Il dramma di Langone e le donne laureate che non fanno figli

di Stefania Carboni | 29/01/2016

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Sta facendo discutere in rete un pezzo di Camillo Langone sul Foglio titolato “Perché la laurea delle donne è una causa del declino demografico“. Non è la prima volta che Langone se la prende con il binomio donne e cultura. Celebre la sua riflessione su “Libero” dal titolo “Togliete i libri alle donne: torneranno a far figli”. Un titolo che a sua volta fece arrabbiare “l’internetz” come succede oggi.

Voi penserete che Longone stia trollando tutti. E invece no, lui ci crede davvero.

Ai padri con figlie in età da università. Anche lo storico americano Steven Mintz, professore dell’Università del Texas e autore di “The prime of life. A history of modern adulthood”, vede nella laurea una causa del declino demografico: “Il rallentamento dell’economia e la crescita dell’importanza attribuita a una buona formazione universitaria fa sì che sempre più giovani ritardino il matrimonio o scelgano di non sposarsi”. Non solo in Italia, dunque, ma nell’intero Occidente l’istruzione universitaria di massa, che sposta troppo in avanti la scelta di riprodursi, si configura come un pericolo per la sopravvivenza della società.Oltre che per la trasmissione dell’onomastica famigliare e del dna genitoriale.

Langone cita solo il lavoro universitario texano (dimenticando tra l’altro le altre variabili di Mintz su crescita demografica, insegnamento religioso, guerra e stipendi) per sotenere la sua tesi e la chiusa finale:

I padri ci pensino bene prima di mandare all’università le figlie (Mintz parla dei figli in generale ma siccome la fertilità maschile si conserva più a lungo il problema è innanzitutto femminile): commetterebbero un gesto antisociale.

 

In pratica crisi economica, precarietà lavorativa e cambiamento di priorità e obiettivi nella società odierna (per ambo i sessi) non sono il vero problema, no. Sono quelle dannate triennali e la corona d’alloro in testa la piaga sociale dell’Occidente. Strano. Nei paesi del Nord Europa la tendenza pare differente, così come le dinamiche italiane.

Più semplice citare (a metà) lo studio dello storico Steven Mintz e lanciare l’allarme ai papà d’Italia.

Come se uno stipendio, un compagno fisso, un tetto sicuro sulla testa non siano dinamiche che influiscono nella scelta di diventare genitori in Italia. Tutte quelle dinamiche non c’entrano nulla. E non è questione di femminismo ma di logica.

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Dannata istruzione

(in copertina Screenshot)