall’inizio, se si escludono poche parole affidate al sito del padre di Marco (e a una presunta confidenza anonima di una presunta amica della sorella Marianna, riportata da Il Messaggero -, il padre di Manuel, proprietario dell’appartamento in cui si è consumato l’orrore delle torture e della morte per dissanguamento di Luca Varani cerca la catarsi attraverso l’esposizione mediatica.

LEGGI ANCHE: OMICIDIO LUCA VARANI “LO COLPIVAMO, SI RIPRENDEVA SEMPRE”. E’ MORTO DISSANGUATO

Forse anche un modo per togliere attenzione al figlio, di cui non si trovano foto, se non una in bianco e nero, forse di un documento, e tanto meno profili social. Una discrezione anche eccessiva, visto il personaggio.
Comunque questa volta, all’uscita della sua agenzia assicurativa a due passi dal palazzo dell’omicidio, a intervistarlo è Lorenzo D’Albergo, de la Repubblica.

Subito gli viene chiesto della volontà del figlio Manuel di ucciderlo – “Volevo uccidere mio padre, volevo vendicarmi di lui” -, l’elenco davanti al pm di una lunga serie di frizioni in famiglia. Dal motorino alla macchina.

Ho sentito, ma non è vero. Andatevi a leggere gli atti. Questo non c’è scritto da nessuna parte. Non ci sono ancora i nuovi verbali. […] Non ne so nulla, mio figlio verrà riascoltato a breve. Vedremo.

E sulle preferenze per il fratello Roberto, rifiuta ogni addebito del figlio.

Non scherziamo. Abbiamo cresciuto i nostri figli allo stesso modo, non sono mai state fatte differenze tra i due.

Sulla partecipazione a Porta a Porta, gli viene chiesto se tornerebbe a difendere Manuel in tv.

Non si tratta di difendere. Io ho raccontato soltanto la verità, non ho difeso nessuno. Aspetto l’esito delle indagini. Mi lasci dire che ho piena fiducia in tutti, nelle indagini della magistratura e dei carabinieri. Ora è tutto in mano al mio avvocato.

Poi, parla del momento in cui rivedrà quello che ha lasciato come figlio, forse viziato, e ritrova come assassino.

LEGGI ANCHE: OMICIDIO VARANI, IL MACABRO CASTING PER IL FESTINO GAY

Cosa gli direi? Lei non sa i calci che gli darei in questo momento. Ma ora penso ad altro. […] Alla famiglia di Luca Varani. Ci incontreremo sicuramente nei prossimi giorni. Chiederò loro scusa. Ci sono tre famiglie che hanno visto la loro esistenza andare in frantumi. Siamo tutti disperati. Il dolore è tanto gliel’assicuro. […]. Sto per andare dal mio avvocato, spero di vedere Manuel oggi o domani. Ma non so neanche se avrò il coraggio di parlargli. Sono distrutto. A volte penso di svegliarmi da un momento all’altro da quest’incubo, che sia tutto un brutto sogno.

Il dolore è tanto. Come quello della moglie di Valter, la madre di Manuel. A lei quest’ultimo ha chiesto gli stracci e il sapone con cui pulire le sangue e le tracce del delitto efferatissimo. “Non mi interessa, non voglio parlare. Sto male” dichiara a chiunque la avvicini, eppure dovrà farlo ancora, per ricostruire il profilo del figlio e perché i carabinieri del comando provinciale di Roma, sempre a quanto riporta Repubblica, lavorano sull’ipotesi che qualcuno aiutò a ripulire la casa dopo il massacro, quella mattina del 4 marzo.

LEGGI ANCHE: L’OMICIDIO LUCA VARANI, PER PUNTI

E tra i 24 potenziali testimoni già ascoltati, c’è stata anche lei, che abita sotto al figlio e ha detto “qui gira un sacco di gente. E’ un palazzo strano”. E lei, però, del “traffico” a casa del figlio, non si è accorta di nulla. Ma su questo, il marito Valter, fa scudo.

Ma guardi sicuramente non può aver capito cosa fosse successo. Abbia pazienza. Se avesse visto il sangue se ne sarebbe accorta, no?

E infine, entrando nella sua Punto biana, Foffo racconta l’avvilimento del linciaggio morale a cui è sottoposto quotidianamente.

Ci gridano “assassini”. Che glielo dico a fa’? E’ una cosa vergognosa. Si divertono sulle disgrazie altrui. Capisco i giornalisti che lo fanno per professione. Ma ora bisogna vedere come andranno a finire le cose. Aspettiamo di capire di chi siano le responsabilità. Immagini come posso sentire in questo momento.