Mafia Capitale, Pd travolto per gli appalti sospetti in Regione

di Redazione | 10/06/2015

mafia capitale

Il Pd romano finisce sotto assedio per le gare d’appalto in cui erano coinvolte le coop legate alla cosiddetta Mafia Capitale. Nelle carte dell’inchiesta sul ‘mondo di mezzo’ sono finiti diversi esponenti del partito. L’ultimo ad essere travolto dalla bufera è stato Marco Vincenzi, che si è dimesso da capogruppo del Pd alla Regione Lazio. Era uno degli esponenti politici che incontrava e parlava al telefono con Salvatore Buzzi. Ma torna più volte negli atti anche il nome di Daniele Leodori, presidente del consiglio regionale. Mentre Fabio Melilli, segretario del Pd laziale, viene tirato in ballo perché Luca Odevaine, componente del Tavolo per l’immigrazione del Viminale, puntava all’assunzione di sua figlia.

 

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L’APPALTO PER I MULTISERVIZI –

Uno dei più gravi esempi di spartizione trasversale degli affari riguarda il mega appalto da un miliardo per i Multiservizi Tecnologico. Ne parla Valentina Errante sul Messaggero riportando le affermazioni dei protagonisti:

È nella logica della trasversalità e della spartizione della mega gara tra maggioranza e opposizione che emerge per la prima volta il nome di Leodori. Buzzi e i suoi si interrogano sulle modalità di partecipazione alla gara, non sanno ancora se entrare in quota con la maggioranza o con l’opposizione. Sceglieranno quest’ultima e, con una coop di Mario Monge (imprenditore arrestato, ndr), entreranno in quota opposizione. Il 5 maggio 2014 Buzzi parla della gara con i suoi collaboratori: «No D’Amato… allora è D’Amato, mo bisogna capì se gli hanno dato un’azienda.. capito? Se gli hanno dato un’azienda loro». E uno dei fedelissimi risponde: «Monge c’ha detto che Astorre pure se sta a muove Leodori, che sarebbe contro Marotta (titolare della coop Capodarco che vincerà un lotto della gara), tutta la banda Astorre, Leodori. Quindi, nel caso se dovessimo decide de andà con Solco, (la coop che vede insieme Buzzi e Monge e vince un lotto dell’appalto, ndr) ce potremmo aggregà, oppure quell’altra strada sarebbe quella de andà all’opposizione… sceglie una strada all’opposizione». Un altro collaboratore di Buzzi commenta: «All’opposizione devi far fare l’interrogazione… ste cose». «No bhè… li fai chiamà, ma dobbiamo sceglie la strada politica pure… capito… la strada politica son due… o dentro il Pd, che sarebbe questa de Leodori, sì e certo ma è la parte nostra». «Il problema – commenta un altro – è che lì c’è un lotto che è l’Nta che se lo vuole mantenè». È Buzzi a chiedere di cosa si tratti: «È un’altra società che sta… sta dentro la Asl, sta già dentro, già sta dentro. C’ha lo Spallanzani, me pare che c’ha».

(Foto: Ansa / fermo immagine Rai)