“Non voglio disturbare”: le ultime parole di Ennio Morricone

di Daniele Tempera | 06/07/2020

Auditorium Ennio Morricone
  • È stato diffuso oggi il necrologio che Morricone ha scritto prima di morire

  • C'è l'addio doloroso ai propri cari e alla propria compagna

  • Ma c'è anche la volontà di uscire in punta di piedi dal mondo terreno. I funerali si terranno, per questo, in forma privata

Funerali in forma privata per “non disturbare”: è questa l’ultima volontà di un gigante della nostra musica e del nostro cinema come Ennio Morricone. Il Maestro ha scritto infatti, prima di morire, il suo necrologio e lo ha consegnato al legale che lo ha letto questa mattina ai cronisti. Un testo che è una summa di sobrietà, una vera e propria testimonianza dello spessore del Maestro.

Si apre con un semplice: «Io, Ennio Morricone, sono morto» per poi precisare «lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicini e anche a quelli un po’ lontani, che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti. Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto fraterni in questi ultimi anni della mia vita. C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare nessuno».

Il saluto più doloroso e struggente è poi per i famigliari e per la sua compagna di vita: «Voglio ricordare con amore le mie sorelle e i loro cari e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto intenso e profondo ai miei figli, mia nuora, i miei nipoti. Spero che comprendano quanto li ho amati. Per ultima Maria, ma non ultima. A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A lei va il mio più doloroso addio».

Il legale ha poi precisato che il testamento è stato scritto prima della “caduta” rivelatasi poi fatale e che alle esequie, che si terranno in form privata, parteciperanno solo i famigliare e uno o due amici.  Nell’era dell’ostentazione di tutto, dalla gioia al dolore,  ci lascia un gigante, anche di misura e sobrietà.