Il Vegetale: La conferenza stampa del film con Fabio Rovazzi e Luca Zingaretti

Si è tenuta a Roma la conferenza stampa dedicata al film Il Vegetale, cui hanno preso parte il regista Gennaro Nunziante insieme a Fabio Rovazzi, Luca Zingaretti e altri attori del film.
Il Vegetale, la produzione Disney made in Italy, film diretto da Gennario Nunziante e interpretato da Fabio Rovazzi e Luca Zingaretti, uscirà nelle sale il 18 gennaio. Oggi si è tenuta all’Hotel The St. Regis di Roma la conferenza stampa con il regista e gli attori della pellicola: vi raccontiamo un po’ cosa è stato detto.

Il Vegetale – Luca Zingaretti, Fabio Rovazzi e Gennaro Nunziante alla conferenza stampa a Roma.
A Fabio Rovazzi vengono chieste delucidazioni sul suo ruolo ne Il Vegetale, dal momento che nei siti web a volte viene accreditato anche come autore, co-sceneggiatore o autore degli effetti visivi.
Fabio Rovazzi: “Su Wikipedia c’è scritto anche che sono un cantante” scherza Rovazzi. “Il problema del web è anche quello di scrivere cose non vere, io in questo film ho fatto l’attore, lui è il regista e lo sceneggiatore e questi sono i ruoli. Passare da 7 minuti di video a 83 è stato impegnativo ho dovuto completamente annullare il pensiero di altro e affidarmi completamente a Gennaro per affrontare questa esperienza. È stato molto pesante e molto bello, sono molto soddisfatto.”
Qual è il segreto di Fabio Rovazzi per avere questa presa su un pubblico così difficile, che comprende la fascia d’età tra i 7 e i 12 anni?
Fabio Rovazzi: “È un pubblico che io non ho mai cercato volutamente, è arrivato in modo inspiegabile, tutt’ora non capisco come sia possibile. Io sono molto contento di avere questo pubblico, poi in realtà si dice che Rovazzi piace ai bambini, ma quando giro per strada mi fermano anche gli ottantenni perché mi hanno visto da Fazio, quindi il mio pubblico non è delineato al 100%. Chiaramente il motore di tutto sono i bambini, ma soprattutto i genitori più che i bambini. Sono consapevole e sono anche contento perché nei bambini c’è tanta sincerità, quindi se piace ai bambini fa piacere.”
Rovazzi ha qualche affinità a Checco Zalone? C’è qualcosa che li accomuna?
Gennaro Nunziante: “No. A me è successo questo: ho visto un video di Fabio dove lui ha avuto una reazione e in quella faccia ho visto il personaggio. E infatti poi ci siamo visti a Milano e abbiamo cominciato a raccontare il progetto, perché chiaramente poi non essendoci una conoscenza diretta, c’è bisogno prima di una frequentazione, bisogna costruire attentamente il percorso. Il lavoro che è stato fatto su Fabio è stato fatto esattamente su di lui, è un vestito di sartoria non è conformato a una taglia 44 che metti addosso a chi passa.”
La coppia Zingaretti/Rovazzi de Il Vegetale non ricalca nessuno stile visto precedentemente, com’è nato questo lavoro di coppia, come sono maturati i loro personaggi e come si sono trovati in questa pellicola?
Luca Zingaretti: “In effetti è vero, siamo una coppia molto atipica, ma magari Gennaro dovrebbe dire come gli è venuto in mente di metterci maldestramente insieme, io devo dire che è stata una bellissima esperienza, con Fabio mi sono trovato subito a mio agio, ci siamo trovati bene e siamo diventati amici nonostante la differenza di età. Prima abbiamo lavorato insieme come protagonisti, ma poi abbiamo trovato anche un amico e quando il rapporto nasce così non può che esserci una collaborazione, è stata una bellissima avventura. Non so quanto possa interessarvi, ma noi speriamo che la gente si diverta vedendo il film quanto ci siamo divertiti e quanto siamo stati bene noi.”
Fabio Rovazzi:“Per me il rapporto collaborativo tra me e Luca ha alla base uno scambio equo, cioè che lui mi ha fatto vedere cos’è la recitazione e io gli ho insegnato come si fanno le instagram stories.”

