HorizonCraft: formare i giovani del Mediterraneo per un futuro che attraversi i confini

HorizonCraft: formare i giovani del Mediterraneo per un futuro che attraversi i confini
Disoccupazione giovanile, instabilità geopolitica, fragilità economica: il Mediterraneo è un mare che unisce culture millenarie ma che oggi porta con sé emergenze sempre più difficili da ignorare. È in questo contesto che nasce HorizonCraft, progetto internazionale finanziato dal programma comunitario Interreg NEXT MED, coordinato dall’associazione cagliaritana TDM 2000 e realizzato con una dotazione di oltre 1,1 milioni di euro cofinanziati dall’Unione Europea.
Ventiquattro mesi, tre Paesi — Italia, Libano ed Egitto — 105 giovani da formare e 60 tirocini transfrontalieri da attivare.
L’idea di fondo è quella di applicare all’occupabilità giovanile le metodologie dell’educazione non formale, da sempre al centro della missione di TDM 2000.
“Il progetto nasce dall’idea di applicare nell’ambito del sostegno all’occupabilità giovanile metodologie e pratiche dell’educazione non formale e degli interventi per giovani” spiegano i responsabili dell’associazione.
Un approccio che si traduce in moduli formativi strutturati secondo il principio del learning by doing, coordinati da formatori con esperienza internazionale e sviluppati da esperti di settore.
I beneficiari diretti sono giovani alla ricerca di prima occupazione, selezionati principalmente su base attitudinale. I percorsi formativi punteranno in particolare su competenze legate all’impiego di metodologie high tech per la sostenibilità e l’efficientamento, con un’attenzione specifica alle soft skills sempre più richieste dal mercato del lavoro.
Tra gli strumenti centrali del progetto c’è la Euromed Internships Matching Platform, una piattaforma digitale pensata per favorire l’incontro tra tirocinanti e aziende ospitanti, facilitando così l’attivazione degli stage transfrontalieri.
Per le imprese che aderiranno, i vantaggi vanno oltre l’accesso a giovani talenti formati: “Le aziende avranno l’opportunità di entrare a far parte di un contesto transnazionale e sviluppare collaborazioni con altri Paesi” sottolineano da TDM 2000.
La dimensione interculturale, del resto, è definita dagli stessi promotori “autentico filo rosso e valore aggiunto del progetto”
La rete di partenariato tra Italia, Libano ed Egitto è nata da collaborazioni già consolidate nel tempo, e punta a rappresentare “il giusto equilibrio tra raggiungimento degli obiettivi e sviluppo di iniziative future”. I dati e le evidenze raccolte nel corso del progetto saranno portati all’attenzione dei decisori politici nelle aree coinvolte, attraverso iniziative di lobbying, advocacy e confronto diretto.
Al termine dei 24 mesi, il successo di HorizonCraft si misurerà soprattutto dal numero di partecipanti che avranno trovato un inserimento lavorativo stabile.
Ma l’ambizione è più grande: l’auspicio è certamente quello di rendere il modello replicabile e scalabile in altri contesti del Mediterraneo.
In un’area del mondo che troppo spesso finisce sui giornali solo per le sue crisi, un progetto che punta sui giovani e sulla collaborazione è già, di per sé, una notizia.