La Casa di Carta: 5 buoni motivi per guardare la serie Netflix

Ormai tutti parlano de La casa di carta ed è possibile che vi siate chiesti cosa sia e se ne valga la pena. Beh, ecco a voi 5 buone ragioni per iniziare la serie.
La casa di carta è una serie tv spagnola ideata da Álex Pina, trasmessa inizialmente sul canale Antena 3, poi acquisita e distribuita a livello mondiale da Netflix, che ha mandato in onda la seconda parte e dato l’annuncio per una terza nel 2019. La serie parla della più grande rapina della storia commessa da otto malviventi che si barricano nell’edificio della Zecca nazionale spagnola, a Madrid, con l’obiettivo di stampare 2400 milioni di euro. Qui di seguito l’elenco dei 5 motivi per cui iniziare a vedere La casa di carta:
1. La casa di carta: I personaggi
Sono 8 i criminali che in La casa di carta irrompono nell’edificio della Zecca spagnola indossando le famose maschere che raffigurano il volto di Salvador Dalì. Tutto parte da un piano ideato dalla mente del gruppo, il nono componente ovvero “il professore”, che li ha reclutati ed è l’unico a conoscere a fondo ognuno dei malviventi. Nessuno sa il nome dell’altro, Così hanno deciso di chiamarsi come i nomi delle città: Tokyo, Mosca, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki e Oslo.

La casa di carta – I ladri indossano la maschera di Salvador Dalì
Se la prima regola è quella di non rivelare la propria identità, la seconda non può non essere quella di evitare le relazioni amorose. Beh, come se fosse facile! Non si era sempre detto “tutto è lecito in guerra ed in amore” ? Non sono però solo i drammi amorosi che ci spingono ad amare ed entrare in intimo contatto con i personaggi de La casa di carta. Anche i rapporti personali che si instaurano nella convivenza giorno dopo giorno, ci fanno conoscere un po’ più a fondo chi erano questi ladri prima di decidere di seguire il professore in questo folle piano.
E folli lo sono un po’ anche loro. Impulsivi, determinati, leali, sapranno tutti coinvolgerci facendoci gioire dei successi, palpitare nei momenti di crisi ed alzarci in piedi ed urlare al computer come se potessimo parlare con loro. La tensione ci tiene legati allo schermo e rende La casa di carta la serie perfetta per un binge watching.
2. La casa di carta: Il piano
Nulla può essere lasciato al caso. Ne La casa di carta il professore ha studiato tutto nei minimi dettagli e istruito per 5 mesi gli otto ladri. Sanno come fare irruzione, come gestire gli ostaggi, dipendenti e funzionari della Zecca nazionale, poliziotti e studenti in gita. Sono a conoscenza di quanto tempo gli occorre per stampare i 2400 milioni e come faranno a scappare. Sono tutti sicuri di sé e si fidano del professore, l’unico a piede libero fuori dal luogo dell’irruzione che, allo stesso tempo, controlla ciò che succede dentro e manipola la polizia per mettere in atto nel migliore dei modi il suo piano. E’ un passo avanti a tutti, persino a voi che vedete tutto e credete di poter prevedere le sue mosse. Prima che ve ne rendiate conto ha già circondato il Re facendovi Scacco Matto.

La casa di carta – gli otto ladri e il professore attorno ad un modellino della Zecca nazionale spagnola
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3. La casa di carta: Il fascino del male
Vi siete stancati del supereroe di turno che arriva con la sua tuta nuova e un mantello fresco di tintoria e ad ogni puntata salva il mondo? Beh La casa di carta fa al caso vostro! Qui i ruoli si sono ribaltati ed episodio dopo episodio, giorno dopo giorno, tiferete sempre per i cattivi. Vi terranno compagnia durante tutte le ore del sequestro, li apprezzerete perché non sono dei veri ladri, tenteranno di non rubare nulla (le banconote verranno stampate!) e di non fare male a nessuno, altre due regole accettate prima di mettere in scena il piano.
Sarà ancora più facile amare la banda se la polizia non riuscirà mai a stare al passo del professore. L’unica figura che sembra più determinata nel venire a capo della rapina è Raquel Murillo, l’ispettore a capo delle operazioni di negoziazione, che però deve riuscire a giostrarsi tra vita privata e lavoro.

La casa di carta – la squadra di polizia incaricata delle negoziazioni
4. La casa di carta: La suspense
Il professore ci fa credere che a tutto ci sia una soluzione, tutto è stato studiato, certo, ma gli imprevisti sono dietro l’angolo. Il piano non può essere infallibile. Ci sono infinite variabili che possono modificare il corso degli eventi. Ed è appunto sulla suspense e sui colpi di scena che gli autori La casa di carta giocano.
Ci saranno feriti? Come faranno a raggirare la polizia? Riusciranno a scappare? Sono alcune delle domande che ci poniamo in una continua ricerca di risposte che non si placa fino alla fine della seconda stagione.

La casa di carta
Otto menti dovranno prendere continuamente decisioni importanti, il clima all’interno della Zecca di Stato si fa sempre più rigido e più volte i membri della banda si scontreranno tra loro e con gli ostaggi. Chi avrà la meglio?
5. La casa di carta: La resistenza
Il professore non è un ladro, non è un criminale, non è un assassino. Rappresenta l’idealista ne La casa di carta. Scoprirete nel corso delle puntate come nasce il piano, perché devono essere stampati proprio 2400 milioni ma quello che è importante è che per il professore lo scopo non è la rapina ma una ribellione, una guerra e una critica contro il sistema. Ed è arrivato il loro momento. Il professore, Berlino, Tokyo e tutti gli altri rappresentano la resistenza, il coraggio, durante la battaglia partigiana contro l’invasore, che in questo caso è il mercato finanziario. Il tutto è reso durante un dialogo tra il professore e Berlino avvenuto durante la notte prima dell’attacco che si conclude con loro che cantano “Bella ciao”, canzone che grazie a La casa di carta ha fatto il giro di tutto il mondo.
Ecco la scena in cui gli attori cantano “Bella ciao”
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