Cosa significa che l’Antitrust ha aperto una istruttoria sull’accordo Tim e Dazn
Al momento si tratta soltanto di una indagine esplorativa su alcune cause dell'accordo

Gli abbonati di Sky che proprio non vogliono rinunciare alle proprie tradizioni stanno alla finestra, ma in realtà – al momento – c’è poco da guardare. L’Antitrust ha aperto una istruttoria sull’accordo Tim-Dazn per la trasmissione dei pacchetti 1 e 3 (quelli che riguardano le esclusive di tutte le partite) della Serie A di calcio. L’operazione è una diretta conseguenza del ricorso che l’emittente satellitare ha fatto all’organo garante della concorrenza e del mercato: si contesta, infatti, che TIM possa diventare l’unico operatore di telefonia mobile coinvolto in questa operazione, essendo TIM già retailer dominante della banda larga in Italia.
LEGGI ANCHE > Cosa significa il ricorso di Sky all’Antitrust contro Dazn per la Serie A
Istruttoria Antitrust su Dazn e Tim, i passaggi
Alle contestazioni di Sky, tra l’altro, aveva già risposto TIM, sottolineando che «l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato (AGCM) ha accertato più volte che SKY è un soggetto dominante nel settore della pay tv detenendo una quota di mercato pari a circa l’80%» e dicendosi disponibile a distribuire i contenuti con qualunque altro editore interessato alla valorizzazione dei contenuti attraverso la piattaforma TIMVISION.
L’Antitrust, comunque, è andato avanti con la sua istruttoria, per esaminare le possibili clausole dell’accordo tra Dazn e Tim che andrebbero contro i principi. Il Garante, infatti, vuole valutare attentamente se ci potranno essere «significative distorsioni della concorrenza, in un contesto caratterizzato dall’evoluzione delle modalità di fruizione dei servizi televisivi verso la piattaforma internet e dai conseguenti benefici per i consumatori». Ma si tratta di un procedimento investigativo, al momento, e non di una risoluzione. Inoltre, nel caso in cui si dovesse accertare una violazione, sarebbe in discussione il principio della distribuzione dei contenuti sportivi relativi alla Serie A per il triennio 2021-2024 e non l’assegnazione stessa dei diritti di trasmissione.
Non è stato emesso alcun giudizio, infatti, né è stata segnalata alcuna sanzione per gli operatori coinvolti. L’Antitrust, tuttavia, si è riservata di ascoltare il contraddittorio tra le parti in causa. Al termine di questa fase istruttoria, si prenderà una decisione sulla distribuzione di diritti televisivi che – lo si ribadisce per chiarezza – sono già stati assegnati a Dazn.
Foto Luciano Adriani/Italyphotopress – Bologna