Killnet prende in giro la stampa italiana: «L’attacco hacker è stato fatto da un nostro bambino disobbediente, non da noi»
Il riferimento è a Legion, ma c'è una grande ambiguità di fondo su cui il gruppo di hacktivisti sta giocando

Non solo l’attacco, ma anche la beffa. Nella giornata di ieri, dopo il messaggio di rivendicazione sul canale Telegram di Killnet – un gruppo di hacktivisti filo-russi nato non troppo tempo fa, che ha comunque ottenuto un buon seguito – di cui vi avevamo dato conto anche noi, lo stesso gruppo ha voluto dare qualche indicazione in più rispetto all’accaduto, prendendo come esempio un articolo del Messaggero che aveva attribuito a Killnet la responsabilità per gli attacchi ai siti internet del ministero della Difesa, del Senato, dell’Istituto Superiore di Sanità (tra gli altri).
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Killnet e Legion, le differenze e le parentele tra di loro
«Com’è nata l’idea che siamo stati noi ad hackerarvi? Fottuti media, è ora di rimettervi al vostro posto. Che diavolo è questa robaccia? – scrivono sulla chat Telegram, la stessa da cui, rivolgendosi a Italia e Spagna, Killnet aveva annunciato “l’inizio della vostra fine” – Il mio bambino è Legion, è davvero disobbediente. Non sono responsabile per le sue azioni. Non c’è bisogno che scriviate di noi, non c’è verità in voi».
Il tutto è stato accompagnato da un link al Messaggero, che aveva parlato della responsabilità di Killnet nell’attacco hacker che, nel pomeriggio di ieri, aveva letteralmente mandato in confusione diversi siti istituzionali italiani e non solo. Da dove nasce la presunta confusione? In realtà, Killnet è la casa madre di Legion che ne rappresenta una costola più piccola e più recente, ma estremamente battagliera. Non è un caso se nel canale Telegram di Killnet ci sia un riferimento anche al canale Telegram di Legion (un rimando esplicito, impossibile non coglierlo).
Legion e Killnet sono parenti stretti (probabile che tra di loro non ci sia esattamente coordinamento) e sono pronti a sottolineare l’uno le azioni dell’altro. Nella fattispecie, quello che è emerso con questa dichiarazione relativa alla stampa italiana sembra essere un piccolo segnale di una incrinatura nei rapporti tra i due gruppi. Anche nel gruppo Telegram di Legion è comparso un messaggio abbastanza indicativo: «Dopo 9 giorni, riassumeremo le attività di ciascuna delle unità DDOS. Chi rimane attivo resta nella Legione, chi non ce l’ha sarà espulso e siederà su una molotov in diretta su Russia 24». Un chiaro segnale a chi volesse dissociarsi dalle attività filo-russe del gruppo di hacktivisti.
Insomma, la sensazione è che – per una questione di metodi interni – il gruppo di hacktivisti filo-russo Killnet e il sottoinsieme Legion stiano giocando su una ambiguità di fondo per confondere ancora di più le acque. E alimentare un altro tema molto caro alla Russia in questa guerra ibrida: la disinformazione che sarebbe stata compiuta dai media occidentali. Di cui il Messaggero e tutte le testate che hanno parlato dell’attacco hacker di ieri collegandolo a Killnet fanno parte.