Mafia Capitale, Umberto Marroni e “la dinastia rossa che abbraccia i clan”.

di Redazione | 26/06/2015

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Mafia Capitale, Umberto Marroni e “la dinastia rossa che abbraccia i clan”. Esce sull’Espresso un articolo di Lirio Abbate che, basandosi sui faldoni di Mafia Capitale, esplora le connessioni fra il parlamentare del Partito Democratico, la sua famiglia e il sistema del Mondo di Mezzo costruito intorno alle figure di Salvatore Buzzi e di Massimo Carminati: più volte il parlamentare del Pd viene citato nelle carte, e ogni volta il diretto interessato si è premurato di escludere qualsiasi suo coinvolgimento e di querelare gli organi di stampa che accostavano il suo nome a quello di Buzzi.

MAFIA CAPITALE, UMBERTO MARRONI E “LA DINASTIA ROSSA CHE ABBRACCIA I CLAN”

L’Espresso riporta ampi stralci delle intercettazioni contenute nelle ordinanze di custodia cautelare nelle indagini del Mondo di Mezzo.

Il deputato Umberto Marroni, 49 anni, incarna la tradizione militante della sinistra romana. Il papà Angiolo è stato un inluente consigliere regionale ed è oggi garante dei diritti dei detenuti del Lazio; la madre Leda Colombini è stata una partigiana e poi igura di primo piano del Pci. Le carte dell’indagine raccontano però un atteggiamento del parlamentare che deve essere ancora valutato politicamente e giudiziariamente. Perché il clan Buzzi-Carminati attende sempre il suo consiglio prima di muoversi su alcuni affari

Lirio Abbate riporta alcuni episodi che si collegherebbero alla figura e al ruolo di Umberto Marroni.

Tra i tanti episodi di corruzione che vengono analizzati e approfonditi, uno riguarda la proposta di “vendita” di appartamenti da parte di un consigliere comunale del Pd, Pierpaolo Pedetti, arrestato nelle scorse settimane, e di un ex dirigente Dem di Roma, Andrea Carlini che lo stesso Buzzi deinisce «uomo di Marroni». Secondo gli investigatori a gennaio 2014 Carlini avrebbe preteso da Buzzi l’acquisto di due case: il socio di Carminati, intercettato, sosteneva che questa operazione era funzionale per ottenere vantaggi in alcuni procedimenti di appalti che dovevano essere fatti con il Campidoglio.

Secondo gli inquirenti, gli esponenti del Pd Roma agiscono con una protervia che indispone lo stesso Salvatore Buzzi; in ogni caso, il braccio economico di Mafia Capitale è anche disposto a soddisfare le richieste, ma prima sembrerebbe aver bisogno dell’Ok proprio di Umberto Marroni. Si legge sull’Espresso:

Buzzi si lamenta con Carminati della richiesta che gli hanno fatto «l’uomo di Marroni» e Pedetti. Non appare turbato per la pretesa, ma per i modi: la considera fuori luogo sia per la maniera con cui Carlini l’aveva avanzata, sia per uno sproporzionato rapporto costi-beneici. Rivolgendosi all’uomo di Marroni diceva: «fateme fa’ un campo nomadi. Te ne compro tre di case, no una!». E poi spiegava a Carminati che comunque era in attesa – come scrivono gli investigatori – di «disposizioni da parte di Umberto Marroni»: «Mo’ aspetto Umberto. Se Umberto me dice de comprà, la compro ». Ecco, la risposta di Marroni è indispensabile a Buzzi per poter procedere.

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MAFIA CAPITALE, UMBERTO MARRONI E PIERPAOLO PEDETTI NELLE CARTE

Risposta che arriva, ed è negativa.

 «Aspetta per vicenda Carlini e Pedetti». E Buzzi replica: «Ok fammi sapere tu». A questo punto Carlini e Pedetti si agitano, creano confusione. Allora il patron delle coop chiede e ottiene ancora una volta l’intervento di Marroni per calmare tutto. E così sarà. Ma non c’è solo l’ipotesi corruzione sullo sfondo di questa relazione pericolosa. Forse è solo questione di etica politica? Buzzi è preoccupato dopo aver incontrato in un bar dell’Ostiense il deputato

Non è Umberto, l’unico Marroni oggetto dell’articolo: si parla anche di Angiolo, il padre, già esponente di primo piano del Partito Comunista Italiano in regione e da sempre estremamente vicino alle questioni del carcere e dei detenuti tanto da diventare nel 2004 garante dei detenuti del Lazio, incarico con il quale è sempre a stretto contatto con la 29 giugno e il suo lavoro nelle carceri, che lui in più occasioni loda. Secondo le carte, quando Salvatore Buzzi ha avuto bisogno anche di  Angiolo Marroni:

Due anni fa Angiolo Marroni avrebbe fatto da mediatore per far concludere un affare al patron della 29 giugno, eliminando i concorrenti, e quindi concordando «un patto di non belligeranza» e «di piena condivisione degli interessi economici in gioco con Auxilium (la cooperativa lucana dei fratelli Pietro e Angelo Chiorazzo che si occupa della gestione dei centri per immigrati)» per un nuovo centro di accoglienza a Roma. È il primo a cui telefona Buzzi dopo avere vinto la commessa, esultando: «Dodici milioni di euro ci siamo portati via… Ne abbiamo regalati a Chiorazzo sei, ricordalo… abbiamo vinto la gara co’ un prezzo buono, insomma proprio bella è andata, benissimo…Siamo arrivati prima di Cascina, abbiamo fatto l’accordo e siamo comunque arrivati prima di Cascina». Angiolo Marroni si congratula «non tanto per la vittoria, quanto per l’accordo che hai fatto». Buzzi trasmette il suo entusiasmo pure a Mirko Coratti, allora presidente Pd del consiglio comunale e poi arrestato. Gli scrive un sms: «Ho fatto contento te e Marroni per Chiorazzo. Sempre in squadra». Si tratta dell’assistenza a 1200 migranti, per ciascuno dei quali sono riusciti a portare il pagamento da 30 a 33 euro al giorno: centomila euro in più al mese.

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UMBERTO MARRONI QUERELA L’ESPRESSO

Secondo Lirio Abbate, non è un caso che nell’indagine di Fabrizio Barca sul Pd romano, molti dei circoli definiti “cattivi”, o “il potere per il potere”, facciano riferimento ad Umberto Marroni. In ogni caso il deputato fa sapere che ha già querelato, ripetutamente, l’Espresso, e che ha nuovamente dato mandato ai suoi legali di procedere contro la pubblicazione.

L’articolo odierno di Lirio Abate per il settimanale L’Espresso, del gruppo La Repubblica, è l’ennesimo atto di diffamazione nei miei confronti, nel quale vengono riportati i soliti stralci di intercettazioni in maniera parziale e piegandoli ad una ricostruzione del tutto personale del giornalista. Abate e il gruppo editoriale continuano a portare avanti un teorema sulla mia persona offensivo e privo di fondamento

Secondo il deputato, Abbate consapevolmente e volontariamente ometterebbe di raccontare parti della storia che mostrerebbero un coinvolgimento di Marroni davvero marginale.

Ormai da molte settimane sto assistendo ad una vera e propria campagna persecutoria caratterizzata da una cattiveria incomprensibile e sospetta verso la mia persona, come dimostra il fatto che Abate omette, ad esempio, nell’articolo odierno il passaggio citato a pagina 180 del suo steso libro dove Buzzi afferma “Marroni non piglia una lira!” Ho già dato, quindi, mandato ai miei legali di querelare nuovamente il settimanale