Salvini minaccia denunce, Damilano: «L’Espresso mai querelato per quell’inchiesta»

di Redazione | 11/07/2019

L'Espresso
  • Marco Damilano è il direttore de L'Espresso

  • Afferma che il settimanale non è mai stato querelato per quegli articoli sugli incontri in Russia

  • Tuttavia, ieri Matteo Salvini ha minacciato denunce

Non appena si è diffusa – ed è diventata virale – la notizia del presunto audio in cui si evidenzierebbe un legame tra la Lega e alcuni esponenti del mondo imprenditoriale russo, Matteo Salvini ha minacciato querele. Tuttavia, la clip diffusa da BuzzFeed altro non è che un elemento che arriva successivamente a un’inchiesta de L’Espresso che, qualche mese fa, aveva già parlato di questo incontro tra persone collegate al partito di Matteo Salvini e importanti uomini d’affari russi all’Hotel Metropol di Mosca.

L’Espresso non è mai stato querelato al momento per l’articolo sull’incontro al Metropol

Dunque – visto che l’inchiesta de L’Espresso risale al 21 febbraio scorso – ci sarebbe stato tutto il tempo per iniziare un’azione legale nei confronti del settimanale. Ma oggi il direttore Marco Damilano nega che siano mai arrivate delle querele per quanto scritto mesi fa. Il lavoro de L’Espresso era stato portato avanti da Giovanni Tizian e Stefano Vergine, che hanno più volte parlato della Lega e soprattutto dei suoi presunti finanziamenti. In quell’inchiesta si parlava di quei contatti, ma non si affermava mai che poi questa trattativa sia andata in porto.

Le parole del direttore Marco Damilano

«I vertici della Lega – dice Damilano – una denuncia contro L’Espresso l’hanno presentata, perché hanno parlato di una incessante campagna diffamatoria. Ma non viene mai citato quell’articolo sulla richiesta di denaro a Putin. Più che minacciare querele, Matteo Salvini dovrebbe rispondere ai tanti interrogativi che emergono dalla sua visita in Russia».

Proprio di quella visita, il 17 e il 18 ottobre scorsi, parlano le inchieste de L’Espresso che ha raccontato sia degli incontri ufficiali, sia degli incontri ufficiosi e anche della ricostruzione dei movimenti dello stesso ministro Matteo Salvini in quella circostanza, tra telecamere e momenti privati, in cui non ha lasciato alcuna traccia sui social network solitamente da lui molto utilizzati.

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI