I figli dell’Agente Arancio

di Mazzetta | 10/09/2013

LE CAUSE CONTRO I PRODUTTORI – Nel 1979 fu intentata una class action contro i produttori degli erbicidi da parte dei veterani, che fu conclusa con una transazione stragiudiziale e la costituzione dell’Agent Orange Settlement Fund, che ha distribuito 200 milioni di dollari ai veterani malati tra il 1988 e il 1996. Veterani individuati e risarciti sulla “presunzione” di una contaminazione, nonostante le evidenze infatti, il governo degli Stati Uniti e le aziende produttrici hanno sempre negato che ci sia un nesso tra queste patologie e l’Agente Arancio. Le aziende che hanno concluso la transazione hanno sempre negato il nesso tra i loro prodotti, la contaminazione e le malattie. Nel 2005 un’analoga causa da parte di vittime vietnamite finirà molto diversamente, anche se a decidere sarà uno dei giudici che hanno siglato la prima sentenza. Ai vietnamiti i giudici dissero che l’Agente Arancio non era considerato un veleno secondo la legge internazionale quando era impiegato dagli Stati Uniti e che le compagnie che lo hanno prodotto non sono responsabili per l’uso (estesissimo) che ne aveva fatto il governo americano, che non era parte in causa in quanto gode d’immunità sovrana, che è da estendere anche alle compagnie. Un’asimmetria evidente anche in un sondaggio del 2004, nel quale il 79% degli americani interpellati dichiarò che i veterani andavano compensati e appena il 51% si disse a favore dei risarcimenti ai vietnamiti.

IL NEGAZIONISMO DEI PRODUTTORI – Nel 2004 Jill Montgomery, portavoce della Monsanto dichiarerà: «Siamo vicini alle persone che credono di essere state danneggiate e capiamo la loro preoccupazione di risalire alle cause, ma l’evidenza scientifica indica che l’Agente Arancio non è la causa di gravi effetti sanitari a lungo termine”. Probabilmente lo studio si riferiva a quello, prodotto ancora oggi, in versione “civile” e facendo attenzione che non venga contaminato dalle diossine, o almeno si spera. Tra il 2002 e il 2005 Stati uniti e Vietnam iniziarono un progetto congiunto per la rilevazione della contaminazione sui vietnamiti, progetto poi abortito come nei 30 anni precedenti è abortito ogni tentativo di misurare l’estensione della contaminazione. Rimane in piedi quello per il quale gli Stati Uniti si sono impegnati a decontaminare dalla diossina i siti nei quali aveva costruito alcune importanti basi militari, che ci sia la diossina e quanta ce ne sia non è in dubbio, gli effetti della diossina sono noti e persistenti nella catena alimentare, ma per governo e aziende americane non è dimostrato il rapporto causa-effetto tra l’epidemia di orrori tra i vietnamiti e lo spargimento di diossina durante la guerra.

LA CONTAMINAZIONE DEI VIETNAMITI – Il governo vietnamita oggi offre un modesto sussidio a oltre 200.000 persone, considerate vittime della contaminazione da Agente Arancio, in genere bambini nati deformi, contadini e figli di contadini che hanno continuato a vivere e coltivare le terre contaminate dalla diossina. Al di là delle malattie che hanno colpito gli adulti, l’effetto neurotossico della diossina colpisce in maniera devastante i nascituri, gli effetti sui quali si possono dedurre dalle immagini presentate nella galleria fotografica o nei documentari in video. Effetti che perdurano ancora oggi, vista la persistenza della diossina nella catena alimentare e l’elevato livello di contaminazione di molti luoghi, per di più per ogni nato gravemente deforme nascono altri bambini con patologie minori, ma pur sempre severe e altri ancora muoiono prima di vedere la luce. Il numero dei vietnamiti contaminati al tempo della guerra è in seguito non è mai stato stabilito con certezza, varia dalle centinaia di migliaia a qualche milione e nessuno è in grado affermare con certezza quando finiranno le malattie e le nascite deformi provocate dall’Agente Arancio sparso dagli Stati Uniti durante la guerra del Vietnam.