Lodo Guenzi vuole cancellare la scritta «Salvini muori»

di Gianmichele Laino | 05/07/2019

Lodo Guenzi
  • Lodo Guenzi è il frontman de Lo Stato Sociale

  • Il suo impegno per i valori della sinistra è noto a tutti

  • Ma ha scelto di voler cancellare una scritta comparsa a Bologna: "Salvini muori"

Lodo Guenzi è il frontman de Lo Stato Sociale. Da solo ha anche ricoperto il ruolo di giudice di X Factor e di conduttore del concerto del Primo Maggio. Le sue idee politiche le conosciamo molto bene: non può certo definirsi un artista sovranista o un cantante schierato a destra. Tuttavia, ha detto di voler cancellare una scritta che augurava la morte a Matteo Salvini.

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Lodo Guenzi vuole cancellare un insulto a Salvini

Stando a quanto riportato dall’artista su Instagram, la scritta «è davanti a casa mia e ogni mattina spero di trovarla cancellata». Ha promesso che, se quelle parole fossero state presenti ancora tra una settimana, le avrebbe cancellate di suo pugno:

 

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Questa scritta mi fa schifo. È davanti a casa mia e ogni mattina spero di trovarla cancellata. Ci penso spesso al perché mi fa tanto incazzare. Al di là della miseria della frase, ricevere questo tipo di merda fa parte della vita di un uomo pubblico, in fondo se succede a me figuriamoci a lui. Eppure io questa scritta non la sopporto. Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate, le minacce di morte alle famiglie sinti a cui consegnano la casa popolare, gli “spero che i negri ti stuprino troia” a carola rackete, i “bruciamo i rom”. Lasciamo ad altri questo schifo e scegliamo l’intelligenza, il paradosso, l’ironia, il gioco, la poesia e la passione. Anche nello scontro, soprattutto nello scontro. Perché frasi come queste sono merda fascista, e non fanno che costruire una società fascista. Non so quando abbiamo cominciato ad arrenderci a questo squallore, ma risponde alla merda con la merda farà sempre e solo vincere la merda. Chi parla male pensa male. Chi pensa male agisce male. Fra una settimana se è ancora lì la cancello io. Riprendiamoci le parole, lasciamo ad altri la merda. #bologna #casa #rocknroll

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«Ci penso spesso al perché mi fa tanto incazzare – ha detto Lodo Guenzi -. Al di là della miseria della frase, ricevere questo tipo di merda fa parte della vita di un uomo pubblico, in fondo se succede a me figuriamoci a lui. Eppure io questa scritta non la sopporto. Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate, le minacce di morte alle famiglie sinti a cui consegnano la casa popolare, gli “spero che i negri ti stuprino troia” a carola rackete, i “bruciamo i rom”. Lasciamo ad altri questo schifo e scegliamo l’intelligenza, il paradosso, l’ironia, il gioco, la poesia e la passione».

Come è stata presa dai followers l’uscita di Lodo Guenzi

La riflessione di Lodo Guenzi è molto profonda: rifiuta di arrendersi al linguaggio dell’odio che si sta diffondendo sui social network e che, solitamente, si muove da destra, individuando dei bersagli di sinistra. Non è un caso che si faccia riferimento alle tematiche sociali in questo post: gli insulti sessisti a Carola Rackete, le minacce alle famiglie rom e sinti che ricevono le case popolari, i migranti. Sono tutti vittime dell’hate speech. La prima battaglia – culturale – di chi la pensa diversamente dovrebbe essere proprio quella di distinguersi in queste forme di espressione.

Il segretario provinciale della Lega di Bologna ha deciso di condividere l’iniziativa di Lodo Guenzi e la maggior parte dei suoi followers ha trovato corretta la prospettiva del suo discorso. Tuttavia, qualcuno che ha attaccato il cantante c’è stato. Proprio per questo motivo, l’esternazione pubblica del frontman de Lo Stato Sociale può essere ulteriormente condivisa.