Gli insulti razzisti e sessisti alle donne del movimento che fa integrare i ragazzi africani in Italia

di Enzo Boldi | 08/08/2019

Insulti razzisti

I social rivelano ogni giorno il loro volto più brutto. Quello buio dei commentatori seriali, dei leoni da tastiera che lasciano libere le loro dita per dare sfogo ai propri pensieri più discriminatori pensando di non esser costretti a pagare per queste loro ‘libertà’. Quotidianamente si ripetono episodi simili: insulti razzisti e sessisti (come nel caso specifico) contro chi fa un qualcosa che non aggrada una parte del volgo. Questa è la storia di Guardare con il Cuore, la pagina Facebook di un’associazione che si occupa di integrazione in Italia.

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Numerosi commenti sono apparsi sulla pagina social di quell’associazione, un movimento che si occupa di aiutare i ragazzi che dall’Africa arrivano in Italia. Si tratta di integrazione: dare loro sostengo e sostentamento per aiutarli a inserirsi in una società diversa come quella italiana. L’obiettivo di Guardare con il Cuore è quello di rendere autosufficienti questi giovani, dando loro supporto per quel che concerne le spese sanitarie e legali, oltre a corsi di formazione per insegnare loro qualche lavoro.

Gli insulti razzisti e sessisti a chi fa integrazione

Solidarietà che, come appare evidente ogni giorno, non è apprezzata da molti. Ed ecco che, come sottolineato anche dal portale DailyMuslim, sono piovuti una serie di insulti razzisti e sessisti contro i ragazzi africani e le donne dell’associazione che si occupa della loro integrazione.

Il caso di ‘Guardare con il Cuore’

Emoticon, insulti e luoghi comuni amorfi da ogni realtà. Giusto per liberare le proprie dita sulla tastiera a suon di insulti razzisti e sessisti, nel tentativo di una facile ed effimera approvazione sui social. Serena, la fondatrice di Guardare con il Cuore, ha spiegato a DailyMuslim che il lavoro suo e della sua associazione non si interromperà per via di questi commenti: «Sinceramente non mi aspettavo questi attacchi, perché non stavamo chiedendo soldi a nessuno, ma semplicemente stavamo cercando di vendere dei prodotti fatti dai ragazzi, per tentare di togliere questi giovani dalla strada. Credo che una possibilità dovrebbe essere data a tutti».

(foto di copertina: da pagina Facebook Guardare con il cuore)