Il Vegetale – Fabio Rovazzi in conferenza stampa.
Gennaro Nunziante: “Innanzitutto c’è un elemento molto importante quando si fa commedia, non mi piace mai superare quel decibel che è il cattivo gusto, e per non farlo c’è bisogno anche e soprattutto degli attori perché in Italia il rischio che si corre spesso è che tu chiedi a un attore di portarti un chilo di zucchero e lui ti porta invece 6 chili di zucchero, 4 di miele, 12 di marmellata e 28 di panna montata. Allora devi fare un lavoro di ricerca di intelligenza, intelligenza di sapere dove ci si deve fermare. Io ho trovato in Luca una persona che in ogni istante del film sapeva tutto il film. Il vero problema di un attore è proprio quello, pensare a quella scena, mentre invece i veri attori pensano a tutto il film. In questo Luca ci è stato i grandissimo aiuto e giustamente come dice a Fabio, perché dall’istante del primo giorno non c’è stata una visione del tipo ‘io sono attore e tu adesso stai in panchina’, ma è stato subito ‘andiamo, andiamo e lavoriamo insieme’, e devo dire che questo modo di concepire la recitazione a parte Fabio è stato importante anche per la piccola Rosy, per tutti i personaggi che ci sono nel film. Il lavoro di una commedia è quello dell’attore.”
Ma non è finita qui: voltate pagina per leggere le altre domande alla conferenza stampa de Il Vegetale!
Avete pensato al rischio di deludere il pubblico per non aver fatto vedere Fabio ballare e cantare?
Gennaro Nunziante: “Io l’unica cosa che so con certezza è che deluderei il pubblico se ho qualcosa che sa già. E poi dall’ultimo gradino di umiltà io non penso mai al pubblico. Io penso sempre a voi, quando scrivo qualcosa ho di fronte tanta gente e ho una certezza, che sono tutti più intelligenti di me e questo mi ha portato sempre bene. Se io incominciassi a pensare, come vedo spesso, che il pubblico è qualcosa che io devo modellare per fargli piacere, gli darei il computer e gli direi ‘scrivetemi una cosa, se vi va’, nel senso che il pubblico ha bisogno di essere stupito. Ci siamo detti con Fabio che io non voglio canzoni, ma perché Fabio aveva la certezza anche lui di venire a fare un altro lavoro. Ma la cosa più bella è che Fabio ha fatto l’attore, non aveva bisogno di cantare o ballare. Io ho voluto fabio per quella cosa che dicevo prima, ho trovato nel suo volto e nella sua fisicità l’emblema di un’intera generazione e su quello abbiamo lavorato. Canzoni, balletti, io non li ho considerati.”
Fabio Rovazzi: “Io sono molto contento che non mi sia stato chiesto di fare canzoni, anche perché se al livello cinematografico mi viene chiesto questo presuppongo che il motivo della scelta del mio personaggio sia semplicemente perché hanno visto me su youtube. Secondo me è importante differenziare le mie maschere in questa maniera, cioè, se devo fare il cantante allora sono il Rovazzi che si porta su quel mondo, se mi devo occupare del cinema e alimentare questo mondo devo lasciarmi tutto alle spalle e non trovare la via più breve sfruttando quello che ho costruito prima.”

Il Vegetale – Luca Zingaretti, Fabio Rovazzi e Gennaro Nunziante alla conferenza stampa.
Questo film è originale come film disneyano, è come una Cenerentola al contrario, Fabio si trova allontanato da questi affetti della famiglia, è rivoluzionario il modo in cui si comporta con questa specie di cattivi e soprattutto la piccola sorellastra. Il regista ha parlato un po’ di questo aspetto riferendosi alla situazione dell’Italia:
Gennaro Nunziante: “In quelle piccolissime note di regia che ho messo nel pressbook io ho scritto della parola riconciliazione. Io credo che questo è un paese che se non si riconcilia non si va da nessuna parte. Bisogna vedere che cos’è una riconciliazione, e come mai non ci si riconcilia in un paese come il nostro, bisogna dirsi la verità, quando si litiga con qualcuno non è che si fa pace, si ritorna a parlare ma non è riconciliazione, ci si mette una pezza. La riconciliazione avviene quando il momento è superato. Fabio supera quel momento e riconcilia quello che è un paese diviso. Quando pensiamo alle divisioni, io vengo da tante divisioni e ne ho vissute tante: sud e nord, ricchi e poveri, giovani e anziani, pensionati e quelli che non vanno più in pensione, occupati e disoccupati, è un paese che continua sempre più a dividersi in fazioni. Che cosa fa questo ragazzo nel film, unisce quello che all’inizio sembra impossibile. E supera un lutto fondamentalmente, questa morte di sua madre, quello che gli manca. Io penso che da lì riparte con una riconciliazione, se non fai quello, se non hai l’onestà intellettuale di superare una parte così dura fino ad arrivare a una scena che io trovo deliziosa, di quando la compagna del papà gli schizza il profilo prima di uscire, per arrivare a quella cosa lì devi aver fatto un lavoro interiore pazzesco, tutto il dolore e tutta la rabbia deve diventare amore per qualcuno é un lavoro immane, che forse appartiene più alla divinità che agli umani, ma che non per questo uno non debba fare. E in un paese come il nostro io sento che è necessario il lavoro piccolo piccolo, millimetrico, silenzioso in questo paese che forse ci aiuterà ad aprire la finestra e fare entrare un po’ di aria decente.”
Fabio Rovazzi ha iniziato come filmmaker, la musica per te è stato un mezzo per lui per arrivare a fare i suoi video. Ma adesso che ha visto dall’interno il mondo del cinema, accarezza l’idea di tentare un futuro da regista cinematografico?
Fabio Rovazzi:“Ora esco come videomaker, ho iniziato a filmare persone che si divertono in discoteca, una cosa davvero brutta. Il mio interesse in questo film oltre al fare l’attore – che poi non so se ho fatto bene, non lo saprò mai, continuerò a vedere chi mi fa il complimenti e poi magari sono finti – ho fatto molto anche l’osservatore, è un campo che mi piace tanto fin da piccolo, che io veramente amo. Spero un giorno che non è tra un anno, tra due anni, tra tre anni, ma tra un bel po’, di poter fare una cosa in un futuro anche prossimo perché ho bisogno di andare veramente a fondo in questo campo e non mi sembra giusto rovinarlo come ho fatto con la musica. Chiaramente lavorare con Gennaro per me è stato fondamentale come lo è stato lavorare con Zingaretti, sono le persone più straordinarie dalle quali ho imparato veramente tanto. A piccoli passi dai, questo è il senso.”
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