Il New York Times e l’Italia «come un festival musicale»

di Redazione | 29/01/2019

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  • L'Italia descritta in un editoriale di Beppe Servergnini sul New York Times come un festival musicale

  • «Per gli italiani - si spiega - la disarmonia è un segno di salute, decenza e gioia di vivere. Nessun governo populista può cambiarlo»

«La politica è uno spettacolo e ogni paese ha il suo preferito». Ad esempio gli Stati Uniti hanno Hollywood e i suoi classici protagonisti: l’anziano eroe, il deserto, il confine, il denaro. La Francia rievoca periodicamente la sua Rivoluzione, come avviene oggi con i gilet gialli. Mentre in Germania l’orchestra nazionale saluta un cancelliere direttore d’orchestra esausto. E la Gran Bretagna vive una tragedia shakesperiana: uscire o no dall’Europa? L’Italia intanto «è un festival musicale», è il suo Festival di Sanremo, che non è solo una gara di canzoni, ma un evento capace di far discutere del tema immigrazione più del Parlamento, proprio come accaduto qualche settimana fa, con le polemiche per una dichiarazione del direttore Claudio Baglioni alla conferenza stampa di presentazione.

L’editoriale sul New York Times e l’Italia «come un festival musicale»

È quanto racconta oggi il New York Times con un editoriale sul nostro Paese firmato da Beppe Servegnini dal titolo «Italy’s Strenght: Comfort in Disharmony», ovvero «La forza dell’Italia: comfort nella disarmonia», che evidenzia il costante stato di confusione che contraddistingue il dibattito pubblico e il confronto politico. «Per gli italiani – si spiega – anche la disarmonia è un segno di salute, decenza e, soprattutto, ‘joie de vivre’. E nessun governo populista può cambiarlo».

Servegnini sul Nyt ricorda il risultato sorprendente delle Elezioni Politiche del 2018, sottolinea che M5S e Lega sono in disaccordo su molte questioni, dall’immigrazione alle infrastrutture, che i consensi di Matteo Salvini in dieci mesi sono raddoppiati e che gli alleati sono preoccupati per il loro calo. Poi spiega: «Per molti stranieri l’Italia può apparire un festival senza fine. Ma la discussione rumorosa, disordinata e appassionata in realtà tiene unita la nazione, specialmente in momenti come questo. Una nuova crisi immigrazione si sta verificando per una barca che trasporta 47 persone, a cui è stato impedito l’attracco in Sicilia. Le persone urlano e discutono, molti dicono cose spiacevoli. Ma non si scontrano per strada o si odiano a vicenda. Le tensioni sociali in Francia, Gran Bretagna e Usa sono più alte. Non ci sono gilet gialli in Italia, non c’è uno psicodramma come per la Brexit, nessuno shotdown e nessun muro. Si discute di barche con migranti. E la pentola a pressione nazionale è dotata di una valvola che consente di rilasciare il vapore politico lentamente e in sicurezza». Un’«orchestra di umanità finemente messa a punto», spiega l’autorevole quotidiano americano.

(Foto di copertina da archivio Ansa: Concerto di Natale al Senato, il 17 dicembre 2017. Credit immagine: ANSA / UFFICIO STAMPA / QUIRINALE / PAOLO GIANDOTTI)